Infuso vitaminico e rimineralizzante per l’autunno

postato da Nicoletta Carbone il 27.10.2015
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Per  affrontare al meglio il cambio stagionale ecco un ottimo infuso da consumare durante i mesi autunnali: in una tazza d’acqua  bollente lasciare in infusione i seguenti rimedi in parti uguali: cinorroidi di rosa canina, rosmarinus officnalis, equisetum arvense, urtica dioica, bacche vaccinum mirtyllus. Si consiglia  un cucchiaio di  erbe  officinali  per tazza, lasciandole in infusione per 15 minuti  e successivamente berlo senza dolcificarlo, grazie alla presenza del mirtillo e della rosa canina il gusto risulta molto gradevole.

A cura del dott. Marco Temporin, medico chirurgo specialista in Igiene e Medicina preventiva

Ripartire alla grande!

postato da Nicoletta Carbone il 08.09.2015
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Come fare per riprendere i giusti ritmi dopo un periodo di riposo, senza subire lo ‘stress da rientro’? Innanzitutto, è necessario ripristinare la ‘griglia’ del tempo psicologico, ossia  ridare al cervello quella capacità di riorganizzare e gestire gli impegni in base al tempo disponibile. Come fare?

Semplice: innanzitutto è necessario scrivere su carta tutte le attività da fare nelle prossime due settimane. Partendo dalle più importanti e urgenti fino ad arrivare a quelle che possono aspettare. Dopodichè, pianificare 3 attività da fare ogni giorno, al fine di ridare una ‘struttura’ al tempo. Allo stesso tempo, serve riattivare le funzioni mentali necessarie per ripartire alla grande: concentrazione, pianificazione e velocità di elaborazione delle informazioni sono le 3 funzioni cognitive essenziali per ‘riavviare’ il sistema.

Per attivarle bastano 3 semplici esercizi:

1. effettuare 3 calcoli a mente: un’addizione, una sottrazione e una moltiplicazione. Unico avvertimento: i numeri devono essere a due cifre, tranne per la moltiplicazione dove il moltiplicatore può essere  ad una cifra. Ad es: 37+15; 72-13; 12×8 e così via;

2. scegliere 3 parole di 5-6 lettere e fare lo spelling al contrario. Ad es: “menta” diventa “a-t-n-e-m”;

3.prendere una parola qualsiasi e trovare 3 sinonimi e 2 contrari. Es: bello = attraente, piacevole, venusto; brutto, malfatto.

Ripetere 3 volte al giorno questi 3 esercizi. Rimarrete colpiti dalla sensazione di lucidità e concentrazione che otterrete.
Buona ripartenza!

A cura di Giuseppe Alfredo  Iannoccari, Assomensana

Rimedi naturali per la stagione fredda: il tris perfetto

postato da Nicoletta Carbone il 30.10.2014
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Gli alberi cambiano colore e l’aria si fa sempre più pungente: ci avviciniamo a passi spediti al periodo più freddo dell’anno. Per schivare i malesseri tipici di autunno e inverno esistono specifici rimedi naturali. Tra i miei preferiti ci sono questi tre.

1. La vitamina per quando il sole non c’è
E’ la vitamina D, fondamentale per la solidità delle ossa (stimola l’assorbimento del calcio) e preziosa anche per ottimizzare le difese immunitarie e tenere alla larga raffreddore, mal di gola, tosse, influenza e altre malattie da raffreddamento. Il corpo sintetizza vitamina D grazie al sole, ma in inverno la radiazione solare al suolo è insufficiente. E’ questo quindi il momento giusto per ricorrere a integratori alimentari di vitamina D, al dosaggio di 400-2.000 UI al giorno.

2. La pianta che aiuta a ritrovare il sorriso
Giornate corte e spesso uggiose: in autunno e in inverno si è più a rischio di malinconia, tristezza, vera e propria depressione. Per risollevare l’umore scegliete la griffonia (Griffonia simplicifolia). Grazie al contenuto di 5-HTP (5-idrossitriptofano) questo fitoterapico aumenta la produzione di serotonina, neurotrasmettitore responsabile delle sensazioni di benessere e appagamento. Se il  morale risente negativamente della brutta stagione prendete da una a tre capsule al giorno di estratto secco di semi di griffonia.

3. Il frutto che abbassa la pressione e i grassi nel sangue
Il kiwi matura in questo periodo e può diventare un alleato di chi soffre di sbalzi pressori, quando non di vera e propria ipertensione, un disturbo che in genere peggiora con il freddo. Il kiwi è ricco di potassio, minerale che contribuisce a normalizzare il battito cardiaco e i valori della pressione arteriosa. Non solo: diverse ricerche hanno dimostrato che mangiare un paio di kiwi al giorno riduce i livelli di colesterolo e trigliceridi. Il frutto ideale per chi teme, anche in previsione delle feste, di cedere a qualche sgarro alimentare di troppo…
A cura del Dott. Luca Avoledo

L’autunno nella tradizione energetica

postato da Nicoletta Carbone il 26.11.2013
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L’autunno è la stagione del ripiegamento energetico. Mentre nella stagione precedente la circolazione energetica era al suo massimo ora vi è una condensazione una raccolta. L’organo che secondo questa tradizione medica millenaria entra in particolare attività è il Polmone. I classici ricordano che questo è un organo “fragile”, facilmente aggredibile. Vi sono diverse piante medicinali, anche della tradizione occidentale,  che possono concorrere a proteggerlo. Tra questo ricordiamo la Malva e l’altea. Una tisana di queste 2 piante (mattino e sera) può concorrere a mantenere l’idratazione di questo organo. A questo riguardo, infatti, ricordiamo che il Polmone energetico (ma anche quello della tradizione medica occidentale, teme particolarmente la secchezza. Nella tradizione cinese i liquidi hanno anche la funzione rappresentare una riserva di energia difensiva. Ricordarsi quindi di bere anche senza avvertire lo stimolo della sete (che è un segnale spesso tardivo) è per il Polmone della massima importanza. Una volta , invece, che il “polmone è ferito” sono più utili altre piante fra cui ricordiamo l’ echinacea, l’eleuteroccocco e dalla tradizione estremo orientale (ma ora molto utilizzata anche dai fitoterapeuti occidentali) l’ Uncaria Tomentosa.
Tra i punti utili al recupero energetico  ve ne sono alcuni che sono così importanti da essere considerati i punti di tonificazione stagionali. Uno di questi è particolarmente facile da trattare e può essere facilmente reperito. Si tratta del 9 punto del meridiano del Polmone. Si trova  alla piega del polso, bilateralmente, sulla linea del pollice. Massaggiare mattino e sera per 1 minuto può concorrere a mantenere le funzioni del Polmone. Può aiutare anche a trattare un sentimento che è in agguato in questa stagione e che rappresenta l’esasperazione del normale movimento energetico di questa stagione: la tristezza.

A cura del Dott. Maurizio Corradin

In autunno si ripresenta

postato da Nicoletta Carbone il 25.11.2013
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Pelle arrossata, sensibile, ricoperta di squamette sulle sopracciglia, ai lati del naso, dietro le orecchie. Sembra secca. In realtà si tratta di “dermatite seborroica“, disturbo diffusissimo in entrambi i sessi. Spesso si associa anche a forfora e prurito del cuoio capelluto. Ma che cosa è questo disturbo? Non è altro che il “cugino adulto” della crosta lattea del bebè. Insorge infatti in persone predisposte dal punto di vista costituzionale, e peggiora nettamente sia in condizioni di stress psico-fisico, sia in conseguenza di una dieta eccessiva, o sregolata, o composta da alimenti verso i quali l’organismo è intollerante (spesso eccessi di formaggi, lievito e lieviti chimici, quali il pane e le focacce, nonchè la birra). Personalmente, tuttavia, ho notato un incredibile incremento di dermatite seborroica in donne che usano cosmetici inadatti. Un esempio: se, dopo i 30 anni, una donna con pelle normale, o mista, o francamente grassa, decide di ricorrere ad un eccesso di creme nutrienti ed antirughe – troppo “ricche” e troppo untuose per la sua personale pelle – ecco che se c’è una predisposizione costituzionale, si presenta la dermatite (il consiglio: è possibile prevenire le rughe anche ricorrendo a cosmetici estremamente idratanti ma contenenti pochi olii e soprattutto di derivazione vegetale, mai paraffine o siliconi). Ma la stessa donna, di solito, vedendo le squamette sulla cute del viso, si convince di avere la pelle secca. Ed ecco che aggiunge nutrienti, ed ecco che la pelle, incredibilmente, peggiora. La buona notizia, per le innumerevoli persone affette da tale dermatosi, è che i raggi solari dell’estate la fanno praticamente sparire. A patto di non applicare costantemente prodotti protettivi e dopo sole troppo grassi e occlusivi. Per migliorare comunque la situazione, al di là del beneficio dato dai raggi ultravioletti; è bene ricordare di evitare l’eccesso di creme e “nutrienti” sulla pelle, di capire che in piena “crisi” di dermatite seborroica probabilmente si stanno trascurando le proprie necessità pisco-fisiche (leggi: si è in pieno stress), e che va data una ridimensionata all’alimentazione quotidiana (è forse il momento di mangiare soprattutto frutta e verdura, limitando pane, pasta, dolci e alcoolici). Localmente, sulle chiazze, applicare una crema preparata in farmacia, a base di zolfo e acido salicilico. Spesso sono utili anche preparati antimicotici, ma mai e poi mai le creme al cortisone, che al momento, cancellano tutto. Peccato che, quando la dermatite seborroica si ripresenta, lo fa con una estensione molto maggiore.

A cura della Dott.ssa Riccarda Serri

Caduta autunnale dei capelli

postato da Nicoletta Carbone il 11.11.2013
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Autunno. Qualche capello inizia a cadere. Anche, forse soprattutto, nelle donne. Dopo qualche giorno di caduta profusa (i capelli rimangono sul cuscino, nel pettine, il lavaggio diventa un dramma, si trovano capelli persi ovunque) la donna inizia a preoccuparsi.
Il dilemma è : rimarrò calva? La risposta: nella maggior parte dei casi, NO, nella maggior parte dei casi, la caduta autunnale dei capelli non è altro che un rinnovo. Molti dei vecchi capelli, vengono sostituiti da nuovi capelli in crescita, e, anche se al momento il fastidio legato al defluvio è enorme e terrorizzante, ciascun capello lasciato “ovunque” verrà sostituito, in tempi più o meno brevi, da altri, nuovi capelli. Come riconoscere una caduta patolgica dal fisiologico rinnovo della chioma? E’ difficile, non solo per i profani, ma, molto spesso, anche per i medici. Personalmente ricorro ad uno esame semiologico accurato (visione del capillizio), allo strappo dei capelli in diverse zone del cuoio capelluto (per valutare la reale percentuale di caduta). Ripeto: nella maggior parte dei casi, non è altro che un fisiologico rinnovo. Per stimolare la ricrescita, occorre massaggiare il cuoio capelluto, favorire la circolazione generale con la respirazione addominale (yoga), applicare lozioni cosmetiche. Ogni tanto il medico può reputare utile dare una “sferzata” somministrando lozioni farmacologiche magari a giorni alterni. Ma, nel caso della caduta nelle donne, vanno valutati attentamente soprattutto tre fattori: l’equilibrio ormonale (le mestruazioni sono regolari? sono intervenuti fattori particolari negli ultimi mesi?), inoltre l’alimentazione (spesso molte donne che perdono capelli si sottopongono a diete incongrue, o prive di elementi nutritivi fondamentali), infine lo stress. Il primo passo, in ogni caso, consiste sia nell’assumere integratori vitaminici e minerali (specie vitamine del gruppo B, più ferro, zinco, rame), sia molte proteine (anche vegetali), ricche in amminoacidi indispensabili alla crescita del capello. In caso di stress, è consigliabile intervenire a monte del problema (inutile applicare una lozione se si è troppo ansiose o depresse: la lozione aiuta, ma la risoluzione reale del problema aiuta ancora di più). Per cui: massaggi, training autogeno, agopuntura, shiatsu possono essere interventi estremamente efficaci.  Nel caso di squilibri ormonali, o iniziale carenza di estrogeni, occorre riequilibrare tali parametri. E i capelli torneranno, in tre-sei mesi, ad essere floridi.

A cura della Dott.ssa Riccarda Serri, Specialista in dermatologia

Istruzioni per l’uso creativo della tristezza autunnale

postato da Nicoletta Carbone il 09.10.2013
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L’autunno ci prende alla gola, a volte. Non solo per i raffreddori, ma anche per una sensazione di tristezza avvolgente che, per alcune persone, rappresenta un problema che tutti gli anni torna a farsi sentire in modo assai coinvolgente. Giornate più corte, freddo e umido che entrano nelle ossa, routine quotidiana che ammanetta, tempo che vola via infelice o che non passa mai, pensieri nostalgici che entrano in mente piano piano logorando il presente, quasi senza accorgersene. Il passato sembra bellissimo (e non sempre lo era) e il presente terribilmente negativo. A volte tutta la vita sembra essere stata un intero autunno dell’anima, senza soluzioni di continuità. Qualcuno arranca, qualcun altro cerca nella seduzione o nel corteggiamento una “botta di vita” per non pensare. La tristezza autunnale invita invece subdolamente altre persone a ritirarsi, a ripiegarsi su se stesse, ad andare in pensione dall’esistenza, anche se si hanno solo venti o trent’anni, che sembrano essere stati trent’anni di galera, per i sensibili nemici dell’autunno.

Altri vanno proprio in letargo, come gli orsi: è un letargo che consente di fare lo stretto necessario, come lavorare, tornare a casa, mangiare, intontirsi un po’ con la televisione, andare a letto,  aspettare Natale per una settimana di contenuti bagordi, riandare in letargo, e aspettare dormendo in piedi la primavera, con i seni che finalmente spuntano dai cappotti aperti e i boccioli chiusi, colorati e profumati che finalmente spuntano dalle piante.

Certe persone sono talmente abituate al ritmo spento dell’autunno-inverno che ormai non se ne accorgono più: per loro è diventato normale rinunciare a questi mesi, avendo dimenticato che così si auto-tranciano via metà dell’anno e del tempo che abbiamo a disposizione.

Proviamo a ristrutturare tutto questo grigiore, che non è affatto obbligatorio, provando a gestire la nostra eventuale tristezza autunnale esagerata con piccole auto-istruzioni:

1.      Legittimiamo la tristezza. Abbiamo tutti diritto ad essere un po’ “autunnopatici”, tuttavia possiamo riconoscerla e ribellarci gentilmente alla sua tirannia;

2.      Ridimensioniamo la tristezza. Il primo antidoto alla tristezza eccessiva è rappresentato dalle relazioni sociali significative. Abbiamo un amico, un’amica, un parente, una persona cara che non vediamo da qualche tempo? Proviamo ad osare a chiamarli, o a inviar loro un’educata e-mail o un affettuoso sms, e invitiamoli a fare qualcosa insieme. Non prendiamo però come offesa personale un eventuale rifiuto: non è necessariamente un rifiuto a noi, può esserci una situazione particolare. Passiamo oltre allora, e sorridendo invitiamo qualcun altro;

3.      Passeggiamo con ogni tempo. Uscire per strada, ben attrezzati, ci consente di ricevere nuovi stimoli poli-sensoriali (visivi, uditivi, tattili, olfattivi e gustativi) e anche di correre il rischio – stavolta positivo – di incontrare conoscenti simpatici. Allora prendiamo l’impermeabile e godiamoci l’esterno;

4.      Creiamo qualcosa di autunnale. Proviamo ad esprimere l’emozione dell’autunno in un modo nuovo, ad esempio “inventando” una poesia, un raccontino sereno (non un “noir”, per carità!), un quadro, una canzone, una suppellettile, un piatto in cucina. In questo modo, porremo l’autunno “fuori” da noi e cominceremo ad elaborarne la presenza in maniera vitale.

5.      Progettiamo due gite fuori porta al mese. Non importa quanto il luogo sia lontano, ma è importante auto-costringerci compassionevolmente, prenotando qualcosa o prendendo appuntamento con qualcuno. L’autunno può avere un fascino straordinario, anche per coloro che fino ad oggi lo odiavano senza mezze misure. Le mezze stagioni esistono, e possiamo godercele se sappiamo come fare!

Per saperne di più: Aquilar F., Pugliese M.P., a cura di, Psicoterapia cognitiva della depressione, Edizioni Franco Angeli, Milano.

A cura del Dott. Francesco Aquilar

Sapori e colori d’autunno

postato da Nicoletta Carbone il 25.09.2013
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Grano saraceno con zucca e mazzancolle al rosmarino

Ingredienti per 4 persone
320g di grano saraceno
una decina di mazzancolle
500 g di zucca a tagliata a dadini
olio extravergine di oliva
rosmarino
sedano, carote, cipolla
sale e pepe

Preparazione
Lavate, private del carapace e del filo nero dorsale le mazzancolle. Tenetele da parte e preparate un fumetto facendo bollire in abbondante acqua per 30 minuti una gamba di sedano, una carota e una cipolla unendo i carapaci. Trascorso il tempo, filtrate e mettete a bollire nel brodo di pesce ottenuto il grano saraceno. Ricordate di lavare accuratamente il grano saraceno sotto acqua corrente, quindi, mettetelo a bollire per 15/18 minuti a fiamma bassa. Con l’aiuto del cestello per la cottura a vapore, mettete a cuocere la zucca precedentemente tagliata a dadini e cuocere anch’essa per 15 minuti. In questo modo ottimizzerete i tempi e l’energia in cucina, con il vapore emesso per la cottura del grano, cuocerete anche la zucca. Trascorso il tempo, scolate il grano saraceno e tenetelo da parte. Tenete da parte anche la zucca e saltate per un paio di minuti le code di mazzancolla in una padella con un filo d’olio e un rametto di rosmarino. A questo punto unite i tre ingredienti, aggiustate di sale e pepe, amalgamate bene e servite lucidando con un filo d’olio.

A cura di Stefano Polato, Chef

Amare a settembre: psicologia della ripresa

postato da Nicoletta Carbone il 13.09.2013
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Settembre, andiamo, è tempo di riamare. Così, parafrasando il poeta, possiamo riflettere un momento sui sentimenti di fine estate e di inizio autunno. Abbiamo già ripreso le attività normali dell’anno, dopo la pausa (o la non-pausa) estiva, e per molte persone è difficile sopportare l’alluvione di consigli per un rientro alla normalità non traumatico. C’è poco da fare. Il rientro è fastidioso! Fa-sti-dio-so: perché non ci piace la quotidianità monotona, perché le giornate di accorciano e sembrano molto più brevi e tristissime, perché il tempo atmosferico peggiora e spesso piove o pioviggina (il che è peggio: tempo, almeno deciditi!), perché le nostre “buone intenzioni” durano solo pochi giorni e perché già al 15 settembre non ne possiamo più e fuggiremmo volentieri da qualche parte. Solo che non sappiamo dove fuggire, e soprattutto sappiamo che non è possibile (altrimenti l’avremmo già fatto).

Allora che possiamo fare? Proporrei quattro questioni generali, perché come si dice in psicologia non c’è niente di più pratico di una buona teoria: Amore, Memoria, Legittimazione e Ridimensionamento.

1) Amore: Settembre può essere un buon momento per riordinare i nostri sentimenti. Per aggiornarli al tempo presente, e rimetterli nella gerarchia più adatta a quel che sentiamo adesso. Riordinare i sentimenti significa anche rifare il planning del nostro tempo quotidiano, settimanale e mensile e riservare tempo ai nostri cari. Davvero e non a chiacchiere. Questo può essere anche un efficace antidoto alla noia, al senso di solitudine e alla rabbia legittima per il rientro nella vita quotidiana. Facciamo anche una piccola sorpresa ai nostri cari, ma una sorpresa che piaccia davvero: a loro, non a noi.

2) Memoria: Stiamo attenti agli scherzi che a volte ci fa la memoria. Tutta la nostra esperienza di vita è racchiusa nella memoria di ognuno. La memoria ci racconta chi siamo, che cosa è successo nella nostra vita, quali situazioni ci hanno fatto e ci fanno star bene e quali relazioni ci hanno fatto e ci fanno star male. Ma la memoria a volte è fortemente influenzata dallo stato d’animo del momento, e potrebbe convenirci allenarci a tenerla immune dalla selezione automatica dei ricordi. Siamo mai morti per una ripresa d’autunno? No. E’ mai successo che non siamo riusciti a riorganizzarci e che abbiamo passato un intero autunno a piangere rimpiangendo la passata stagione? Credo di no. Abbiamo mai smesso di vivere normalmente solo perché le giornate si accorciavano e finiva l’amata ora legale? No. Allora riattiviamo la memoria e passiamo al punto seguente.

3)  Legittimazione: Possiamo abituarci a legittimare sia le emozioni negative che gli avvenimenti avversi accaduti. E’ vero, possiamo aver provato legittime emozioni negative e possono essere accaduti fatti sgradevoli e legittimamente dolorosi. Possiamo esprimere in modo adeguato all’avvenimento quel che abbiamo provato. Ma dopo un tempo di legittimazione, che naturalmente varia a seconda della gravità dell’evento negativo, possiamo provare ad eseguire il passo successivo.

4)  Ridimensionamento: Una volta riconosciute e legittimate le emozioni negative, e trascorso il tempo necessario per l’elaborazione, possiamo imparare a ridimensionarle dicendo a noi stessi che malgrado la quantità di episodi anche dolorosi occorsi, pian piano ma non troppo possiamo riorganizzarci e focalizzarci sulle possibilità presenti e dell’immediato futuro. Potremmo sentirci molto meglio, anche a settembre. Utilizzando memoria, legittimazione e ridimensionamento, potrebbero aumentare positivamente le nostre capacità di amare.

Per saperne di più:  F. Aquilar (2012), Riconoscere le emozioni. Seconda edizione, Edizioni Franco Angeli, Milano; e prossimamente in libreria: Parlare per capirsi, a cura di Francesco Aquilar.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Napoli. Twitter @DrFAquilar

La stagione della raccolta

postato da Nicoletta Carbone il 14.11.2012
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Lo sappiamo tutti, lo abbiamo imparato già alle elementari, l’autunno è la stagione della raccolta. Il ciclo della vita richiede una stagione per seminare, una o due per lasciar crescere e poi una per il raccolto.

Tempo fa, se ricordo bene, Tony Robbins riportava il ragionamento di qualcun altro, forse Jim Rohn. Spiegava come nella vita alcune cose sono agricoltura, altre industria. Per esempio, l’educazione dei figli è agricoltura. Ci vuole tempo, dedizione, costanza… Il matrimonio è lo stesso, costruire un brand anche e così via…

Poi ci sono le cose più “industriali” dove puoi prendere scorciatoie. Non me ne vengono in mente adesso, ma nel ragionamento ce n’erano un po’.

Pensavo a questo l’altro giorno. Forse perché novembre è stato un mese di grande raccolta per me.

Ho sempre saputo che i risultati arrivano. È sempre successo e questo mi ha sempre dato la motivazione di fare quello che non avrei voglia di fare.

Ho anche sempre saputo che la vita è una progressione. All’inizio raccogli meno di quello che semini, ma nel tempo la cosa cambia. Sì, a un certo punto, i conti iniziano a tornare. I risultati arrivano e raccogli quello che hai seminato, magari anni fa, o come dice Olsteen anche per quello che altri hanno seminato per te.

Forse oggi ti dirò cose che sai. Probabilmente concetti che mi hai già sentito dire. Lasciamelo fare. Sono importanti, vale la pena ricordarli. Se li fai tuoi la tua vita cambierà. È garantito. La storia lo ha dimostrato già più volte. A me lo ha rammentato questo ottobre.

Le cose che vorrei ricordarci sono:

Per raccogliere bisogna seminare.

È un concetto semplice, basilare e per questo sottovalutato. Conosci persone che non hanno mai seminato e pretendono di raccogliere? Io ne conosco un sacco. Tutti arrabbiati, tutti vittime di ingiustizie. Almeno secondo loro.

Se semini potresti non raccogliere, ma se non semini non raccogli mai.

Può capitare che una grandinata poco prima del raccolto rovini tutto, oppure dei parassiti facciano ammalare i frutti. Una cosa è certa però, se non semini, non raccogli.

Non sempre raccogli quando vorresti.

Come in natura anche nella vita non sei sempre tu a decidere quando raccoglierai. A volte lo puoi fare subito, altre devi aspettare.

Quasi sempre, la qualità del frutto è proporzionale alla qualità del seme.

Anche in questo caso nulla è garantito. È certa una sola cosa, semi di bassa qualità danno frutti di bassa qualità. Il contrario non è sicuro. Anche in questo caso c’è una percentuale di rischio. C’è chi se lo prende c’è chi preferisce non rischiare, e quindi non raccogliere.

Ovviamente seminare una sola volta non basta. Bisogna farlo continuamente e poi curare la pianta, innaffiarla, proteggerla e così via…

A cura di Claudio Belotti, Coach

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

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    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

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    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

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    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

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    Claudio Belotti


    Coach

     

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    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






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    Alessandra Rigoni


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    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

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    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

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    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

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    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

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    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

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    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

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    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

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    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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