Depilazione con rasoio a mano ok

postato da Nicoletta Carbone il 30.07.2015
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Quando ci si depila con rasoio a mano, è consigliabile utilizzare rasoi usa e getta, cioè per una sola volta, al fine di prevenire eventuali infezioni batteriche, più probabili se i rasoi sono già stati usati. Dopo questa procedura è raccomandabile l’uso di pomate a base di ossido di zinco e di magnesio silicato, che hanno la funzione di proteggere la pelle e di creare una barriera protettiva contro i batteri. In alternativa sono molto utili anche pomate contenenti deltalattone, una sostanza di origine vegetale che aiuta a proteggere la pelle dopo la depilazione.

Antonino Di Pietro, dermatologo plastico di Milano, presidente Isplad

Cambio di stagione!

postato da Nicoletta Carbone il 28.07.2015
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Con l’arrivo dei primi caldi, istintivamente e molto gradevolmente, tutti alleggeriamo il peso degli abiti. Probabilmente non ci avete mai pensato ma… lo stesso vale per il trucco.
Avete mai indossato un piumino in spiaggia? Vi procurerebbe un caldo smisurato e non certo per la scarsa qualità del capo ma, ovviamente, per il “peso” del tessuto scelto nel periodo sbagliato!
Un fondotinta cremoso in estate sulla pelle avrebbe lo stesso effetto!
Credo sia abbastanza chiaro il concetto: i prodotti per il trucco, come i vestiti, vanno scelti adeguandoli alla stagione.
Come realizzare una base “perfetta”nella stagione calda senza avvertire disagio?
Innanzitutto se siete “fondotinta-­‐dipendenti” (e quindi non riuscite a rinunciarvi) sappiate che quelli più indicati al periodo di cui parliamo sono i compatti in polvere o i minerali. Per la loro natura “polverosa” tendono a far sudare meno e ad “assorbire”.
Li definirei pratici, facili da utilizzare, comodi per un “ritocco” e…del “tessuto” giusto: in una parola: PERFETTI!
I fondotinta in polvere -­‐ pero’-­‐ danno copertura limitata quindi, in presenza di discromie evidenti, occorre un alleato: il correttore!
Sceglietelo in stick per attenuare macchie e imperfezioni diffuse, prediligetene uno fluido se la parte interessata e’ quella delle occhiaie (perché essendo meno asciutto “segna” in modo poco evidente).
Il correttore può addirittura diventare un sostituto del fondotinta.
Utilizzato solo dove serve vi sorprenderà regalando un risultato di naturalissima compattezza all’incarnato (amo particolarmente questa tecnica: semplice, “invisibile” e d’effetto!).
Indispensabile però sceglierlo in una nuance adeguata che ricordi il più possibile il colore della vostra pelle (non sono i correttori di improbabili tinte chiarissime che vi aiuteranno, anzi) e applicarlo con un pennello di medie-­‐piccole dimensioni con setole sintetiche. Otterrete un risultato di perfetta e naturalissima aderenza: la texture si “ mischia” perfettamente alla pelle attenuando notevolmente macchie e “affini”.
Quello che segue farà” storcere il naso” a tante di voi ma, purtroppo, e’ un “passaggio” indispensabile (anche e a maggior ragione quando c’e’ caldo).
I prodotti in crema (anche i correttori) vanno “fissati” con la cipria quindi, se non userete il fondotinta compatto che -­‐ essendo polvere -­‐ ricopre al contempo il ruolo della cipria, sarete “costrette” ad usarla!
Anche d’estate, nonostante si tenda solitamente a pensare il contrario!
Ultimate la “base” con una “spolveratina” di fard sulle gote che migliorerà, vivacizzandolo, l’insieme.
A chi non volesse utilizzare la cipria (e ovviamente neanche il fondotinta compatto in polvere) consiglio di optare per un fard in crema: si applica molto facilmente senza far “macchia”anche e soprattutto su una base non perfettamente asciutta.
Concludo con un’ ulteriore “sorpresa”: più il vostro aspetto sarà “ambrato” più il colore del fard (sia in polvere che in crema) dovrà essere vivace: abolite tonalità “ terrose” che rischierebbero di farvi apparire spente e poco “in salute”.
Sappiate, e spero con questo di portarvi sulla giusta via, che le donne di colore utilizzano fard (e ombretti) molto vivaci, quasi fluo… Secondo voi perché?

A cura di Luigi Sutera, Consulente di immagine

Meditazione del camminare per una vita più lunga e consapevole

postato da Nicoletta Carbone il 23.07.2015
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Il bisogno di camminare, si rivela in continuazione nella nostra vita, nulla nell’universo è fermo, e nulla nella nostra vita rimane fermo. Appena potete camminate nella vostra giornata, non pensate di abbreviare la strada che percorrete solitamente ma al contrario nei limiti del possibile, allungatela, cambiate spesso itinerario per esempio per recarvi da casa in ufficio, e viceversa, cambiare percorso vi costringerà ad una maggiore attenzione, osservazione, svilupperà una maggior  consapevolezza sul tempo e  sulle persone nuove che incontrerete.
Mentre camminate respirate lentamente mantenete  l’attenzione concentrata sul respiro, osservando le persone respirate, osservando una vetrina … respirate, osservando la strada respirate, mantenete  sempre l’attenzione sul vostro respiro, e lo sguardo è rivolto a tutto quello che incontrate.                         Dopo qualche minuto sentirete il vostro corpo intero che respira e lo sentirete camminare, solitamente noi non siamo consapevoli del corpo che si muove, perché ci muoviamo in automatismo. Con questa meditazione consapevole del camminare invece i nostri Propriocettori, i centri del sistema nervoso responsabili della consapevolezza del movimento, si attiveranno e noi ci sentiremo camminare come non ci siamo mai sentiti. Diverremo consapevoli dei nostri piedi che si muovono, delle nostre gambe che ci portano da una parte all’altra della vita, della nostra testa che si orienta nella strada, nella vita, persino dei nostri pensieri che nascono dal nostro corpo. Sentiremo la sensazione del corpo che si rilassa e si muove in armonia con tutto quello che lo circonda, le tensioni si rilasseranno e ci sembrerà di camminare sulle nuvole, ma perfettamente presenti senza rischiare di finire sotto una macchina. Stiamo provando la meditazione camminata una delle meditazioni più antiche, il risultato è che ci sentiremmo immersi nella vita e non spettatori che guardano da una vetrina. L’ansia si calmerà, e il nostro DNA sorriderà.
Camminate il più possibile consapevolmente.

Riferimenti scientifici
- Zen e stress ossidativo
- Ricerca sulla meditazione e telomeri
- Meditazione e parametri fisici
- Midfulness e salute
A cura di Tetsugen Serra, Maestro Zen

Poi improvvisamente…

postato da Nicoletta Carbone il 21.07.2015
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Mia figlia l’atro giorno mi ha chiesto “Papi, qual è stato il momento più bello della tua vita?”. Ho fatto fatica a risponderle. Però la sua domanda mi ha fatto pensare agli anni passati…
Mi è venuto in mente il periodo delle superiori, con le stagioni negli alberghi e i primi amori estivi. All’anno sul panfilo a girare il mondo. Poi improvvisamente è arrivata la cartolina della naja, un anno a far finta di essere massiccio nei paracadutisti. Dodici mesi interminabili che poi improvvisamente sono finiti.
L’anno in Inghilterra, 4 negli USA, iniziare con la formazione, conoscere Nancy e innamorarmi. Poi improvvisamente diventare papà…
Vedere le mie figlie nascere, poi improvvisamente accorgermi che una è già adolescente e fa gli occhi dolci ai ragazzi…
Sentire i bambini chiamarmi “signore”, e vedere i miei capelli diventare sempre più grigi…
Accorgermi che nella formazione sono della “vecchia guardia”, e nel mondo Robbins un “senior” sia come titolo sia come anzianità di servizio…
Poi improvvisamente vedere le persone care attorno a te andarsene, o invecchiare, più velocemente di quanto vorresti.
Accorgermi che gli anni 80 e 90 sono passati da troppo tempo, lavorare con persone che non hanno visto Tardelli correre urlando verso la panchina (per non parlare del gol di Bettega all’Argentina poi campione del mondo).
Lo dicevano Steve Jobs e Jorge Borges, la cosa più bella della vita è che non è eterna.
All’inizio della tua esistenza, e per un bel po’, senti i più saggi dirti che la vita è fatta di attimi. Ti ripetono di vivere ogni momento e farne tesoro. Ti consigliano di creare ricordi, momenti magici… Lo dicono anche i grandi formatori, i mastri Zen, i nonni…
Se sei bravo e/o fortunato come me, hai una vita ricca di emozioni e attimi straordinari. Non perché sei saggio, solo perché segui le tue passioni.
Se sei anche un po’stupido come lo sono stato io, pensi troppo spesso al futuro invece di vivere nel presente.
La domanda di Martina mi ha confermato che sono felice. Dei miei capelli grigi (che a detta di mia moglie mi rendono sexy, lo so che lo dice per farmi piacere ma io ci credo); dei miei anni passati, dei bellissimi innumerevoli ricordi e del futuro splendido che mi aspetta.
Me la sono goduta e continuo a farlo. Grazie al tempo che passa, cerco di vivere sempre di più il presente perché so che improvvisamente tutto passerà veloce.
Ti consiglio di fare lo stesso, da oggi, poi improvvisamente passerà.
Love on ya!
A cura di Claudio Belotti, Coach

Consigli agli sportivi

postato da Nicoletta Carbone il 17.07.2015
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La pratica sportiva è salutare a livello cardiovascolare ma, soprattutto se praticata a livello più che amatoriale, espone il fisico ad una serie di rischi. Questi, se ben valutati, consentono di affrontare una pratica anche agonistica senza conseguenze apprezzabili. La protezione dell’ apparato stomatognatico è spesso trascurata dagli atleti, interessati più al raggiungimento della prestazione assoluta che alla prevenzione degli effetti indesiderati che si possono manifestare in situazioni estreme.

Certamente tutte le patologie traumatiche dento-maxillo-facciali possono e devono essere prevenute soprattutto per coloro i quali svolgano attività nei cosiddetti “sport di contatto”. Esiste una lunga lista di sport potenzialmente e/o certamente pericolosi. Fra questi citiamo il basket, la pallamano, le arti marziali, il rugby e il football americano, lʼhockey su prato, su ruote e su ghiaccio, gli sport motoristici, lo sci alpino (discesa e slalom), il pattinaggio, lo squash e, in buona misura, anche il calcio e il ciclismo (mountain bike inclusa).

Certamente tali traumi, che riguardano circa il 30% della popolazione sportiva, possono provocare esiti funzionali ed estetici che devono vedere un momento preventivo primario nella correzione ortodontica di tutte le situazioni anatomiche predisponenti, quali le 2° classi scheletriche e gli overjet oltre i 6 mm, ma che comunque vedono nellʼuso di protettori orali individuali lʼunico reale e sicuro mezzo di riduzione e/o annullamento del rischio di trauma e, in certi casi, anche un effetto migliorativo sulla prestazione agonistica. Sono state valutate anche l’efficacia e il confort di dispositivi paradenti semiindividuali preformati, adattabili alla bocca dell’atleta, che rappresentano un buon compromesso fra costo e beneficio, ben diversi dai presìdi “fai da te” di basso costo e difficile adattamento, che sono purtroppo ancora molto diffusi e non danno una protezione sufficiente.

Le caratteristiche di un efficace protettore orale sono la protettività specifica per ogni sport, l’ingombro minimo e la stabilità, la possibilità di garantire ottima fonazione e ventilazione, la caratterizzazione estetica, la valutazione personalizzata del rapporto cranio-mandibolare. Quest’ultimo punto merita un inciso: in presenza di forti sollecitazioni psico-fisiche, come durante una competizione, ma spesso anche nella nostra stressante quotidianità, è importante che l’occlusione dentale (cioè il contatto che si stabilisce fra le arcate dentarie) sia stabile e ben relazionato alla postura corporea, per evitare che eventuali disarmonie favoriscano la comparsa di disturbi che possano alterare lo stato di salute e la prestazione dello sportivo. Perciò un altro consiglio per chi pratica sport è quello di provvedere ad una visita presso uno specialista competente in materia, per sapere se la situazione di ciascuno sia idonea a sostenere intensa attività fisica, magari agonistica, e se sia il caso di correggere le possibili anomalie.

Infine un altro aspetto la cui importanza è sottovalutata è quello relativo alla biochimica della bocca, un ambiente le cui ampie capacità di auto-ripristinare le condizioni ottimali possono essere superate da stimoli aggressivi interni ed esterni. Con la diffusione della pratica sportiva sono sempre più in voga bevande a base di elettroliti e carboidrati, il cui uso sarebbe finalizzato a compensare la disidratazione a cui va soggetto lʼatleta, associata a deplezione di sali minerali e del glicogeno muscolare e della glicemia, ritardando così lʼinsorgere della fatica e il calo della performance, fino alla cessazione dellʼesercizio. Queste bevande sono utilizzate sia da atleti professionisti che amatoriali, e hanno generalmente un pH acido che risulta associato ad un elevato Potenziale Erosivo nei confronti del dente. La perdita patologica di sostanza dentale per fattori chimici, tale è la definizione di erosione (Capozzi-Vallletta) , è studiata nel suo rapporto con il consumo di bibite acide fin dal 1963 (Mannemberg), ma risulta significativamente presente anche in lavoratori che operano con acidi (galvanizzazione, placcature, lavorazione di cristalli, preparazione di bevande alcooliche) e in atleti che possono trovarsi esposti ad ambienti acidi, in particolare i nuotatori. Il pH raccomandato per lʼacqua delle piscine varia fra 7,2 e 8, in alcuni studi sono stati rilevati pH molto bassi, fino a 2,7, il cui effetto sui tessuti duri del dente va a sommarsi alla diluizione dei fattori protettivi della saliva e agli effetti di una clorazione inadeguata delle acque (Tripodi). Non va dimenticato che il potenziale Erosivo può manifestarsi anche nei confronti dei restauri metallici presenti nella bocca del paziente. La letteratura concorda generalmente sulla necessità di riservare la massima attenzione nellʼosservare gli effetti derivanti dallʼuso o dallʼabuso dei cosiddetti sport drinks, pur  presentando dati discordanti quando si tratti di rilevarne dati statisticamente significativi a livello clinico. In effetti difficoltà compaiono già nel garantire un adeguato drinking regimen durante la ricerca in quanto la disponibilità dei soggetti a collaborare non sarebbe costante. La multifattorialità della patogenesi non consente di monitorare tutti i parametri correlabili alla comparsa di erosione dentale, in quanto vi sono variabili connesse al tipo di bevanda assunta ma anche di alimentazione associata, alla modalità e quantità di assunzione della bibita, alla presenza di disidratazione del cavo orale durante lʼatto sportivo che influenza il flusso salivare e il potere tampone e di diluizione della saliva stessa, alla presenza di placca batterica (in alcuni casi è stata rilevata al di sotto dello strato di placca batterica un pH superiore a quello della bevanda !).

Inoltre molti atleti devono applicare sui denti presidi protettivi o gnato-ortopedici come paradenti e bites, la cui presenza in bocca complica ulteriormente lʼanalisi del rapporto fra bevande acide ed erosione. Si consideri infine anche la possibilità che , sotto intenso sforzo fisico, si verifichino rigurgiti acidi in particolare in soggetti già predisposti a reflusso gastro-esofageo. In vitro lʼeffetto protettivo determinato dallʼaggiunta di calcio o fosfato negli sport drink è generalmente apprezzabile , ma queste saturazioni vanno in genere a scapito delle caratteristiche organolettiche del prodotto, determinando un sapore metallico sgradevole che mina ulteriormente la collaborazione dei volontari partecipanti allo studio e accentua la comparsa di valori non significativi nei test in vivo.

Appare inoltre rassicurante il basso Potenziale Erosivo sviluppato da bevande a base di latte, proprio per la presenza di calcio nelle stesse. Lʼaggiunta di additivi finalizzati a ridurre lʼabbassamento del pH orale è comunque generalmente raccomandata, quanto meno per un principio di prudenza visto che tutti concordano sulla necessità di approfondire le ricerche in questo settore. A livello di idoneità sportiva, gli stessi manuali di idoneità sportiva rivolti al Medico dello Sport rimarcano lʼimportanza dellʼispezione orale alla ricerca dei segni di abrasione ed erosione (spesso associate) che possono esporre a dolore acuto lʼatleta che pratichi sport aerei o dʼimmersione. In particolare lʼarea erosa dello smalto, con esposizione di dentina sensibile, risulta particolarmente aggredibile dalla concentrazione di ossigeno nellʼaria respirata dalle bombole da sub, con il rischio di pulpite acuta e cronica che può disturbare lʼesercizio in modo anche grave,ma soprattutto rischia di “coprire” altri sintomi e segnali importanti (come la cefalea da ipercapnia) che il sommozzatore deve poter riconoscere come indicatori di una situazione di pericolo per la sua vita.

La letteratura concorda comunque, anche in quegli studi che non hanno rilevato significativa associazione fra assunzione di bevande acide ed erosione, sulla necessità di esercitare atteggiamenti preventivi nei confronti dellʼabbassamento del pH orale, a maggior ragione perché il consumo di sport drinks va ad associarsi spesso ad altri fattori di rischio: aggiunta di calcio e potassio nelle bevande, consumo di gomme, collutori, dentifrici atti a proteggere lo smalto , attenta analisi dellʼambiente praticato dallo sportivo, devono però associarsi ad un corretto approccio a queste bibite, spesso proposte a livello commerciale come panacee in grado di garantire una prestazione adeguata alle aspettative dellʼatleta (quando non addirittura paragonate allʼassunzione di frutta e verdura fresche) mentre spesso non sono stati neppure dimostrati significativi vantaggi rispetto allʼassunzione di semplice (ed economica) acqua.

A cura di Alessandro Nanussi, odontostomatologo

Preparare la pelle al sole in 5 mosse

postato da Nicoletta Carbone il 15.07.2015
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1. Aumentare l’apporto di betacarotene che non solo permette di mantenere la pelle idratata, ma unendosi al colore bruno della melanina è in grado di regalarci una tintarella invidiabile. Lo troviamo in carote, prezzemolo, rucola, spinaci, peperoni rossi, radicchio, ravanelli, lattuga, pomodori, melone, papaia, albicocca, mango, fragole, ciliegie.

2. Aumentare Zinco e Rame: 2 sali minerali implicati nella formazione della melanina, presente in molluschi e crostacei.

3. Aumentare l’apporto di vitamina PP che protegge la pelle dal sole e la mantiene elastica, si trova nelle arachidi, nel pesce spada, nel salmone, nel tonno.

4. Scegliere gli alimenti ricchi di Astaxantina: una sostanza protettiva della pelle e soprattutto molto efficace contro il danno delle radiazioni solari.  Ne è particolarmente ricca la carne del salmone.

5. Aumentare l’associazione Vitamina E e Selenio, che oltre ad aumentare l’effetto anti invecchiamento della pelle, migliora il colore dell’abbronzatura. Gli alimenti sono: cozze, gamberi, merluzzo, sarde, tonno, triglie, riso brillato, mais, frutta secca e olio d’oliva.

A cura del Dott. Fabio Rinaldi, Dermatologo

“Ho paura di essere corporeamente inadeguata, e di mostrare i miei difetti fisici”: le dismorfofobie estive

postato da Nicoletta Carbone il 13.07.2015
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Quando la paura di essere “brutti” o fisicamente difettosi è troppo forte, o quando l’importanza che la persona dà ad una piccola anomalia fisica è di gran lunga eccessiva, si tratta probabilmente di “dismorfofobia” (o disturbo da dismorfismo corporeo), di cui soffrono numerose persone. Prevalentemente donne, ma anche uomini, e il disturbo aumenta in estate, quando l’esposizione corporea è maggiore, sia in città che anche e soprattutto al mare. Talvolta questo problema induce gli individui dismorfofobici ad un’auto-esclusione sociale massiccia, con effetti devastanti sul sistema psicologico individuale e familiare. Per molte di queste persone, fra l’altro, lo stare in costume da bagno è dolorosissimo, a causa di una preoccupazione allarmata costante per un supposto difetto nell’aspetto fisico, che esse sentono di dover nascondere a tutti i costi, pena una insopportabile vergogna da inadeguatezza, fonte di atroce sofferenza. Se anche è presente una piccola imperfezione, come dicevamo, l’importanza attribuita da chi soffre di dismorfofobia a questa anomalia è notevolmente eccessiva, al punto da costringere alcune persone a non indossare il costume da bagno al mare o a vestirsi con abiti coprenti anche in presenza di un gran caldo. I differenti livelli di gravità del problema possono comunque indurre a diete iper-rigide, a trattamenti ripetuti di chirurgia estetica o, come dicevamo, all’isolamento sociale. Nei casi più problematici, la preoccupazione di deformità assume caratteristiche deliranti. In altri casi, la dismorfofobia appare legata a schemi mentali da disturbi alimentari psicogeni o a perfezionismo ossessivo. In ogni caso, occorre informare le persone che spesso più che un trattamento estetico occorre un aiuto psicoterapeutico, se la problematica è resistente o ricorrente.
Ma cosa è possibile fare per ridurre l’effetto delle dismorfofobie, soprattutto nei casi meno gravi? Ecco alcune strategie cognitivo-comportamentali  e cognitivo-sociali semplici, da utilizzare per una forma di auto-aiuto:
1) Legittimare e ridimensionare. Le cosce, i glutei, la pancia, o altre parti del corpo, possono essere imperfette rispetto agli standard culturali di questo periodo storico (troppo severi). Tuttavia siamo esseri umani e possiamo imparare a tollerare l’imperfezione e a fidarci di quel che ci dicono le persone care (se non sono ossessionate anche loro dal perfezionismo fisico);
2) Esporsi inizialmente in contesti protetti. Fare le prime esposizioni corporee estive sulle spiagge “per famiglie” piuttosto che su quelle “per perfezionisti corporei”, in modo da coprirci con l’abbronzatura in un contesto protetto e tollerante;
3) Comunicare sulle preoccupazioni. Parlare delle proprie preoccupazioni corporee con degli amici o con delle amiche di cui ci si sente sicuri, e dai quali sappiamo di essere accettati in toto come persone, affinché ci mostrino un altro punto di vista su noi stessi e sul nostro corpo, più “globale” e non “settoriale”;
4) Ironizzare affettuosamente con noi stessi. Prendendo le distanze dal nostro dialogo interno ipercritico e provando a prenderci cura del nostro corpo e delle nostre relazioni in maniera armonica e contemporanea.
Due libri per saperne di più: 1) Aquilar F., Le donne dalla A alla Z, Franco Angeli, Milano; 2) Aquilar F., Riconoscere le emozioni. Esercizi di consapevolezza e psicoterapia cognitiva, Franco Angeli, Milano.
A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Napoli, presidente AIPCOS, @DrFAquilar

Meno sonno più grasso

postato da Nicoletta Carbone il 09.07.2015
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La mancanza regolare di sonno notturno viene indicata come un possibile fattore comportamentale implicato nella predisposizione al sovrappeso e alle complicazioni metaboliche associate all’eccesso di peso corporeo.
Numerosi studi hanno provato la fondatezza di un’associazione tra la mancanza cronica di sonno e la sovralimentazione e la predisposizione all’obesità, specialmente negli adolescenti. Tuttavia non sono chiari i meccanismi biologici alla base di questi comportamenti.
Un recente studio condotto dai ricercatori americani del New York Obesity Nutrition Research Center ha fornito per la prima volta una possibile spiegazione neurofisiologica per queste osservazioni, individuando un particolare circuito neuronale potenzialmente responsabile della scelta di cibi insalubri in risposta alla privazione cronica del sonno.
In conclusione, lo studio ha fornito per la prima volta evidenza di una relazione inversa tra l’attività cerebrale localizzata a livello dell’insula e l’assunzione di cibo e una maggiore attivazione di alcuni centri cerebrali inclusi nel sistema di appagamento e sensibilità agli stimoli del cibo, possibilmente a quello di tipo insalubre. Questo modello delinea così un potenziale meccanismo neuronale in grado di collegare la privazione cronica del sonno e la predisposizione allo sviluppo dell’obesità.

A cura di Marco Temporin, Medico Nutrizionista, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva presso il C.M.S.R VENETO MEDICA di Altavilla Vicentina

Eritema solare: quali alimenti è utile consumare per chi ne soffre

postato da Nicoletta Carbone il 07.07.2015
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Per chi soffre di eritema solare è utile consumare alimenti rossi come i pomodori e i frutti di bosco. Questi cibi contengono bioflavonoidi e licopene, sostanze che migliorano l’elasticità dei piccoli vasi sanguigni. E’ inoltre importante bere almeno due litri di acqua al giorno. Anche di più se si pratica attività sportiva.

Acqua di mare: un aiuto per la pelle
Minerali come cloro, bromo e iodio hanno un potere disinfettante sulla pelle e potenziano l’azione di alcune proteine che agiscono in modo antisettico. Per questo l’acqua di mare può alleviare disturbi della pelle come acne e seborrea e migliorare anche cicatrici, ferite e problemi alle mucose. Il sale, inoltre, ha il potere di pulire e levigare la pelle in profondità, contribuendo all’equilibrio del film idrolipidico.

A cura del Dott. Antonino Di Pietro, dermatologo plastico di Milano, presidente Isplad

Cani e gioco

postato da Nicoletta Carbone il 03.07.2015
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Il gioco, oltre che un divertimento e uno sfogo di energie, è anche una maniera di educare i nostri cani e di imparare a comunicare con loro. Il gioco costituisce una “palestra di vita “ per i cuccioli e un modo di esprimere in maniera innocua comportamenti naturali anche nei cani adulti. Attraverso il gioco il legame con il proprietario si forma e si fortifica: chi  gioca con il proprio cane è amato e interessante, qualcuno che dal punto di vista del cane vale la pena di seguire e di ascoltare anche fuori dal contesto di gioco. Attraverso il gioco i cuccioli imparano le regole dello stare insieme e imparano a riconoscere i propri limiti e le proprie capacità. Attraverso gli insegnamenti che vengono da mamma cagna e l’interazione giocosa con i fratelli i cuccioli imparano a controllarsi dapprima nel gioco e poi nella vita in generale. I nostri cani devono imparare a limitare gli eccessi anche nel gioco, in modo da evitare che da una attività positiva nascano problemi, soprattutto se in famiglia ci sono bambini e anziani che possono spaventarsi, cadere o farsi male se il cane è troppo agitato.

Ecco alcuni consigli pratici per giocare con i cani:

  • Ignorare un cane che salta addosso, gratta le gambe e mordicchia per incitare al gioco. Attendere che abbia smesso di chiedere per poi richiamarlo e proporre un gioco. Gli strilli e le sgridate, se lo scopo è ottenere l’attenzione e giocare, aumentano l’eccitazione e confondono il cane e quindi bisogna evitare di reagire cercando di scacciarlo nervosamente o sgridandolo, perché il più delle volte si ottiene l’effetto contrario.
  • NON ABITUARE IL CANE A GIOCARE DIRETTAMENTE CON LE MANI, USARE SEMPRE DEI GIOCHI ADATTI
  • Se si gioca a tira-e-molla è bene usare oggetti appositi come tirelli e trecce che si trovano nei negozi per animali. I cuccioli amano molto questo gioco ma occorre gestirlo con attenzione per evitare che si eccitino troppo, mordano le mani o diventino troppo possessivi. Se il cucciolo esagera e non si calma basta abbandonare il gioco, non importa se temporaneamente il cane riesce a tenersi il gioco, a patto che sia un oggetto sicuro senza parti pericolose che possa ingerire. Anche attraverso questo gioco si può insegnare al cucciolo che controllandosi può continuare a giocare ma se non si controlla il proprietario perde completamente interesse e lo ignora.
  • Se si gioca con la palla è buona norma avere 2 palle identiche. Iniziare il gioco tirando una palla al cane e se non la riporta o non vuole lasciarla non inseguirlo per riaverla ma mostrargli la seconda palla e fare l’atto di lanciarla. Di fronte alla prospettiva di rincorrere la seconda palla la maggior parte dei cani lascerà immediatamente la prima. Se così non fosse aspettate comunque che lasci spontaneamente la prima palla prima di tirare la seconda. Lo scopo è rendere piacevole il gioco di interazione con la persona e togliere interessa alla ‘competizione’ per l’oggetto.
  • Il cane può essere stimolato ad “usare il naso” facendogli piste di croccantini in casa o in giardino. Indirizzandolo verso il primo croccantino dovrebbe poi attivarsi e cercare gli altri che avrete nascosto in posti sempre più difficili mano a mano che il cane diventa esperto in questo tipo di gioco.

Bisogna sempre ricordare che i cuccioli hanno molto più bisogno di giocare e di mordicchiare e quindi devono avere molti giochi da fare da soli oltre che con il proprietario o gli altri cani e molti oggetti da mordere. I giochi e gli oggetti da mordere, per consistenza forma e colore, vanno alternati in maniera che risultino sempre interessanti. È una buona idea far desiderare i giochi tenendone qualcuno da parte da dare come premio: quello che non si può avere sempre è più ambito! Anche giocare con gli altri cani è importante e fa parte del normale e sano processo di socializzazione con i componenti della propria specie. La cosa importante, soprattutto nel caso di cuccioli, è che se il nostro cane viene lasciato libero a giocare con altri cani si sia prima appurato che si tratta di soggetti abituati a interagire pacificamente con i loro conspecifici. In generale in cani sani e normali l’interazione libera all’aperto esita in giochi ‘canini’ come inseguirsi a vicenda, scappare via con oggetti in bocca, saltarsi addosso… l’importante è che nessuno dei cani si mostri intimorito dagli altri. Se ciò dovesse accadere, soprattutto se si tratta di un cucciolo, meglio con calma separarli chiedendo la collaborazione dell’altro proprietario. Importante non agitarsi e non sgridare i cani in queste situazioni, semplicemente allontanarsi col proprio cane dalla parte opposta rispetto all’altro.

A cura di Lorella Notari, Veterinaria

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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