Cause e rimedi del prurito in testa

postato da Nicoletta Carbone il 18.02.2016
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Prurito al cuoio capelluto. Un vero e proprio grattacapo. Con il dr. Fabio Rinaldi, Specializzato in Dermatologia e Venereologia presso l’Università di Milano e presidente della fondazione internazionale di ricerca tricologica tutti i consigli su cosa fare.

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A cura del dr. Fabio Rinaldi, Specializzato in Dermatologia e Venereologia

Psicologia della canzone vincitrice del Festival di Sanremo 2016

postato da Nicoletta Carbone il 16.02.2016
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Un evento antropologicamente rilevante per gli Italiani, come il Festival di Sanremo, si presta a numerose osservazioni psicologiche. Per ora, limitiamoci alla canzone vincitrice. Innanzi tutto il testo di “Un giorno mi dirai”, eseguita dagli Stadio e cantata dal loro leader Gaetano Curreri. Vince un gruppo storico con la voce di un giovanile signore di 63 anni che descrive (non avendo figli nella realtà, per quel che ha dichiarato a L’Arena del 14 febbraio), un rapporto tra padre e figlia. Il padre protagonista si trova a progettare di dire alla figlia in futuro di aver rinunciato alla propria felicità per lei, che le vuole bene più di se stesso, e che ha presumibilmente rinunciato ad una donna che gli piaceva molto per la figlia. Subito dopo, il padre si trova a tentare di confortare la figlia, che è stata lasciata da un ragazzo che le piaceva molto, e che è senza respiro per questo abbandono non voluto. La conclusione è simpatica e a doppia faccia: il padre dice alla figlia “non mi ascolterai, non mi capirai e non mi crederai” (sembra esserti andata male, caro papà della canzone), ma paradossalmente ma non troppo, la figlia lo abbraccia piangendo e sono contenti e commossi entrambi.

Ora, l’alchimia che porte a vincere a Sanremo dipende molto dai pesi e contrappesi delle persone ammesse a votare, e quest’anno la composizione di chi ha deciso era piuttosto complessa, per cui a diversa giuria diverso vincitore. Tuttavia appare molto interessante il risultato, con in più il premio della giuria tecnica composta dai professori d’orchestra, alla musica della canzone. Proviamo a vederne alcuni aspetti, soprattutto la parte del ritornello senza parole “O-o-o-oh”, che fa da contraltare al fatto che c’è una gran differenza tra la comunicazione verbale e quella nonverbale, non solo tra padre e figlia ma in tutte le relazioni umane. La musica suggerisce riflessione ed entusiasmo, e al di là delle parole comunica energia e gioia nella relazione intima. Pianti, abbracci, energia ed entusiasmi malgrado tutto, possono rappresentare un buon incoraggiamento a migliorare le relazioni tra genitori e figli, malgrado la sensazione di incomunicabilità che a volte si percepisce, ma che talvolta è più apparente che reale. Per il momento mi fermerei qui: tuttavia, se ci sarà su Facebook un interesse per l’argomento “Psicologia del Festival di Sanremo”, sarò lieto di tornare sull’argomento.

Per ora, segnalo due libri per saperne di più:

-Aquilar F. (2012), Riconoscere le emozioni. Esercizi di consapevolezza e psicoterapia cognitiva. Con canzoni psicoterapeutiche, Edizioni Franco Angeli, Milano.
-Aquilar F. (2015), a cura di, Parlare d’amore. Psicologia e psicoterapia cognitiva delle relazioni intime, Edizioni Franco Angeli, Milano.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Napoli, Presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale (AIPCOS).

Il luogo del cuore

postato da Nicoletta Carbone il 09.02.2016
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“Sento e non chiedo, sento e non vedo… di percezione e sensi vivo e vedo ciò che non si vede. Toccami e capirò… sfiorami e scoprirò emozioni e voli e saremo soli anche in mezzo agli altri… nudi e scalzi sebben vestiti e con le scarpe… sentirsi è un’ arte, vedersi un dono: tu sai chi sono… ed io chi sei!”

A cura di Luigi Sutera,
consulente d’immagine


nella foto: ISTITUTO DEI CIECHI – Via Vivaio, Milano

Creatività obbligatoria

postato da Nicoletta Carbone il 01.02.2016
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Ci sono termini nel linguaggio comune che tendono con il tempo a perdere la loro valenza. Questo avviene quando, declinati ad ogni situazione, il loro uso diventa inflazionato. Il termine “creativo” è uno di questi. Si parte dal presupposto che la creatività sia qualcosa che appartenga a tutti. E forse è anche vero. Tuttavia, non posso fare a meno di notare una certa tendenza nell’attribuire dei connotati di creatività a qualsiasi pratica. Talvolta risultando fuori luogo.

Esiste un pensiero diffuso secondo il quale la creatività sia diventato un fattore imprescindibile della nostra vita. Questo pensiero ha trasformato ogni cosa in pratica creativa: dal metodo educativo al bucato, dal viaggio organizzato al riordino domestico, dall’archiviazione contabile al fai da te. E’ lo stesso pensiero che ha trovato terreno fertile tra le “zolle” della rete ipertestuale, secondo cui nulla può sfuggire al proprio racconto, attraverso immagini e pensieri. Quasi che il non essere creativi, sotto questo punto di vista, sia da considerarsi al pari di una minusvalenza formativa.

Capita allora che molti si trasformino in potenziali narratori, compositori di melodie, poeti e romanzieri in grado di raccontare intrecci ed aspetti superlativi ovunque si nascondano. Tutti aspetti positivi, se non fosse che contestualmente sono state dimenticate esperienze personali, storie tramandate e persino piccole leggende che hanno costruito nel tempo una personalità. La pratica di “rovesciare i cassetti” privati sulle pagine web ha tolto una parte fondamentale della creatività. Era quella che si alimentava di intime emozioni. Una sfera emotiva che pretendeva di essere elaborata, plasmata in virtù di un nostro cambiamento, lontana da qualunque apprezzamento, cronologia o notifica.

Penso che questa tanto“ sbandierata” creatività sia anche poco rivelatrice, proprio perché costruita su un impulso, o sull’onda di un entusiasmo e o di uno scoramento momentaneo. Non è un caso che i risultati migliori della creatività passino attraverso lunghe gestazioni. Non è un caso se la vera creatività la si percepisca solo quando sappia oltrepassare il primo strato di superficie che tutti riescono a vedere e decifrare. La dittatura della creatività è un aspetto del quale siamo tutti artefici, consapevoli o meno. Questo perché abbiamo rifuggito esistenze che non ambiscano a qualcosa che le riscatti dalla quotidianità. Così come non esistono più luoghi normali, persone comuni, storie anonime, perché tutto è raccontato alla stregua di un superlativo di maggioranza. Il rischio interviene quando obblighiamo le nuove generazioni a pensarsi creative ma solo a parole. Perché poi quando cercano di esserlo davvero vengono dissuase, dal rischio di fallire, di rimanere incompresi, di delusione, di incompletezza.

Abbiamo trasformato l’arte, la letteratura, il cinema, la musica e tutte le espressioni dell’ingegno in qualcosa di necessario e al tempo stesso di non realizzabile se non in una forma ripetitiva e banale. La creatività obbligatoria è come un vento che non è in grado di sospingere i semi. Inaridisce il paesaggio e paralizza le coscienze. Mescolando plauso e indifferenza come fossero la stessa cosa.

A cura di Carlo Cazzaniga – Artigiano Artista

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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