Tenere la lingua al suo posto!

postato da Nicoletta Carbone il 27.11.2012
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Tornare a sorridere con una corretta alimentazione e attività sportiva

Non si tratta solo di  un modo di dire per cercare di far stare zitte le persone pettegole o petulanti, ma un vero e proprio invito a farlo dal punto di vista fisico! Infatti, oltre ad essere uno dei principali organi della fonazione,ed essere  il principale organo del gusto, svolge  anche la funzione di impastare il cibo con la saliva e di spingerlo sotto i denti affinché venga triturato, e quindi spinto giù per l’esofago, dando avvio alla deglutizione.

Durante il periodo di riposo e l’atto deglutito rio stesso la lingua dovrebbe occupare una posizione ben precisa. Dico “dovrebbe “ proprio perche’ spesso non e’ cosi’, e una postura linguale alterata sia a riposo che in fase dinamica puo’ dare molto problemi a diversi livelli ,come vedremo in seguito.
A riposo,la lingua deve sfiorare quello che si chiama “ spot palatino”, dietro gli incisivi centrali, una zona dove emerge il nervo naso palatino( ramo del trigemino),ricca di recettori posturali La posizione di riposo della lingua rappresenta anche il momento in cui inizia e termina ogni suo ciclo funzionale; se questa e’   anomala, generalmente si sviluppa anche una funzione anomala, che sia a carico della deglutizione o della fonazione

L’atto della  DEGLUTIZIONE avviene di media ogni minuto  durante il giorno, e ogni 2 minuti durante la notte.La lingua sfiora quel punto dove si sentono le rughe palatine, a riposo e lo comprime durante la deglutizione dando  quindi delle importanti informazioni al  sistema nervoso centrale,resettando  ogni volta queste informazioni  sulla postura del corpo. Questa zona,lo spot palatino , e’ in relazione anche con importanti neurotrasmettitori  indispensabili per la corretta funzione del cervello.

Il corretto posizionamento della lingua sul palato,durante la deglutizione, comporta una fisiologica espansione del diametro trasverso del palato, dandogli la forma corretta per permettre una eruzione ottimale dei denti e una respirazione nasale ideale. Se vengono usati altri muscoli per supplire al lavoro linguale, ad esempio i   muscoli  Buccinator(delle guance), questi   permettono  di ingoiare  il bolo alimentare o i liquidi soltanto  attraverso  la  compressione  esercitata  sulle    arcate dentarie  e  ciò  determina  alterazioni   del  palato. La interposizione della lingua tra i denti, invece che il suo corretto posizionamento, comporta quindfi alterazioni occlusali quali il morso aperto, o la presenza di diastemi, il palato ogivale, problematiche parodontali ai denti ,riassorbimenti radicolari o retrazioni gengivali, ecc. Ma i problemi possono interessare anche altre parti della struttura ossea, come il setto nasale, che puo’ venire deviato,con conseguenti   infiam-mazioni  e  ipertrofia  delle  adenoidi  che,  per  la  comparsa  di  respirazione orale, aumentano il  loro  carico  di  lavoro  a  causa   di ristagno di muco. La respirazione orale infatti e’ un’altra conseguenza o concausa, a seconda di quale sia  il primo sintomo, di malocclusione . La compressione delle guance genera anche aerofagia e disturbi a carico  dell’orecchio  dovuti all’ aumento della pressione  aerea  nell’ orecchio  medio con  la  comparsa di  otiti,  acufeni  e  vertigini,  oltre che diminuzioni  dell’udito.

Ogni volta fino che si deglutisce la lingua esercita una pressione di  1 kg per pollice quadrato,  cioe’ 1500 kg al giorno. Se questa forza non e’ indirizzata dove la natura ha previsto ,ovviamente le strutture subiranno dei danni, come abbiamo visto
Deglutizione, 1 volta al minuto durante il giorno,2v di notte. Ogni volta fino a 1 kg per pollice quadrato, 1500 kg al giorno. E’ anche interessante sapere che la lingua e’ collegata ad un osso impari e mediano posizionato nel collo, l’osso ioide, il quale a sua volta e’ collegato tramite il muscolo omoioideo alla scapola. Problemi di deglutizione possono ripercuotersi anche a livello delle scapole,con posture alterate o dolorolabilita’ a volte inspiegabile.

Come possiamo sapere se la lingua e’ al suo posto? Pronunciate la lettera “L”
La lingua dovrebbe stare, a riposo in contatto sfiorante quel punto, e comprimerlo durante la deglutizione.
Per verificare se abitualmente tenete la lingua a posto fate questa esperienza: Lasciate la lingua morbida appoggiata agli incisivi inferiori e provate a piegarvi in giu’ verificando dove arrivate con le mani tenendo le ginocchia dritte. Poi provate a farlo con la lingua posizionata correttamente, sulle rughe palatine, nel punto delle “L”…. Se vi piegate di piu’, significa che abitualmente la tenete nel posto sbagliato.

A volte la postura linguale alterata puo’ dare difetti di pronuncia,ma non sempre e la cosa non e’ per forza univoca. A volte invece puo’ essere dovuta ad un frenulo linguale corto. Per verificarlo provate a fare il trotto del cavallo con la lingua… se non ci riuscite proprio,forse avete il frenulo corto.
Altri esercizi per allenare la lingua a stare al suo posto e per aumentare la sua propriocezione, cioe’ la consapevolezza di dove si trova,  sono
-Appoggiare il dito pollice sulle rughe palatali sentendo il punto della “L”, togliere il dito e appoggiare la lingua sulle rughe.
-Appoggiare la lingua sulle rughe e solleticarle muovendo la lingua a destra e
sinistra facendo dei piccoli movimenti (senza muovere il mento).
-Schioccare la lingua come per imitare il trotto del cavallo, senza muovere il
mento, rallentare la “corsa”, ossia il movimento, e “legare” la lingua al palato.
-Tirare fuori la lingua per toccare un bastoncino o il proprio dito senza appoggiarla ai denti o al labbro inferiore, quindi farla rientrare su richiesta e toccare con questa le rughe
palatali.
-Appoggiare la lingua sulle rughe: apro e chiudo la bocca, prima i denti poi le
labbra (senza staccare la lingua dalle rughe).

Nella pagina FB di Essere e Benessere potete trovare  un video dove spiego qualcuno di questi esercizi insieme a Nicoletta Carbone

A cura della Dr.ssa Veronica Vismara, Odontoiatra, esperta di rieducazione funzionale  del cavo orale di occlusione.

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