Conservazione dei cosmetici

postato da Nicoletta Carbone il 25.11.2015
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I vasetti e i tubetti sono da tenere aperti il tempo necessario per l’applicazione. Se un cosmetico viene lasciato costantemente aperto diviene infatti soggetto a una conservazione più breve, a causa dell’effetto di luce e aria. Bisogna ricordare, a tale proposito, che l’ossigeno costituisce uno dei principali ossidanti per la decomposizione dei prodotti.

A cura del Prof. Antonino Di Pietro

Idropulsore dentale: efficacia, benefici, controindicazioni

postato da Nicoletta Carbone il 23.11.2015
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L’ idropulsore, in un sorriso normale, non è più efficace dello spazzolino nel rimuovere la placca. Se usato male, inoltre, cioè con troppa potenza o indirizzando il getto direttamente verso il solco gengivale, potrebbe ” scollare” la gengiva dalla radice. Non sostituisce pertanto spazzolino e filo, che sono solo in apparenza meno semplici da usare ( attenzione, anche con questi è possibile far danno, ma bisogna essere proprio disattenti!). Può essere utile associare l’idropulsore all’igiene tradizionale se si ha necessità di veicolare determinati colluttori sotto riabilitazioni protesiche o in spazi fra i denti difficili da raggiungere, ma sempre con bassa potenza per non danneggiare la gengiva. Infine, ha un costo elevato: soldi spesi inutilmente?
L’ idropulsore, in un sorriso normale, non è più efficace dello spazzolino nel rimuovere la placca. Se usato male, inoltre, cioè con troppa potenza o indirizzando il getto direttamente verso il solco gengivale, potrebbe ” scollare” la gengiva dalla radice. Non sostituisce pertanto spazzolino e filo, che sono solo in apparenza meno semplici da usare ( attenzione, anche con questi è possibile far danno, ma bisogna essere proprio disattenti!). Può essere utile associare l’idropulsore all’igiene tradizionale se si ha necessità di veicolare determinati colluttori sotto riabilitazioni protesiche o in spazi fra i denti difficili da raggiungere, ma sempre con bassa potenza per non danneggiare la gengiva. Infine, ha un costo elevato: soldi spesi inutilmente?

A cura del Prof. Alessandro Nanussi

Dimmi con chi vai…

postato da Nicoletta Carbone il 17.11.2015
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Ero fiero dei miei 10km di corsa. La distanza era più che dignitosa per uno come me che detestava correre. Infatti non ho mai corso se non per un breve periodo perché obbligato dal mio Maresciallo alla Folgore. Da buon bergamasco posso stare ore in bici, ma correre? Noooooo.
Poi ho iniziato ed effettivamente mi piace. Non tanto l’atto in sé, mi piacciono le sensazioni prima, durante e dopo. Anche il concetto mi piace; se l’uomo non avesse iniziato a correre, non si sarebbe mai evoluto. E così, ho incominciato. Prima con fatica, e poi anche. La differenza è che all’inizio la fatica arrivava al 300simo metro, poi sempre un pochino dopo. Come tutte le cose, più la fai e meglio ti viene. Questa in particolare, se salti qualche uscita ti manca pure. Così è diventata un’abitudine.
Non voglio diventare un esaltato, come quelli che non parlano e non fanno altro. Però è diventata parte della mia vita. Esco poche volte, ma regolarmente e finalmente ero arrivato a un numero di chilometri che potevo dire in pubblico senza vergogna.
“Sai, faccio 10km quando esco adesso” ho detto orgoglioso di me. “Ah, sì a quanto vai?” mi chiede. Dico la velocità e lui risponde, “bravo, stai migliorando, certo potresti aumentare il ritmo, tieni conto che quello che hai adesso è quello di un barboncino…”.
Un barboncino?!?
Mi è tornato alla mente il famoso Maresciallo di Pisa, che ci incitava perché andavamo “al passo della donna incinta”, mentre noi pensavamo di sputar sangue. Ci sono persone che non farebbero 10km nemmeno in motorino. Altre, fanno maratone come io faccio vacanze. Il mondo è bello perché è vario. Una cosa però mi è sempre più chiara. Le persone che frequenti ti influenzano, perché ti aiutano a definire il tuo standard.
Ricordo tornato dai miei anni negli USA, l’istruttore della palestra di Bergamo che considerava la fase di riscaldamento della mia scheda di allenamento, troppo impegnativa. Infatti, l’aveva fatta un ammmerricano. È tutta una questione di standard, come dice spesso il caro Robbins.
Da una ricerca che presento nel mio ultimo audiobook (che è primo su iTunes!), si evince ancora una volta, che ognuno la pensa a modo suo. Ci sono papà-manager che sono felici di passare almeno due sere alla settimana a casa,  altri che se ne passano due fuori si sentono a in colpa con la famiglia. Come dicevo, la vita è bella perché è varia. Il trucco? Definisci i tuoi standard e per le cose che contano per te, circondati di chi li alzerà. È un concetto antico, già detto e sentito e purtroppo ancora poco capito. Vale la pena ricordarselo.
Love on ya!
Claudio
P.S. Non sono più un barboncino.

A cura di Claudio Belotti, Coach

“Smokey eyes”

postato da Nicoletta Carbone il 12.11.2015
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Qualcuno si starà sicuramente chiedendo cosa si possa dire ancora sullo SMOKEY EYES che non sia stato già detto. Solitamente ciò di cui ci stiamo occupando viene presentato come un trucco di difficile realizzazione e adatto solo a “situazioni” in cui sia richiesto un risultato molto evidente!
Provo a smentire entrambe le cose.
Nel corso degli anni il mio obiettivo principale è sempre più diventato quello di riuscire a far truccare bene anche le donne NON particolarmente abili, quelle NON particolarmente predisposte a farlo e poco dotate di buona manualità. Il segreto, ho scoperto, sta nell’ individuare POCHI passaggi realizzabili con POCHI prodotti e POCHI pennelli per raggiungere, comunque, risultati che non pensavate sareste state mai capaci di ottenere.

ECCO COME PROCEDERE PER OTTENERE UNO SMOKEY EYES IN MANIERA SEMPLICISSIMA:

Per cominciare accertatevi che la zona sulla quale “lavorerete” sia perfettamente “asciutta”: un velo di cipria in polvere sulle palpebre è un sistema veloce e sempre valido per ottenere una base opaca sulla quale le polveri scorreranno e saranno perfettamente sfumabili.
1) Con la matita nera “contornare” abbondantemente l’ occhio ( sia nella parte superiore che inferiore) e poi sfumarla con un pennello a lingua di gatto n.8
2) Con lo stesso applicare l’ ombretto nero nella zona orbitale (la zona tra la palpebra mobile e quella che va verso le sopracciglia), creando così una sorta di “confine”dentro il quale poi, con uno “sfumino” (l’applicatore che solitamente trovate all’ interno delle confezioni degli ombretti e che buttate perché pensate inutile) posizionare sulla palpebra mobile (la zona rimasta nuda dopo l’applicazione della matita e dell’ombretto nell’incavo) l’ ombretto nero usato precedentemente.
3) A questo punto con un pennello più largo (sempre a lingua di gatto n.12) sfumate l’ombretto applicato sulla palpebra mobile a partire dalla matita arrivando fino all’ombretto applicato precedentemente nella zona orbitale. Fatelo “spostando” l’ombretto verso l’ arcata sopraccigliare ma senza arrivarci.
3) Un ombretto naturale (ad esempio color avorio) applicato appena sotto l’arcata sopraccigliare illuminerà lo sguardo.
4) Aggiungete tanto mascara (sopra e sotto) e lo SMOKEY e’ pronto!

A chi ama invece uno sguardo più intrigante e misterioso consiglio di rinforzare ulteriormente l’attaccatura delle ciglia superiori con la stessa matita usata precedentemente oppure, se siete più abili, con un eye–‐liner. Per completare il tutto un kajal all’ interno dell’ occhio aggiungerà sicuramente seduzione e fascino allo sguardo! Abbiamo realizzato questo trucco utilizzando matita e ombretto nero ma a chi preferisce un risultato meno evidente (e non sa resistere allo SMOKEY EYES) suggerisco di utilizzare la stessa tecnica (quindi i medesimi passaggi) utilizzando però una matita ed un ombretto meno scuro come il grigio, il marrone, il tortora ecc. Ecco che lo SMOKEY EYES diventa “accessibile e portabile” anche in situazioni disinvolte e naturali.

CONSIGLIO IN PIÙ:

Solitamente gli occhi si truccano dopo aver realizzato la base: prassi tecnicamente corretta! Il problema sta nel fatto che se non sapete dosare bene le quantità di ombretto (soprattutto se avete scelto di utilizzare il nero) può accadere di ritrovarvi il contorno occhi sporco di polvere scura! Il rimedio che vi suggerisco non piacerà a chi crede che le regole non vadano mai messe in discussione, ma secondo me ha una sua logica: truccate prima gli occhi e poi il resto. Potrete rimuovere comodamente l’ eccesso di prodotto che “sporca” per poi realizzare una base perfetta!
SMOKEY EYES… EVERY DAY!

A cura di Luigi Sutera, Consulente di immagine

La rivoluzione amorosa degli smartphone in tasca e le nuove forme di gelosia

postato da Nicoletta Carbone il 09.11.2015
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L’amore sta cambiando, non nella sostanza ma in molte delle sue forme. La rivoluzione amorosa costituita dall’ingresso trionfale, nelle tasche o nelle borse delle persone, degli smartphone ha modificato significativamente i codici dell’attrazione interpersonale, il corteggiamento, la seduzione e i modi di flirtare, sia nella forma semi-innocentemente platonica che nella forma che prelude al tradimento romantico e sessuale. Di conseguenza, possono cambiare sia l’espressione della gelosia che i fattori d’innesco di questa potente emozione. Ma che cos’è la gelosia? E’ un’emozione che ha lo scopo principale di proteggere l’individuo dal rischio di vedersi sottrarre o contaminare qualcosa che è ritenuto proprio. Questa emozione spinge in alcuni casi alla rottura del rapporto personale. E, come tutte le emozioni, può essere disregolata per eccesso o per difetto.

La gelosia funzionale svolge alcune funzioni importanti, tra le quali:

1)      Fa capire all’altro/a l’importanza che riveste nel mondo di significati della persona;
2)      Tutela il proprio ambiente emotivo e relazionale;
3)      Definisce un contesto del “sé” e del “noi”;
4)      Richiama reciprocamente all’attenzione rispetto al progetto di coppia;
5)      Se è tenuta presente da entrambi i partner, riorganizza i comportamenti di coppia in maniera rispettosa.

D’altro canto, la gelosia disfunzionale può produrre invece alcuni effetti dannosi, tra i quali:

1)      Può diventare una forma di ansia amorosa o di ossessione amorosa;
2)      Può polarizzare i pensieri e le altre emozioni in maniera tale da impedire la costruzione della relazione e lo sviluppo adeguato della vita propria e altrui;
3)      Può svilupparsi con una sospettosità esagerata;
4)      Può essere eccessivamente tollerata dall’altro/a, per motivi di dipendenza affettiva o materiale.

Entrambe le modalità della gelosia, quella funzionale e quella disfunzionale, possono essere vieppiù attivate dalla partecipazione ai social network, soprattutto se utilizzati attraverso lo smartphone che abbrevia ulteriormente i tempi del contatto, del commento, del “mi piace” e dell’interazione da attrazione interpersonale, sessuale o non sessuale che sia, con potenziamento dei rischi di gelosia disfunzionale per il moltiplicarsi delle occasioni di aggancio o di vulnerabilità. Ecco perché appare ragionevole un invito a diventare consapevoli degli effetti potenzialmente esplosivi dei social network sulle relazioni interpersonali soprattutto romantiche e alla gestione adeguata delle relazioni intime reali, dedicando ad esse il tempo necessario, che talvolta in alcuni casi di dipendenza dai social diventa troppo poco per il nutrimento emotivo quotidiano di cui necessitano le relazioni vere. Tuttavia, in caso di gelosia martellante, è opportuno rivolgersi ad uno psicoterapeuta.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale (AIPCOS).

Diario: confessioni ad un amico invisibile

postato da Nicoletta Carbone il 05.11.2015
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Un motivo per cui da ragazzo invidiavo le mie coetanee, era quello che loro potevano tenere un diario. Non che mi fosse impedito, ma tacitamente mi rendevo conto che era una pratica a loro riservata e troppo “da femmina” per agire con indifferenza. Mi consolavo allora scrivendo delle lettere a me stesso o raccogliendo alcuni pensieri vergati su carta e raccolti in una busta in finta pelle. Parlare oggi di diario risulta del tutto anacronistico, oggi ancora più di allora. Tuttavia la peculiarità di redigere un diario conserva ancora un senso logico non indifferente. In molti obbietterebbero sulla mancanza di tempo, senza pensare a quanto ne consumano inutilmente in altre pratiche diventate consuetudine, alle prese con supporti digitali o con banali attività di intrattenimento. Se ci concedessimo almeno il proposito di ripensarci, ci renderemmo immediatamente conto di come quello stesso tempo potremmo riscattarlo. I pensieri non scritti a volte se ne vanno, le parole proferite spesso si dimenticano, gli stati d’animo vissuti si dissolvono. Instaurare e mantenere l’abitudine di scrivere e descrivere a fine giornata le proprie esperienze, le lezioni imparate, i propri pensieri ed i risultati ottenuti è un’attività chiave per chi persegue la propria crescita personale. Dalla scrittura infatti discende la consapevolezza, dalla consapevolezza nasce il cambiamento e dal cambiamento deriva la crescita. E se lo strumento digitale oggi permette di elaborare belle lettere, ordinate e senza cancellature, forse sarebbe meglio conservare ed esercitare la tecnica olografa. Il solo fatto che il tratto della vostra mano abbia descritto esattamente il vostro stato d’animo, evidenzierebbe quegli aspetti che le parole potrebbero celare.
Se per tanti motivi avete già fatto il funerale a quella vostra amata stilografica, credo sia giunto il momento di esumarne le spoglie.

A cura di Carlo Cazzaniga – Artigiano Artista

Ciglia finte…naturalmente!

postato da Nicoletta Carbone il 02.11.2015
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Solitamente le ciglia finte sono considerate accessorio per un trucco particolarmente importante. In realtà possono diventare, a mio avviso, protagoniste assolute anche per un trucco naturale. Utilizzandole potreste, ad esempio, truccare pochissimo l’occhio perché le ciglia finte da sol conferiscono intensità’ e “presenza”! L’ effetto migliore e soprattutto più “credibile” pero’ si ottiene scegliendole leggere e con i peli non troppo lunghi.
Dividiamo le ciglia finte in due categorie: le ciglia a nastro e le ciglia a ciuffetti. Le ciglia a nastro sono quelle più diffuse. Sono composte da peli fissati ad un sottile filo di nylon e quasi sempre sono più corte sulla parte che va verso il naso e più lunghe in quella che va verso la tempia. Le ciglia a ciuffetti si presentano a ciuffi di due o tre lunghezze differenti. Sono quelle che appesantiscono meno l’ occhio perché si possono “dosare” sia per quel che riguarda la quantità sia per la scelta del punto dove applicarle.

COME SI APPLICANO:

Per quel che riguarda le ciglia a nastro, dopo averle estratte dal contenitore, tenetele dalla parte dei peli con una pinzetta e applicate sul bordo una piccola quantita’ di adesivo. A questo punto ,tenendo l’ occhio semichiuso, fatele aderire alla radice di quelle naturali esercitando una leggera pressione con il rovescio della pinzetta…

Per l’ applicazione delle ciglia a ciuffetti Il procedimento è il medesimo per quel che riguarda la preparazione (colla ecc.). Poi, tendendo la palpebra verso la tempia (per far si che le ciglia naturali si aprano “ a ventaglio”), attaccate il ciuffetto sulla stessa linea delle ciglia vere. Ovviamente il numero dei ciuffi che deciderete di attaccare dipenderà dal risultato che desiderate ottenere. Se non avete scelto di utilizzare un “ mastice” nero, ad operazione ultimata dovrete ritoccare i puntini bianchi di colla visibili con un eyeliner nero. E’ inoltre preferibile applicare le ciglia finte a trucco ultimato, anche dopo aver applicato il mascara. Si potrà decidere, per un effetto più completo, di aggiungerne (POCO) dopo aver applicato le ciglia finte. Le ciglia finte possono essere utilizzate più volte, avendo però l’ accortezza di pulirle: togliete con le mani la colla in eccesso e con uno spazzolino appena inumidito di acetone ogni traccia di colla residua.

A cura di Luigi Sutera, Consulente di Immagine

Solitamente le ciglia finte sono considerate accessorio per un trucco particolarmente importante.

In realtà possono diventare, a mio avviso, protagoniste assolute anche per un trucco naturale.

Utilizzandole potreste, ad esempio, truccare pochissimo l’occhio perché le ciglia finte da sole

conferiscono intensità’ e “presenza”!

L’ effetto migliore e soprattutto più “credibile” pero’ si ottiene scegliendole leggere e con i peli

non troppo lunghi.

Dividiamo le ciglia finte in due categorie: le ciglia a nastro e le ciglia a ciuffetti.

Le ciglia a nastro sono quelle più diffuse. Sono composte da peli fissati ad un sottile filo di nylon e

quasi sempre sono più corte sulla parte che va verso il naso e più lunghe in quella che va verso la

tempia.

Le ciglia a ciuffetti si presentano a ciuffi di due o tre lunghezze differenti. Sono quelle che

appesantiscono meno l’ occhio perché si possono “dosare” sia per quel che riguarda la quantità

sia per la scelta del punto dove applicarle.

COME SI APPLICANO:

Per quel che riguarda le ciglia a nastro, dopo averle estratte dal contenitore, tenetele dalla parte

dei peli con una pinzetta e applicate sul bordo una piccola quantita’ di adesivo. A questo punto

,tenendo l’ occhio semichiuso, fatele aderire alla radice di quelle naturali esercitando una leggera

pressione con il rovescio della pinzetta..

Per l’ applicazione delle ciglia a ciuffetti Il procedimento è il medesimo per quel che riguarda la

preparazione (colla ecc.). Poi, tendendo la palpebra verso la tempia (per far si che le ciglia naturali

si aprano “ a ventaglio”), attaccate il ciuffetto sulla stessa linea delle ciglia vere.

Ovviamente il numero dei ciuffi che deciderete di attaccare dipenderà dal risultato che desiderate

ottenere.

Se non avete scelto di utilizzare un “ mastice” nero, ad operazione ultimata dovrete ritoccare i

puntini bianchi di colla visibili con un eye–‐liner nero.

E’ inoltre preferibile applicare le ciglia finte a trucco ultimato, anche dopo aver applicato il

mascara.

Si potrà decidere, per un effetto più completo, di aggiungerne (POCO) dopo aver applicato le ciglia

finte.

Le ciglia finte possono essere utilizzate più volte, avendo però l’ accortezza di pulirle:

togliete con le mani la colla in eccesso e con uno spazzolino appena inumidito di acetone ogni

traccia di colla residua.

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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