Smartphone: istruzioni per l’uso

postato da Nicoletta Carbone il 17.10.2016
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La scorsa primavera, appresi dalle pagine di Wired che nel New Jersey vi fosse il proposito di multare i pedoni sorpresi a camminare con lo sguardo chino sugli smarphone. Cinquanta dollari alla prima contravvenzione, fino a quindici giorni di cella per i più recalcitranti. La motivazione dei legislatori è suggerita da un forte aumento di incidenti mortali a danno dei pedoni. Il fenomeno non è certo circoscritto al solo New Jersey, basti pensare che in tutti gli U.S.A. sono stati due milioni i pedoni rimasti feriti in tutto il 2010 a cause attribuibili al fenomeno. Triplicando così un dato risalente al 2004, anno nel quale i device di nuova generazione non avevano ancora fatto il loro ingresso sul mercato.  Li chiamano digital zombies. Immersi nei loro schermi, distratti dal cicalio delle ricezioni e intenti a pubblicare un’immagine, affrontano con ingenuo candore attraversamenti e incroci come fossero soli al mondo. O meglio, come se nulla potesse essere procastinato.
In Giappone, per lo stesso fenomeno, qualche studio di progettazione urbanistica ha già presentato proposte per corsie dedicate a pedoni affetti da smartphone dipendenza, che si andrebbero ad affiancare alle piste ciclabili già in essere.
Qui da noi, nessuno ha ancora coniato un vezzeggiativo (ci basta prendere in prestito ciò che proviene dal mondo anglosassone) e nessuna commissione urbanistica ne ha voluto farsene carico. Tuttavia il fenomeno è ormai tangibile.  L’uso massiccio dei social, sempre e ovunque, fa dell’utente un pedone indisciplinato e distratto. Per rendersene conto, è sufficiente girare per le strade nel ruolo di autista o peggio ancora in moto, dove gli spazi di frenata diventano assai più rischiosi.
Stupidi o geniali non sono gli stumenti, bensì il loro uso.  E me ne rendo conto quando, leggendo un ulteriore racconto sulla carta stampata, si fa riferimento a un tal Alessandro Bordini, 31 anni, non vedente in seguito ad un grave incidente.  Alessandro s’è inventato un viaggio intorno al mondo per dimostrare che la solidarietà fra gli uomini è garanzia di indipendenza e mobilità. Tra il 2013 e il 2015 è andato dall’America del Nord alla Nuova Zelanda, dalla Russia alla terra del Fuoco affidandosi all’ I-Phone che, grazie ad un softwere integrato per nonvedenti, gli ha permesso di accedere ad internet, usare i social network.
Più lungimirante un ragazzo senza vista di tanti zombie senza testa.
Carlo Cazzaniga  –  Artigiano Artista

I prodotti cosmetici antiage

postato da Nicoletta Carbone il 14.10.2016
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Esistono davvero le creme antiage?

1. Le così dette creme “antiage” sono prodotti cosmetici formulati per ridurre gli effetti del tempo sui tratti della nostra pelle, mantenendola tonica, turgida e priva di rughe. Ma cosa possono davvero fare questi prodotti per la nostra pelle?
a.      Certamente una crema, da sola, non può rigenerare un tessuto come quello cutaneo, che è costituito prevalentemente di proteine senza che tali proteine vengano assunte correttamente con la dieta. Pertanto la prima condizione per mantenere una buona tonicità cutanea è assumere una corretta quantità di proteine con la dieta ogni giorno e devono essere proteine ad alto valore biologico (quelle animali sono quelle che hanno il valore più alto). Le proteine non si possono integrare con i cosmetici, perché non superano la barriera epidermica. Ecco perché è totalmente privo di senso applicare creme al collagene o all’elastina.
b.      Spesso i prodotti antiage promettono effetti non verosimili, al limite del “miracolo biblico”, solleticando i sensi e l’immaginario con slogan croccanti e seducenti, ma bisogna ricordarsi che la pelle è un organo complesso e non bastano certo pochi grammi di un siero, per quanto efficace, per cancellare gli effetti di anni di esposizione solare senza protezione o di una scarsa assunzione di proteine e vitamine con la dieta o di abitudini voluttuarie come il fumo.
c.       I prodotti antiage, applicati quotidianamente, dovrebbero garantire le condizioni migliori perché le cellule cutanee riprendano la loro attività metabolica e per ridurre al minimo i fenomeni responsabili dell’invecchiamento precoce come la “glicazione delle proteine” e lo stress ossidativo e, non meno importante, proteggere la pelle ogni giorno dall’esposizione dei raggi solari, specie quelli UVA che innescano e accelerano l’invecchiamento precoce della pelle (verificare sempre che nel prodotto solare o antiage sia riportata in etichetta la protezione UVA oltre al generico valore dell’SPF).
d.      Le sostanze antiage con la migliore solidità scientifica di efficacia nel mantenere la vitalità e la normale struttura cutanea sono la Vitamina A, meglio nota come Retinolo, la Vitamina C meglio nota come Acido Ascorbico, la Acetilglucosamina che favorisce la rigenerazione dell’acido jaluronico e sostanze come la Nicotinamide e gli Acidi Boswellici che, rispettivamente, favoriscono il ripristino dei grassi di superficie (Ceramidi) e la protezione dell’elastina.

A cura di Andrea Fratter
Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova

Un quarto d’ora per ritrovarci: manuale della speranza ed elogio del raccoglimento breve

postato da Nicoletta Carbone il 10.10.2016
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Le modificazioni rapidissime della nostra attuale società, dove tutto cambia velocemente tranne la crisi economica, rendono difficile per alcune persone sia lo stare al passo con i tempi, sia lo sviluppare emozioni di gioia (per quanto brevi), sia il rendersi conto della vita che scorre. Da un lato, molti hanno rinunciato all’idea di “controllare” la propria vita, in quanto la sensazione che hanno è di non aver controllo su nulla. Ma fin qui, poco male: nessuno controlla totalmente la propria vita e piuttosto deve imparare a navigarci dentro. Ma, in alcuni casi, il senso di smarrimento è totale. Per alcuni è diventato normale vivere in automatico: quelli che lavorano, o che sono in carriera, tendono a lavorare moltissimo per sorpassare o per scalzare chi sta loro davanti, e praticamente non si fermano mai (con grande nocumento delle loro relazioni personali e affettive). Quelli che invece non lavorano o non stralavorano, vengono sovente presi da una vita sui social che dà loro l’apparenza di un sistema di relazioni e che talvolta li mette in condizione di non accorgersi dello scorrere del tempo, con giornate scandite dai ritmi sociali senza che nemmeno se ne rendano conto. Automatismi sopra automatismi, il tempo scorre e si ha la sensazione che si corra sempre, senza andare di fatto da nessuna parte, in una frenesia senza significato.

Fermati allora, e prova a riflettere un attimo su due cose: la prima è la speranza. E’ vero che c’è il proverbio che dice che chi campa di speranza, disperato crepa, ma non è detto che il proverbio sia vero sempre e per tutti. La speranza, come costrutto psicologico, è collegata all’ottimismo, al senso di relativo controllo su se stessi e sul proprio mondo e alla motivazione per il raggiungimento delle proprie mete. Possiamo autorizzarci a riavere speranza e, se ci specifichiamo quali potrebbero essere le nostre mete davvero significative, a lavorare su noi stessi per raggiungerle (anziché farci travolgere dal lavoro esterno e/o dalla disperazione per non avere lavoro o per non avere un lavoro gratificante).

La seconda è il raccoglimento, il fermarsi per un quarto d’ora a domandarci dove stiamo andando nella nostra vita e perché, e a che cosa dedichiamo la maggior parte del nostro limitato tempo. Una pausa mentale, anche una sola volta al giorno, per fare silenzio dentro di noi, per spegnere lo smartphone, per concentrarci sul qui e ora e per ritrovare noi stessi e le decisioni che su noi stessi possiamo prendere.

Potremmo chiamarlo “il quarto d’ora per ritrovarci”: probabilmente noi stessi siamo meglio degli altri cui dedichiamo tempo. Ma anche se non siamo meglio, siamo gli unici sui quali davvero abbiamo qualche possibilità di controllo e di gestione consapevole del nostro progetto di vita.

Due libri per saperne di più:
1. C.R. Snyder, ed., Handbook of hope. Theory, measurement and applications, Academic Press, San Diego, California.
2. Francesco Aquilar, cur., Parlare d’amore. Psicologia e Psicoterapia cognitiva delle relazioni intime, Franco Angeli, Milano.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Napoli, presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale AIPCOS.

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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