Ricordi d’amore e di disamore

postato da web il 07.06.2017
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Provate a ricordare una brutta litigata con il vostro partner, uno scontro nel quale non c’era un colpevole o un innocente, ma nel quale ve le siete cantate di santa ragione, reciprocamente. E immaginate di porre questo ricordo in una cartellina nera. Ora provate a rievocare un momento magico positivo della vostra relazione romantica: poesia, intesa, accordo, armonia, l’essere tutt’uno. E immaginate di inserire questo ricordo in una cartellina rossa.
Adesso, andiamo indietro nel tempo, e ponete mente a ricordare altri momenti dolorosi di disamore e di incomprensione, andando a ritroso da ora alla vostra infanzia: disamore, rabbia e odio con qualche partner precedente, con degli amici, con dei colleghi sorprendentemente deludenti, con i familiari, con i fratelli e sorelle, con i compagni di scuola, con i professori, con papà e con mamma. E poniamoli di nuovo nella cartellina nera immaginaria. Subito dopo, ricordiamo invece episodi belli, lirici, romantici, affettuosi, commoventi in positivo, con le stesse persone: partner presente o passati, amici, colleghi, familiari, fratelli, sorelle, compagni di scuola, professori, papà e mamma. E inseriamoli nella cartellina rossa mentale.
Se ci riflettete sopra un attimo, probabilmente vedrete che una parte dei litigi e dei momenti di disamore erano collegati a malintesi, a semplici difficoltà di comunicazione, a fraintendimenti, a quelle situazioni relazionali che nel mio libro Psicoterapia dell’amore e del sesso ho chiamato “frainsentimenti”, ovvero fraintendimenti sentimentali. Questi frainsentimenti in molti casi sono stati chiariti, e si è ripreso un legame amoroso nutriente e solido, piacevole e duraturo.
Negli altri casi, invece, ripensandoci potreste trovare la base di una rottura, temporanea o più spesso definitiva, perché in quel litigio vi siete accorti che l’altro e l’altra erano troppo diversi da voi, si muovevano su differenti valori, erano sostanzialmente incompatibili con voi e insopportabili per voi, e anche se potevano avere qualche ragione (ognuno ha sempre qualche buona ragione), queste non potevano giustificare oltremodo la permanenza di una relazione con loro, andavano esclusi, probabilmente per sempre. E così avrete fatto in realtà, almeno nel vostro cuore.
Meditare brevemente sui ricordi d’amore e di disamore ci potrebbe aiutare a non ripetere gli stessi errori e a temperare i ricordi degli episodi contrastanti con il nostro stato d’animo del momento: fare memoria del fatto che esiste l’amore, specie nei momenti in cui siamo pieni di odio; ricordare che esiste la possibilità di una frattura relazionale anche quando siamo in pieno amore; ridimensionare l’importanza del disamore nel nostro cuore, perché alla fine ci danneggia; e infine coltivare con attenzione le relazioni amorose, che sono la cosa più importante della nostra vita e che ci rendono presenti nella mente degli altri che amiamo.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Napoli, docente di psicoterapia cognitiva a Roma. L’ultimo suo libro è “Condividere i ricordi. Psicoterapia cognitiva e funzioni della memoria” (con Maria Pia Pugliese), Edizioni FrancoAngeli.

Fare psicoterapia è anche parlare d’amore

postato da Nicoletta Carbone il 15.01.2015
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Il Daily Lab di Nicoletta Carbone per Radio 24-Il Sole 24 ore è un’idea geniale. Da marzo 2011 suggerisce e diffonde mille modi per prendersi cura fisica e psichica di sé, con un pacato e sereno invito quotidiano o quasi. E sottolinea che il benessere personale non riguarda soltanto il rapporto con il corpo e con la salute, fattori certamente fondamentali, ma anche gli aspetti psicologici e i significati della vita di ciascuno, con gli inevitabili cambiamenti nel corso degli anni.

Di che cosa parlano la persone nella loro psicoterapia? Parlano anche e talvolta soprattutto d’amore. Amore romantico, amore passionale, amore genitoriale, amore filiale, amore fraterno, amore amicale, amore tradito, amore per il lavoro, amore per la musica, amore per la giustizia, amore e talvolta disamore per la vita. Tutte le forme d’amore trovano spazio nel dialogo clinico della psicoterapia. Tuttavia rendersi conto di quali sono i nostri amori, di quale gerarchia di valori effettivamente adoperiamo, di quale ordine di importanza assumono in realtà i nostri sentimenti e delle trasformazioni che nel tempo sperimentiamo rispetto all’amore, non è sempre così facile, né automatico.

Ad esempio, quanto la società contemporanea influenza la nostra capacità di amare, con le sue parole d’ordine di flessibilità, rischio e mobilità che tendono a suscitare insicurezza globale? Quanto replichiamo inconsapevolmente i meccanismi di legame affettivo che abbiamo appreso nella nostra famiglia di origine, malgrado magari ne abbiamo valutato in passato l’incongruità e l’inefficacia in alcuni aspetti? Quale felicità possiamo ricercare, quando a volte viviamo in automatico ripetendo quotidianamente una routine che non ci consente di capire né di svoltare quando è il momento? E magari ce ne accorgiamo troppo tardi. Come è, per il nostro o la nostra partner, stare insieme a noi? Quanto siamo pesanti, inadeguati, egocentrici, insensibili e incapaci di reale empatia, senza accorgercene? Oppure a volte ce ne accorgiamo pure, ci dispiacciamo, ma non sappiamo come agire? Quanto siamo stati influenzati da eventi traumatici che non riusciamo ad elaborare né a superare? Come possiamo ripristinare una capacità di amare che dovrebbe essere psicobiologica, visto che è un valore fondamentale per la sopravvivenza della specie umana?

Stavolta non suggerisco strategie, né mezzi per migliorare la nostra condizione psicologica e affettiva: mi limito a proporre una pausa di consapevolezza e un momento di riflessione, invitando i lettori ad utilizzare con attenzione questo strumento del Daily Lab come fattore di crescita personale e come fucina di progetti per la felicità, che non può trascurare le News per la Salute nel più ampio senso possibile, come recita il sottotitolo del Daily Lab. E dare l’informazione che lo studio dello psicoterapeuta è uno dei luoghi deputati a poter parlare d’amore liberamente, ad un interlocutore competente, può essere una notizia significativa per qualcuno, che magari ancora poteva credere che la psicoterapia fosse il luogo in cui parlare solo di depressione, di fobie, di ossessioni, di disturbi del comportamento alimentare e di altri sintomi psicopatologici. Certo, si parla anche di problemi mentali, ma i sintomi psicologici a volte sono solo un mezzo per poter parlare d’amore e di sentimenti, per chiarirsi le idee e per ristrutturare un modo di vivere che renda finalmente ragione delle nostre emozioni profonde.

Per continuare a riflettere insieme su questo argomento, sta per uscire un nuovo volume che sarà in libreria a fine gennaio: a cura di Francesco Aquilar, Parlare d’amore. Psicologia e psicoterapia cognitiva delle relazioni intime, Edizioni Franco Angeli, Milano.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Napoli, presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale (AIPCOS)

L’amore al tempo dei disturbi di personalità: narcisisti, borderline, paranoidi e dipendenti

postato da Nicoletta Carbone il 13.10.2014
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Che cos’è l’amore? L’amore romantico è un attaccamento spirituale, emotivo, sessuale appassionato che riflette un’elevata considerazione per il valore dell’altro come persona (Branden, 1990). Ma come si declina, di fatto, l’amore romantico in un periodo storico nel quale sono in aumento i disturbi di personalità? Limitandoci ai quattro disturbi più diffusi, ecco alcune indicazioni di massima:

PERSONALITA’ NARCISISTA: Pensa di essere una persona superiore, “titolata”, cui è dovuto particolare rispetto, che ha le credenziali adatte per questo. Ha schemi di rigidità morale astratta e di controllo, che possono interferire con il processo di negoziazione interpersonale necessario nelle relazioni, specie romantiche. Se si sente non rispettato come vorrebbe, mette in atto strategie vendicative o minacciose. Manca della flessibilità necessarie e di compromesso funzionale. Il vantaggio è che sono persone capaci di raggiungere obiettivi elevati, affascinanti, poliedriche e ricche di interessi.
PERSONALITA’ BORDERLINE: E’ caratterizzata da eccessive richieste di validazione, con pensiero bianco-o-nero e disregolazione emozionale; si avvicina alla negoziazione interpersonale, anche romantica, come a qualcosa di potenzialmente invalidante e può sentirsi oppressa, manipolata e respinta nel processo di negoziazione interpersonale, dopo una prima fase di assoluto entusiasmo e desiderio di fusione con l’altro. In questa seconda fase le emozioni, anch’esse fuse e confuse, annullano ogni compromesso, arrivando a forme di minaccia aggressiva o di ritiro infruttuoso dalla relazione. Il vantaggio è che sono persone capaci di straordinaria empatia, allegria, propositività ed entusiasmo.

PERSONALITA’ PARANOIDE: Vive quasi permanentemente in uno stato sospettoso, che si alterna a stati di ira funesta e a stati astenici e a stati di minaccia-umiliazione. La sospettosità tende ad irritare l’altro e addirittura a suscitare reazioni diffidenti o aggressive nell’altro. Nelle relazioni romantiche tutto ciò si manifesta con una gelosia massiccia e controllante, a volte ammantata di una apparente eleganza e con l’aspetto di un volersi prendere cura dell’altro. Il vantaggio è che sono persone affidabili, premurose e attente.

PERSONALITA’ DIPENDENTE: Teme esageratamente l’abbandono e crede di essere incapace di prendersi cura di sé senza il supporto di un individuo che reputa più forte o più saggio, di cui si innamora. Non riconosce le potenzialità di cui dispone. Ha difficoltà ad affermare se stessa nella negoziazione interpersonale anche romantica; vive la relazione come minacciosa o come un’opportunità per ricevere concessioni ai propri bisogni. Il vantaggio è che sono persone capaci di aiutare e di sacrificio funzionale e anche che sono spesso bravi nel mettersi nei panni dell’altro, se l’altro è in difficoltà.

RIMEDI: Se pensi che il tuo partner appartenga ad una di queste quattro categorie, e che il disagio che provi nella relazione sia dovuto a questo, prova a fare un bilancio tra vantaggi e svantaggi relazionali e a rassicurarlo/a sulla sua paura principale, dicendo al narcisista che lo apprezzi molto, al borderline che non lo lascerai malgrado i suoi limiti, al paranoide che non lo ingannerai e al dipendente che lo terrai informato dei tuoi pensieri sulla relazione. Se pensi che sei tu ad avere alcune di queste caratteristiche, chiedi esplicitamente al tuo partner le rassicurazioni “specifiche” sopra descritte. Se sarai credibile, e se il disturbo non è troppo forte, andrà meglio.

LIBRO PER APPROFONDIRE: Francesco Aquilar et al., Parlare per capirsi. Strumenti di psicoterapia cognitiva per una comunicazione funzionale, Franco Angeli, Milano.
A cura del Dott. Francesco Aquilar, presidente AIPCOS, psicologo e psicoterapeuta cognitivista e comportamentale a Napoli

Propositi e spropositi di gennaio: amore, salute, denaro e tempo

postato da Nicoletta Carbone il 16.01.2014
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Abbiamo superato la metà di gennaio, e forse è il momento di riflettere sugli spropositi di inizio anno cui avevamo pensato e trasformarli in veri propositi per il nuovo anno.

Molte persone arrivano alla fine dell’anno vecchio con la sensazione di essere esauste, e di non poterne più né di se stesse né degli altri. E, facendo un bilancio che quasi sempre è fortemente negativo, si ripropongono per l’anno nuovo mille cambiamenti radicali, che poi quasi mai portano avanti davvero. Sono quelli che mi piace chiamare “Spropositi di Capodanno”, che durano fino alla Befana e poi inevitabilmente se ne riparla l’anno dopo.

Invece, potremmo provare a questo punto a ripensare ai significati e ai progetti che il nuovo anno potrebbe davvero aiutarci a realizzare: la psicologia e l’oroscopo hanno una sola cosa in comune, l’occuparsi di amore, salute e denaro, che sono anche connessi inestricabilmente con la trasmissione di riferimento di questo Daily Lab: Cuore e Denari, intendendo il Cuore sia come salute che come sentimenti. Allora forse è adeguato occuparcene psicologicamente, sia dal punto di vista psicoterapeutico che da quello di psicologia della salute. In più dal punto di vista psicologico è importante un quarto fattore: il tempo. Usare e dosare meglio il tempo può essere un buon obiettivo per il nuovo anno.

Amore: proviamo a fare un bilancio serio delle nostre relazioni d’amore. Come va con il nostro o la nostra partner? Che voto diamo attualmente alla nostra relazione romantica attuale? Come va sessualmente? Che cosa ci piacerebbe dire all’Altra Persona, che non abbiamo il coraggio di dire? Possiamo provare a scrivere i nostri sentimenti attuali in questo settore in mezza pagina, facendolo di getto, senza pensarci troppo su. E poi possiamo vedere cosa abbiamo scritto: forse ne saremo sorpresi, o forse potremo decidere di dire all’Altra Persona quel che proviamo e quel che vogliamo proporre per il nuovo anno di innovativo e significativo. Magari chiedendo all’Altra Persona di fare lo stesso nei nostri confronti. Attenzione: in questo esercizio è proibito litigare, l’azione deve essere costruttiva. Se quel che scrivete è tutto negativo, stracciate tutto e fate finta di niente. Se non avete un partner attuale e vi interessa averlo, scrivete su un foglio le abilità che vi conviene sviluppare nel prossimo anno per rendervi interessanti alle persone che vi interessano, evitando i luoghi comuni tipo le donne son tutte sirene o tutti gli uomini tradiscono ingannano e deludono, perché sono sciocchezze!

Salute: malgrado tutte le apparenti buone intenzioni, molte persone di fatto trascurano veramente la propria salute, fisica e psichica. Rimandano le visite e i controlli fino all’inverosimile. Se fate parte di questa categoria provate a scrivere quali sono le visite mediche di cui avete davvero bisogno, e poi impegnatevi con voi stessi a progettarne almeno una a settimana. Fate lo stesso per i vostri cari: di quali visite o controlli ha davvero bisogno la Persona Cara? Se lo sapete, potete invitarla a fare come voi in questo esercizio. Se non lo sapete potete raccontargli che state prendendo davvero sul serio la vostra salute, ma senza esagerare.

Denaro: com’è la vostra situazione economica attuale? Che giudizio ne date voi stessi, e che giudizio ne darebbe uno Sconosciuto Medio se gli dessimo le informazioni sulla vostra situazione? Che cosa possiamo fare nel corso del prossimo anno per migliorare la situazione economica, ad esempio aumentando le competenze di ciascuno? Come possiamo amministrare meglio il denaro che abbiamo o che guadagneremo? Abbiamo delle idee creative che potrebbero aiutarci? Dedichiamo mezz’ora a scrivere una paginetta di creatività economica per noi stessi, anche in questo caso di getto e senza pensarci su troppo. Magari scopriremo un’idea che ci farà star meglio da questo punto di vista.

Tempo: Come abbiamo utilizzato il tempo l’anno scorso? Potremmo fare di meglio? A quali attività interessanti, piacevoli o significative non abbiamo dato, pur potendo, il tempo che meritavano? A quali rapporti affettivi non abbiamo dedicato l’attenzione e il tempo che meritavano? Approfittiamo di gennaio per rifare il planning del nostro tempo: quotidiano dal lunedì al venerdì, semifestivo del sabato e della domenica, e del tempo delle vacanze o delle ferie. Anche in questo caso potremmo divertirci a scrivere di getto una nuova pianificazione del nostro tempo futuro, nelle tre categorie, e probabilmente troveremo qualcosa di nuovo da mettere in atto nel prossimo anno.

Addio spropositi di gennaio, quest’anno facciamo sul serio!

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivo comportamentale a Napoli.

Amare a settembre: psicologia della ripresa

postato da Nicoletta Carbone il 13.09.2013
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Settembre, andiamo, è tempo di riamare. Così, parafrasando il poeta, possiamo riflettere un momento sui sentimenti di fine estate e di inizio autunno. Abbiamo già ripreso le attività normali dell’anno, dopo la pausa (o la non-pausa) estiva, e per molte persone è difficile sopportare l’alluvione di consigli per un rientro alla normalità non traumatico. C’è poco da fare. Il rientro è fastidioso! Fa-sti-dio-so: perché non ci piace la quotidianità monotona, perché le giornate di accorciano e sembrano molto più brevi e tristissime, perché il tempo atmosferico peggiora e spesso piove o pioviggina (il che è peggio: tempo, almeno deciditi!), perché le nostre “buone intenzioni” durano solo pochi giorni e perché già al 15 settembre non ne possiamo più e fuggiremmo volentieri da qualche parte. Solo che non sappiamo dove fuggire, e soprattutto sappiamo che non è possibile (altrimenti l’avremmo già fatto).

Allora che possiamo fare? Proporrei quattro questioni generali, perché come si dice in psicologia non c’è niente di più pratico di una buona teoria: Amore, Memoria, Legittimazione e Ridimensionamento.

1) Amore: Settembre può essere un buon momento per riordinare i nostri sentimenti. Per aggiornarli al tempo presente, e rimetterli nella gerarchia più adatta a quel che sentiamo adesso. Riordinare i sentimenti significa anche rifare il planning del nostro tempo quotidiano, settimanale e mensile e riservare tempo ai nostri cari. Davvero e non a chiacchiere. Questo può essere anche un efficace antidoto alla noia, al senso di solitudine e alla rabbia legittima per il rientro nella vita quotidiana. Facciamo anche una piccola sorpresa ai nostri cari, ma una sorpresa che piaccia davvero: a loro, non a noi.

2) Memoria: Stiamo attenti agli scherzi che a volte ci fa la memoria. Tutta la nostra esperienza di vita è racchiusa nella memoria di ognuno. La memoria ci racconta chi siamo, che cosa è successo nella nostra vita, quali situazioni ci hanno fatto e ci fanno star bene e quali relazioni ci hanno fatto e ci fanno star male. Ma la memoria a volte è fortemente influenzata dallo stato d’animo del momento, e potrebbe convenirci allenarci a tenerla immune dalla selezione automatica dei ricordi. Siamo mai morti per una ripresa d’autunno? No. E’ mai successo che non siamo riusciti a riorganizzarci e che abbiamo passato un intero autunno a piangere rimpiangendo la passata stagione? Credo di no. Abbiamo mai smesso di vivere normalmente solo perché le giornate si accorciavano e finiva l’amata ora legale? No. Allora riattiviamo la memoria e passiamo al punto seguente.

3)  Legittimazione: Possiamo abituarci a legittimare sia le emozioni negative che gli avvenimenti avversi accaduti. E’ vero, possiamo aver provato legittime emozioni negative e possono essere accaduti fatti sgradevoli e legittimamente dolorosi. Possiamo esprimere in modo adeguato all’avvenimento quel che abbiamo provato. Ma dopo un tempo di legittimazione, che naturalmente varia a seconda della gravità dell’evento negativo, possiamo provare ad eseguire il passo successivo.

4)  Ridimensionamento: Una volta riconosciute e legittimate le emozioni negative, e trascorso il tempo necessario per l’elaborazione, possiamo imparare a ridimensionarle dicendo a noi stessi che malgrado la quantità di episodi anche dolorosi occorsi, pian piano ma non troppo possiamo riorganizzarci e focalizzarci sulle possibilità presenti e dell’immediato futuro. Potremmo sentirci molto meglio, anche a settembre. Utilizzando memoria, legittimazione e ridimensionamento, potrebbero aumentare positivamente le nostre capacità di amare.

Per saperne di più:  F. Aquilar (2012), Riconoscere le emozioni. Seconda edizione, Edizioni Franco Angeli, Milano; e prossimamente in libreria: Parlare per capirsi, a cura di Francesco Aquilar.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Napoli. Twitter @DrFAquilar

Psicologia dell’Amore nel giorno di San Valentino

postato da Nicoletta Carbone il 14.02.2013
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Per molte persone il giorno di San Valentino è particolarmente impegnativo: per chi ha una storia d’amore a cui tiene, si tratta di saltare a pié pari le difficoltà e di costruire un contesto amorevole e se possibile “indimenticabile”, e non è facile! Per chi non ha una storia d’amore, e vorrebbe averla, si tratta di gestire la tristezza per la solitudine affettiva, oppure il rimpianto per una relazione perduta o deteriorata. Tutto il sistema delle aspettative di ciascuno è messo a dura prova, ed è inevitabile per molte persone fare comunque un bilancio della propria storia romantica, affettiva e sessuale, e cercare di gestire con attenzione una giornata comunque particolare.

Proviamo allora a dare qualche piccolo suggerimento, per godersi San Valentino: sia se c’è una relazione d’amore bella e soddisfacente, sia se non c’è e al momento siamo single,  sia se siamo in una storia d’amore impantanata.

1)     NIENTE ASPETTATIVE OBBLIGATE. Se la storia d’amore c’è, proviamo a goderci il tempo insieme, piuttosto che pensare al regalo stupefacente da fare o aspettarci stupidamente che l’altro/a abbia capito che regalo vorremmo. Il regalo principale da farsi è il tempo da spendere insieme con uno stato d’animo allegro, godendoci la relazione specifica proprio con l’altra persona!

2)     PUNTIAMO AL GIOCO-PIACERE NELLA RELAZIONE. Non preoccupiamoci nemmeno di offrire una prestazione sessuale indimenticabile, solo perché è il 14 febbraio. La relazione personale è complessa e multideterminata, e a volte le preoccupazioni di “rendimento” non fanno altro che problematizzare una situazione che magari potrebbe essere goduta molto di più in rilassamento.

3)     NON AFFLIGGIAMO L’ALTRO/A. Se possibile, evitiamo di fare pianti greci perché la nostra vita non è come vorremmo, o soprattutto non accusiamo l’altro/a delle sue manchevolezze proprio oggi. Oggi decidiamo di abbassare la guardia e di essere tolleranti e speranzosi.

4)     SE LA STORIA E’ IMPANTANATA, potremmo provare a proporre una giornata di tregua, con l’accordo di vestirci bene (come ad un primo appuntamento) e di evitare i temi conflittuali per 24 ore. Forse potrebbe essere una pausa della conflittualità che ci farà bene comunque.

5)     SE SIAMO SINGLE, invece, proviamo a vedere i vantaggi dell’esserci liberati dal peso di una relazione che era pesante per certi aspetti (altrimenti non si sarebbe interrotta) e godiamoci la sensazione di libertà: dai regali, dalle cerimonie, dalle discussioni a volte inevitabili se siamo in coppia.

6)     SE RIMPIANGIAMO UN AMORE PASSATO,  diamoci un taglio! Proviamo a decidere che il 14 febbraio può essere il giorno adatto per voltare pagina, e che migliorando le nostre risorse potremo ottenere una relazione romantica migliore nel prossimo futuro!

7)     SE SIAMO CONTENTI DELLA PERSONA CON CUI STIAMO INSIEME, diciamoglielo senza mezze misure, ringraziamolo/a per la sua presenza nella nostra vita, ricordiamoci di come l’altra persona è veramente, e non proponiamogli attività che a lei o a lui non  piacerebbero. Cerchiamo di sintonizzarci sulla sua mente, e godiamoci un lungo sorriso insieme!

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivista, autore di “Psicoterapia dell’amore e del sesso” (Edizioni Franco Angeli).

Ti amo fatti sentire quando arrivi

postato da Nicoletta Carbone il 24.10.2012
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“Ti amo, fatti sentire quando arrivi…” con queste parole un signore sulla settantina salutava la sua compagna (o moglie). Vive nella casa davanti all’appartamento dove eravamo in vacanza al mare. Nel suo sguardo la dolcezza di chi non dice quelle parole per abitudine ma perché le vive.

Non sono sicuro dell’età di quel signore, non so se la fortunata signora sia la moglie di una vita o la nuova compagna. Non lo so, e non è importante. Sono felici e si amano.

In una delle notti di vacanza mi sono svegliato a bere per il troppo caldo e per il troppo jamon serrano, che avevo mangiato a cena, ho sentito dei rumori. Erano le 3 di notte e venivano da fuori. Erano rumori di una coppia che si amava con passione.

Escludo che fossero della signora salutata la mattina. Era andata via, sembravano di qualcuno più giovane e venivano dall’appartamento del primo piano del nostro palazzo. Grazie al silenzio della notte, alle finestre aperte per il caldo e alla passione dei vicini, si sentivano bene. Erano intensi e ripetuti.

Le due cose mi hanno fatto pensare. Che bello l’amore e che bella la passione!

Ci sono coppie che condividono entrambi queste cose, altre solo una, altre nemmeno una.

Cosa permette ai signori settantenni di essere ancora amorevoli? Cosa porta fuoco al rapporto dei nostri vicini al mare?

Lo sappiamo tutti. Desiderio, amore, compassione, disponibilità… le stesse cose che in modo diverso legano un’amicizia, una partnership di lavoro solida …

Certo bisogna “lavorarci”. All’inizio è tutto automatico e naturale, soprattutto se c’è la chimica che, sicuramente, hanno i nostri vicini. Ma poi, nel tempo, la chimica non basta. Non sempre.

Bisogna continuare a fare quello che si faceva all’inizio. Notare soprattutto le cose belle o che ti piacciono. Creare momenti magici, e bisogna farlo a qualsiasi costo. Partire da presupposti positivi, cioè dare sempre intenzioni buone all’altro. Parlare, condividere e comunicare bene. E per bene dico che a volte è meglio decidere di evitare, e lasciar perdere. E poi dimostrare nei fatti, nelle parole e nei gesti, apprezzamento continuo.

È talmente semplice e banale che tutti lo sappiamo. Farlo però è più difficile. Io a volte faccio fatica. Preso dalla velocità schizzofrenica della vita moderna, mi perdo nelle cose poco importanti. Quali? Tutto è meno importante dell’amore!

Mi sa che seguirò l’esempio dei vicini del mare. Sia quello del signore settantenne, sia quello dei due che abitano al primo piano.

A cura di Claudio Belotti, Coach

Amore

postato da Nicoletta Carbone il 14.02.2012
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Amore e cuore.

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Emozioni d’estate

postato da Nicoletta Carbone il 29.07.2011
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La maggior parte dei problemi psicologici delle persone è legata a difficoltà nel riconoscere, esprimere adeguatamente e modulare le emozioni che si provano. Sembra una banalità, ma se ci pensiamo, quando stiamo male è quasi sempre anche a causa di emozioni negative che assumono forme diverse e che non riusciamo a “controllare”, come ad esempio la preoccupazione allarmata o l’ansia “anticipatoria”, che cioè anticipa eventuali problemi che potrebbero colpire noi stessi o gli altri a noi cari.  In estate poi le emozioni risultano influenzate da una serie di aspettative legate sia alla diversa organizzazione del tempo cronologico che alle specifiche caratteristiche del tempo atmosferico. Intanto, in estate ci si aspetta di divertirsi e di riposarsi. Molti sperano anche di innamorarsi di un nuovo o di una nuova partner, o di reinnamorarsi del partner attuale. I bambini desiderano passare più tempo con i genitori, e i genitori magari di trascorrere piacevoli serate con gli amici. Alle alte aspettative, spesso fanno seguito cocenti delusioni. E’ passata l’estate e non mi sono innamorato, non ho fatto la vacanza che volevo, mi sono stancato anziché riposare, e sono più depresso e arrabbiato di prima. Riconoscere le nostre emozioni, scegliere le nostre vacanze sulla base di ciò che veramente desideriamo, e negoziare i nostri programmi estivi con coloro che amiamo, può aiutarci a non avere aspettative irrealistiche e a non sentirci delusi e stanchi alla fine dell’esperienza. Alcuni suggerimenti potrebbero essere utili: 1) Facciamo un bilancio del denaro che abbiamo a disposizione, non arrabbiandoci se non ne abbiamo quanto vorremmo (l’invidia ci distruggerebbe le vacanze); 2) Fermiamoci per un po’ da soli a scoprire dentro di noi quale vacanza possibile ci piacerebbe fare, non avendo paura di essere diversi dalla massa: ognuno è legittimamente speciale e ha diritto alla sua classifica delle emozioni preferite; 3)  Proviamo a negoziare con le persone care una vacanza che soddisfi parzialmente i desideri di ciascuno, divertendoci ad imparare anche modalità alternative di vacanza che di per sé non ci interesserebbero; 4) Prendiamoci tempo per rilassarci, sia a casa che nella località scelta, indipendentemente dall’ossessione vacanziera: avere più tempo libero dal lavoro è una risorsa impagabile, e non dobbiamo sprecarla ad innervosirci perché le cose non vanno come ci piacerebbe tanto che andassero.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivista e comportamentale

Amore romantico

postato da Nicoletta Carbone il 10.06.2011
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L’amore romantico rappresenta una forma di attaccamento spirituale, emotivo, sessuale appassionato che riflette un’elevata considerazione per il valore dell’altro come persona. Comincia con l’innamoramento, che scatta sostanzialmente per tre motivi: 1) Per l’assenza di rapporti intimi soddisfacenti (associata ad un forte desiderio di ottenere rapporti intimi soddisfacenti), oppure per una marcata e lunga incompatibilità nel rapporto di coppia “corrente”; 2) Perché questa assenza o questa lunga incompatibilità hanno suscitato una serie di emozioni fortemente sgradevoli e divenute ormai permanenti, quali solitudine, tristezza, noia; 3) Da questa assenza o incompatibilità deriva una serie di fantasie romantiche e/o sessuali che tendono a fornire una gratificazione immaginata dei desideri e predispongono all’innamoramento come “soluzione” della situazione problematica precedente. Queste fantasie si concretizzano su una persona reale, suscitando una preoccupazione-attrazione intensa, una straordinaria allegria in rapporto alle risposte dell’altro/a e una paura specifica di un eventuale rifiuto. L’amore romantico svolge numerose funzioni, tra le quali quella di consentire a ciascuno un interlocutore privilegiato che offra un diverso punto di vista e un diverso punto di emozione sulla realtà, con cui potersi confrontare. Ma quali abilità occorrono per essere in grado di selezionare una persona adeguata di cui innamorarsi e con cui consolidare la relazione? Innanzi tutto occorre essere in grado di riconoscere le proprie emozioni, che sono come una bussola che ci indica dove andare (se la sappiamo leggere). Poi bisogna essere in grado di capire la mente dell’altro/a, senza essere troppo egocentrici. Ancora, è importante stare attenti ad evitare le oscillazioni tra idealizzazione dell’altro e delusioni: poiché noi non siamo perfetti, è inutile aspettarsi che l’altro/a lo sia. Diciamo quindi all’altra persona spesso frasi d’amore (ma non in maniera stucchevole), manifestiamo l’amore con la tenerezza e con la sessualità, dichiariamo esplicitamente apprezzamento e ammirazione per l’altro/a (sia in privato che in pubblico), accettiamo i limiti dell’altra persona e troviamo a qualsiasi costo del tempo per stare insieme da soli. Stabilizzeremo l’amore e godremo a lungo di un sostegno emotivo reciproco.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale.

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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