Lo chiamano effetto Jolie

postato da Nicoletta Carbone il 31.03.2016
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Secondo un report USA c’è stato un aumento, da alcuni definito “vertiginoso”, delle mastectomie profilattiche dopo la condivisione pubblica dell’attrice Angelina Jolie sul proprio rischio di tumore del seno e dell’ovaio. Angelina Jolie ha scelto di farsi asportare le mammelle e le ovaie per ridurre il rischio di tumore, e moltissime donne americane hanno chiesto (e ottenuto) di togliersi i seni come procedura preventiva.

E’ vero, anche in Italia le mastectomie profilattiche sono in aumento. La diffusione sempre maggiore degli studi genetici e delle analisi del profilo di rischio individuale nei centri di eccellenza fa sì che le donne abbiano a disposizione nuovi strumenti per valutare in prima persona (aiutate dai medici e dagli psicologi) se e quando sia utile ricorrere a procedure come la mastectomia.

La mastectomia in caso di mutazione genetica certa è una possibile risorsa, non è lo standard perché a oggi uno standard non esiste, ma garantisce una riduzione concreta (non un azzeramento) del rischio di tumore al seno nelle donne predisposte a questa malattia. Le tecniche moderne, una di queste inventata in IEO con un notevole impatto positivo sull’esito estetico perché risparmia molta parte della pelle rispetto alle tecniche precedenti, fanno sì che una chirurgia comunque mutilante (toglie tutta la ghiandola mammaria) sia affrontata con minore difficoltà e con conservazione assoluta della cosmesi. Ho sempre avuto totale rispetto della sensibilità emotiva delle donne che mi hanno chiesto aiuto: per questo quando discuto una mastectomia profilattica impiego molto tempo nel verificare se non solo le informazioni tecniche siano state comprese, ma ci sia la consapevolezza dell’ampiezza della chirurgia e dei suoi risultati.

Anche nella prevenzione resta prioritario un approccio attento alla singola persona: non tutte le donne, poste di fronte al risultato positivo di un test genetico, desiderano farsi togliere seno e/o ovaie. Per loro è necessario rispetto: può darsi che arrivino a decidere di sottoporsi a chirurgia, ma intanto serve un programma di controlli di eccellenza.

A cura del Prof. Alberto Luini,
Co-Direttore Programma Senologia – IEO, Milano

La bella vita

postato da Nicoletta Carbone il 25.03.2016
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Perché alcune persone sono più felici di altre?
Perché alcune persone hanno famiglie, carriere e relazioni meravigliose, guadagnano di più?
E perché altre persone cambiano continuamente lavoro, lavorando solo per i soldi senza sentirsi apprezzati per il loro duro lavoro e hanno relazioni instabili?
Perché così tante persone  come scrisse Henry David Thoreau, “Vivono una vita di quieta disperazione”?

Quando abbiamo iniziato il mio lavoro di Coach mi sono reso conto che moltissime persone vivevano una vita instabile sentendosi come pedine in un gioco, di cui non capivano le regole. La mia domanda era: perché alcune persone sono più felici e hanno più successo di altre? Dalla mia esperienza più che ventennale e internazionale ho capito che le persone che vivono meglio meglio, non sono  più intelligenti di altre, o con un carattere migliore, o con più titoli di studio o provenienti da famiglie più benestanti. Ma allora qual è la differenza che fa la differenza?

La differenza è in quello che fanno. Quello che fanno è diverso perché pensano in modo diverso. Hanno convinzioni, valori e una logica della psiche diversa. È talmente chiaro è sotto il nostro naso, così vicino da non poterlo vedere.Ho sempre pensato che investire su sé stessi, sull’imparare a usare bene la mente e nel pulirla dall’immondizia sia indispensabile. Se spendi di più beni materiali di quello che investi su te stesso la tua vita non migliorerà. Certo potresti vincere la lotteria. Le probabilità sono bassissime e comunque non sarai più felice. Lo dicono le ricerche. Se non investi su te stesso nemmeno una ricchezza improvvisa renderà la tua vita migliore.
A cura di Claudio Belotti, coach

Capelli: come e quanto lavarli?

postato da Nicoletta Carbone il 18.03.2016
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E’ giusto lavare i capelli tutti i giorni? Come fare un buon lavaggio? Un algoritmo ci aiuta a rispondere a queste domande…

GUARDA IL VIDEO con il dott. Fabio Rinaldi

Ombretti e cromie

postato da Nicoletta Carbone il 15.03.2016
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La scelta di un ombretto per valorizzare gli occhi dal punto di vista cromatico, in base al colore dell’iride, non sempre è facile. La varietà di colori in quest’ambito è talmente estesa che probabilmente dei suggerimenti potranno renderla meno ardua.

  • GLI OCCHI VERDI truccati di viola o glicine diventano molto più verdi. Anche il melanzana ed il prugna accentuano il verde mentre il nero li rende più scuri.
  • GLI OCCHI AZZURRI vengono valorizzati se contornati dal colore antracite (o comunque dai colori scuri), resi più dolci dal rame e dal bronzo mentre il verde ne aumenta la componente blu.
  • GLI OCCHI CASTANI sono perfetti con tutte le tonalità calde ma osate pure con il blu che aggiunge brillantezza e con il color marsala che li rende più sexy.
  • GLI OCCHI NERI danno il meglio se contornati di nero o di blu notte e risultano scurissimi se si aggiungono colori freddi come il bianco, il lilla, il rosa e l’argento.

Cosa rispondere alla domanda “il colore dell’ombretto deve essere scelto in base alla tinta del vestito?”
Sono personalmente convinto che abbinamenti azzardati e bizzarri sottolineino personalità e carattere ma se non siete abili è preferibile non truccarvi di fucsia se indossate un abito arancione ma mirare piuttosto ad un risultato che tenda ad esaltare cromaticamente gli occhi piuttosto che a sottolineare soltanto l’armonia di colore con il vestito. Queste regole aiutano a tracciare un percorso ed a districarvi meglio nel mondo delle cromie ma soltanto se a queste aggiungerete il buon senso approderete ad un risultato gradevole ed armonioso.

A cura di Luigi Sutera, consulente d’immagine

Creatività e consapevolezza per Vincere l’Odio

postato da Nicoletta Carbone il 07.03.2016
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Per quanto, in rari casi, l’odio possa rappresentare un’emozione breve o un sentimento lungo che mirano a salvare qualcuno dalle sopraffazioni di un altro, in generale l’odio costituisce un grave problema, sia sul piano delle relazioni romantiche e interpersonali che sul piano politico-sociale. Molti problemi di aggressività interpersonale e romantica, sono motivati da un’emozione di odio che diventa azione distruttiva e la Storia passata e presente è piena di eventi drammatici costituiti e organizzati intorno a sentimenti di odio. Imparare a negoziare con gli interlocutori, a qualsiasi livello e soprattutto in condizioni avverse, appare necessario per la sopravvivenza di un minimo di felicità individuale e di un minimo di coesione sociale planetaria. Ecco perché propongo una breve riflessione sul tema dell’odio che parte dall’eccellente canzone presentata a Sanremo 2016 da Elio e le storie tese che appunto si intitola: “Vincere l’odio” e che a mio avviso è straordinaria su più livelli e offre sottilmente l’occasione di meditare su temi importanti.

In termini di psicologia della musica, intanto una canzone con sette ritornelli diversi e immediatamente accattivanti presenta una struttura particolarmente originale ed un attacco “in medias res” immediatamente coinvolgente. L’organizzazione poetica del testo, che invito i lettori a rileggere con attenzione, con continui passaggi da un tema all’altro e sofisticati giochi di parole retoricamente significativi, è ugualmente degna di studio e riflessione, ricca di citazioni e di riferimenti ad opere di poeti rilevanti: basti per tutti il riferimento al topinambur, un tubero detto anche rapa tedesca o girasole del Canada, il cui fiore era stato utilizzato da Andrea Zanzotto in una sua poesia.

Nella canzone sono trattati con levità e con un’originalità musicale ricorrente diversi temi sui quali invariabilmente non darla vinta all’odio, tra i quali: la relazione di coppia, l’orientamento sessuale, la persecuzione armata dei nemici, il sovrappeso non voluto e il fatto che a volte non abbiamo controllo su noi stessi, al punto che ci viene in testa una canzone brutta e non riusciamo ad eliminarla dal nostro pensiero. Quindi l’invito implicito è anche a non odiare noi stessi, nemmeno per i nostri limiti che non riusciamo a volte a superare.

Per vincere l’odio, infatti, occorrono cultura, consapevolezza e creatività: la canzone di Elio e le storie tese testimonia e diffonde di fatto questa informazione, in maniera gradevole e divertente, ricordando anche a tutti noi di non prenderci troppo sul serio.

Tre libri per saperne di più:

  1. Francesco Aquilar, Riconoscere le emozioni. Esercizi di consapevolezza e psicoterapia cognitiva. Con canzoni psicoterapeutiche. Edizioni Franco Angeli, Milano.
  2. Francesco Aquilar e Mauro Galluccio, La negoziazione internazionale come processo psicologico. Teorie e tecniche cognitive di analisi e formazione. Edizioni Franco Angeli, Milano.
  3. Ariele D’Ambrosio, Pudore?! Poesia, musica, arte, società civile. Edizioni Ilcaffépoc Autorinediti, Napoli.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Napoli, Presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale (AIPCOS).

Il coraggio di riordinare

postato da Nicoletta Carbone il 01.03.2016
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Riordinare è una pratica che non piace a nessuno. Prevede tempo e pazienza. Non solo. Include anche una certa predisposizione che non sempre ci accompagna. Ce lo impone però la necessità di fare spazio, materiale e mentale. Il rischio è quello di ritrovare un passato rimosso da tempo. Con esso una forte componente emotiva. Da una parte fatta da di dolori, rimpianti e sconfitte, dall’altra di gioie, successi e sorprese inaspettate.

Il momento in cui solai, cantine o scaffalature dimenticate diventano improvvisamente oggetto della nostra attenzione, è qualcosa che definirei “delicato”. Ci prepara a rientrare in contatto con quegli anditi che si sono stati riempiti di effetti personali, dai quali non si è stato in grado di prendere le distanze, per scrupolo o per semplice rispetto. L’aver procastinato l’istante di quella decisione per mancanza di tempo o di volontà latente è stato in molti casi una scusa poco credibile. Forse, quello che è mancato, è stato più semplicemente mancanza di coraggio. Ammetterlo non renderebbe certo peggiori di ciò che si è nella realtà, caso mai solo più umani. Se così non fosse, la gente non avrebbe l’abitudine di giustificarsi con frasi di questo genere: – “Devo armarmi di coraggio e …” oppure:- “ Un giorno o l’altro devo farmi coraggio e …”.

Si sa che non è affatto facile riaprire alcune parentesi della vita , soprattutto se sono dolorose. Tuttavia, riprendere possesso della propria storia, o fare i conti con quanto si pensava di avere cancellato, può nascondere risvolti positivi. Uno su tutti: quello almeno di aver affrontato a viso aperto una paura individuale. “Coraggio”, e non è un caso, è un aggettivo che sottolinea fortezza e che trova un ulteriore significato anche nel suo etimo. Dove “cuore”, inteso come fattore emotivo, gioca un ruolo significativo. Capita allora che un ricordo riesumato all’interno di una scatola impolverata, ci porti a rammentare un profumo o una giornata che la nostra memoria aveva smarrito, trascinando con se un flusso di ricordi che materializzerebbe luoghi, situazioni, persone e sentimenti di quel momento. Ecco che allora anche una banale pratica si può trasformare in qualcosa di diverso, di intimo, di rivelatore. Una sorta di autoanalisi del proprio trascorso.

Una buona ginnastica emotiva per ricalibrare coscienze anestetizzate da una eccessiva autodisciplina, la quale non ha fatto nient’altro che trasformare in formale ciò che era spontaneo, e importante ciò che era ordinario. Riordinare però non significa soltanto ritrovare con piacere una corrispondenza d’amore, delle fotografie o un trofeo sportivo. Significa anche sviluppare una curiosità che potrebbe riservare sorprese. Riguarda quelle cose che potrebbero conservare un segreto, o meglio ancora una storia. Credo fermamente che a volte la vita riservi degli strani appuntamenti. Sono quelli nei quali abbiamo l’impressione che qualcuno stia per dirci qualcosa. E’ quell’oggetto che si è tanto cercato che torna alla luce, o una lettera che mai pensavamo di avere e che si legge per la prima volta. Quasi come se qualcuno ci stesse sussurrando un messaggio, un consiglio o un’equazione. In questo caso solo la curiosità può trasformarsi nell’elemento attivatore di quella “formula chimica”.

Ho sempre odiato riordinare. Questo finchè un giorno, costretto a farlo, mi scivolò fra le mani una lettera indirizzata a mia madre. Era in una scatola, con tutte quelle cose che i fratelli di solito si suddividono quando un genitore viene a mancare. Era posta tra un foglio di congedo ed una croce di guerra. Fu un’autentica sorpresa, tanto che mi diede lo sprono per attivare una ricerca durata quasi due anni. Valse un viaggio in centro Italia, alla ricerca di una storia di sessant’anni prima. Conoscendo persone che non avrei mai potuto conoscere e aggiungere una cornice, a quello che le parole avevano descritto con dei contorni sbiaditi fino a quel momento.

Oggi riordino con maggiore zelo, e su questa esperienza consiglio a tutti di farlo con maggiore leggerezza. Gli oggetti che accumuliamo rappresentano parte del nostro percorso. Un esperto di comunicazione forse, ne farebbe addirittura uso per costruire “la nostra storia”. Di “storie” oggi, se ne fa un grande uso. Per raccontare esperienze, professioni, progetti, prodotti. Racconti dei quali siamo spettatori e uditori anche nostro malgrado e che a volte non ci sfiorano minimamente, ma che tuttavia ascoltiamo. Sembrerebbe allora paradossale, sciocco, o superficiale, se nemmeno per un istante non fossimo minimamente attratti dalla storia che ci potrebbe raccontare. Sarebbe totalmente personale, introvabile sul mercato e impossibile da replicare. Implica uno sforzo, ma alla fine ne vale la pena.

Carlo Cazzaniga – Artigiano Artista

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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