Sindrome da astinenza da caffè

postato da Nicoletta Carbone il 07.01.2014
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Una nostra ascoltatrice ci chiede informazioni sulla sindrome da astinenza da caffè, che ha un suo motivo d’essere e spiega l’esistenza di molti mali di testa del week-end. Ha 25 anni e da almeno 6 beve almeno tre (e talvolta arriva a 6) caffè al giorno. Se non ne beve, dopo poche ore compare un feroce mal di testa che passa solo con l’assunzione di altro caffè. Giustamente quindi ci chiede se sarà obbligata a berlo per tutta la vita, o se può fare qualcosa per uscire da questa schiavitù.

La dipendenza da caffè (o da caffeina) è un fenomeno che è  stato ben studiato negli ultimi anni, e quello che capita alla nostra “fan” è semplicemente l’effetto di una sorta di “crisi di astinenza” da caffeina: il suo sistema nervoso attiva dei meccanismi di vasocostrizione o di vasodilatazione (a seconda della zona di cervello coinvolta), che determinano la comparsa di mal di testa. Come per un “drogato”, riassumendo la sostanza, lo stimolo cessa e il mal di testa sparisce. La sensibilizzazione cerebrale è molto simile a quella che avviene nel caso di una infiammazione da cibo (intolleranza): chi ne soffre è  portato ad assumere più  frequentemente quel particolare alimento perché   mangiandolo, con la reazione infiammatoria si liberano alcune sostanze che in un certo modo fanno piacere al cervello, anche se sul resto dell’organismo possono provocare un danno. Con le 3/6 tazzine di caffè al giorno parliamo di quantità che rientrano nel criterio della accettabilità  da parte del mondo scientifico. Per chi volesse iniziare una disassuefazione, vuoi per il desiderio di una vita senza stimolanti ed eccitanti chimici o alimentari, oppure perché in menopausa ad esempio il caffè  dovrebbe essere molto limitato, si può utilizzare questa tecnica:

1)    Ridurre gradualmente il dosaggio complessivo, togliendo un cucchiaino di caffè  dalla tazzina, e aggiungendo invece un poco di acqua per circa 3 giorni,

2)    Dal 4^ giorno, e così in seguito ogni 3-4 giorni, rimuovere dalla tazzina un altro cucchiaino sostituendolo con acqua

3)    arrivare nel giro di un mese a bere tre tazzine al giorno di una miscela fatta da 1 cucchiaino di caffè  e il resto di acqua. (molte persone si fermano prima, ma per alcuni soggetti ipersensibili è necessario proseguire fino in fondo)

A quel punto le tazzine possono diventare solo 2 per una settimana, e infine solo 1 per un altra settimana, fino a sospendere del tutto l’assunzione. Chi invece semplicemente teme il mal di testa da “sciopero dei baristi” può  portare con se  della Ignatia 30 CH (medicinale omeopatico) di cui prendere 3 granuli ai primissimi segni di un disagio indotto dal troppo tempo passato dalla ultima tazzina.

A cura del Dott. Attilio Speciani

Energy drink e caffeina

postato da Nicoletta Carbone il 26.01.2012
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Energy drink e caffeina

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