31 MAGGIO – WORLD NO TOBACCO DAY 2015

postato da Nicoletta Carbone il 28.05.2015
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Il tema scelto quest’anno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per celebrare la Giornata Mondiale senza Tabacco di fine maggio è: “Stop al mercato illecito dei prodotti del tabacco”.

Gli obiettivi della campagna World No Tobacco Day 2015 sono legati al sensibilizzare sui danni alla salute causati dal traffico illecito di prodotti del tabacco, in particolare alla parte della popolazione più giovane e a basso reddito, per i quali il costo più basso della merce di contrabbando li rende maggiormente accessibili.

Il commercio illecito dei prodotti del tabacco, inoltre, permette a gruppi criminali di accumulare grandi ricchezze per finanziare altre attività di criminalità organizzata, compreso il traffico di droga, di esseri umani, di armi e il terrorismo. Lo scopo ultimo della giornata, quindi, è quello di promuovere l’utilizzo della Convenzione Quadro per il Controllo del Tabacco dell’OMS, per eliminare a livello mondiale il commercio illecito di prodotti del tabacco, attraverso la partecipazione attiva e concreta di tutte le parti interessate.

Diverse sono le iniziative programmate anche in Italia per l’importante appuntamento. Tra le più significative, la mattinata con le scuole che si svolgerà venerdì 29 maggio 2015 nell’aula magna dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, in cui anche quest’anno verranno illustrati ai ragazzi tutte le novità sui potenziali danni alla salute attribuibili al fumo (compreso quello elettronico di nuova generazione) e saranno effettuati esperimenti in diretta sulla pericolosità del fumo attivo e passivo, non solo negli ambienti chiusi ma anche all’aperto.

Di Roberto Boffi, pneumologo

La cura quotidiana del décolleté

postato da Nicoletta Carbone il 27.05.2015
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Per la cura quotidiana del décolleté sono ottime le spugnature e le docce con acqua fredda, alternate a spruzzi di acqua tiepida: all’effetto benefico del liquido si aggiunge quello sferzante esercitato dalla spugna o dal getto. La pelle del seno ha una bassa percentuale di ghiandole sebacee e tende a diventare secca e ruvida, con il rischio di una precoce comparsa di piccole rughe. Si può rimediare applicando ogni giorno creme idratanti con un leggero massaggio rotatorio.

E per il viso? Il gommage
Poiché il gommage è un trattamento molto delicato, è particolarmente adatto anche al viso. Si tratta di una crema che contiene alcuni ingredienti, come piccoli granuli del guscio di mandorla, in grado di catturare ed eliminare gli strati più superficiali di pelle morta. Inoltre, sono presenti sostanze lenitive e rinfrescanti, come l’olio d’oliva, capaci di rigenerare i tessuti, agendo anche come anti-età. Se usato due volte a settimana, il gommage aiuta il viso ad apparire più fresco e disteso.

A cura di Antonino Di Pietro, dermatologo plastico d i Milano, presidente Isplad

Come sconfiggere la fame nervosa

postato da Nicoletta Carbone il 25.05.2015
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Quello tra emozioni e cibo è un legame strettissimo. E sono innumerevoli gli stati d’animo che possono far scattare l’impulso a mangiare anche senza che ci sia la reale necessità di alimentarsi: il dispiacere per una lite in famiglia, il velo di insoddisfazione dovuto a un’incomprensione con il partner, il nervosismo per una critica immeritata del capoufficio. Vincere la fame nervosa è però possibile, a patto di conoscere e mettere in atto la strategia giusta.

Mangiare meglio per mangiare meno. In realtà, la prima causa della fame bollata come “nervosa” è spesso un modo sbagliato di alimentarsi. Se si introducono abitualmente alimenti poveri quanto a capitale nutritivo (come molti di quelli che affollano gli scaffali del supermercato), il cervello attiva il segnale dell’appetito per spingerci a ricercare le sostanze che mancano. Per salvarsi dalla voglia incontrollata di cibo è inoltre importante mantenere stabile il livello degli zuccheri nel sangue, in modo da evitare ricadute sulla produzione di certi neurotrasmettitori legati alle emozioni, quali serotonina ed endorfine. Limitare i dolci, consumare una colazione abbondante, abbinare proteine e carboidrati a ogni pasto e mangiare almeno cinque porzioni di frutta e verdura al giorno sono le prime cose da fare per andare nella giusta direzione.

L’integratore calmante: il magnesio. Agisce sull’ipotalamo, l’area del cervello che governa le funzioni involontarie, inclusa la percezione dello stimolo dell’appetito. Le proprietà antistress di questo minerale aiutano anche a placare quella tensione che fa da substrato agli attacchi di fame compulsiva. Il consiglio è scegliere formulazioni organiche di magnesio, che l’organismo riesce ad assorbire con più facilità (come il magnesio glicerofosfato, bisglicinato, oxiprolinato, gluconato) e assumere da 50 a 250 milligrammi al giorno di questo minerale.

L’erba benefica: la griffonia (Griffonia simplicifolia). Questo fitoterapico è una fonte naturale di 5 HTP (5-idrossitriptofano), una sostanza che nel corpo si trasforma in serotonina. Bassi livelli di questo neurotrasmettitore non solo nuocciono all’umore, ma disturbano anche la regolazione del senso di sazietà. Il pericolo allora è duplice: da un lato ci si avventa facilmente su dolci e prodotti da forno, nell’illusione che il potere consolatorio di certi cibi fornisca un antidoto alla malinconia, dall’altro si tende a mangiare di più. Chi rischia di svaligiare la dispensa ogni volta che si sente giù di corda può procurarsi le capsule di estratto secco di semi di Griffonia e prenderne un paio al dì.

La bevanda utile: il tè verde. Due o tre di tazze al giorno di infuso di Camelia sinensis contribuiscono a contrastare la fame nervosa grazie al contenuto di teanina, amminoacido dalle proprietà anti-ansia. C’è di più: se si punta a ridurre i chili di troppo già accumulati, il tè verde è un buon alleato, perché stimola il metabolismo. E in estate, sorseggiato freddo, sempre senza zucchero e con l’aggiunta di qualche fogliolina di menta, diventa anche una gradevole bibita dissetante.

A cura di Luca Avoledo, Naturopata

Born to run

postato da Nicoletta Carbone il 20.05.2015
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L’affermazione contenuta nel nostro titolo non è la pubblicità di una nota casa di scarpe da ginnastica o un album di Bruce Springsteen, ma una effettiva condizione a cui gli antenati dell’uomo si sono progressivamente adattati nel corso dell’evoluzione.

Correre per sfuggire ai pericoli o per inseguire una preda, alla ricerca del necessario nutrimento quotidiano.

Poi si sa come vanno le cose.

Niente è immutabile.

Almeno in una parte del globo.

Negli ultimi due milioni di anni sempre meno persone sono state costrette a inseguire la propria cena e l’uomo ha ridotto la pratica della corsa da collettiva e fondamentale attività di sopravvivenza a piacere individuale di percezione di benessere fisico.

Nella civiltà occidentale, a volte esageratamente medicalizzata, è abbastanza frequente imbattersi in persone che soffrono per il mal di schiena a cui è stato fortemente sconsigliato, se non decisamente vietato, di praticare la corsa per ridurre il rischio di peggiorare la situazione.

E’ proprio vero? O, almeno, cosa possiamo fare per comprendere la nostra reale situazione?

Partiamo dal principio che in letteratura scientifica non sono disponibili prove concrete che mettono in relazione diretta la pratica della corsa e il mal di schiena. L’idea che sta alla base di queste indicazioni si basa sull’istintivo ragionamento che la sollecitazione meccanica, generata dall’impatto del piede durante la corsa, scarica una forza sicuramente maggiore sulla colonna. Quindi se la colonna fa già male, due più due…

In realtà l’esperienza indiretta, grazie al contatto con tanti pazienti sofferenti per una lombalgia, (oltre a quella diretta), indica che questa ipotetica conseguenza dolorosa non è così automatica, anzi, la naturale iniezione in circolo di sostanze blandamente euforizzanti. la cui produzione è stimolata dal movimento, genera una sensazione di energia che, in tanti casi, si traduce con una ridotta percezione del dolore.

Allora corriamo o no?

Il consiglio è quello di non farsi smontare da prescrizioni nette. Se si escludono situazioni particolarmente gravi della colonna vertebrale che indicano decisamente la pericolosità della corsa, la cosa migliore è provare.

Con calma, per monitorare con attenzione le reazioni. Se dopo un ragionevole percorso la schiena non ci manda segnali negativi possiamo tranquillizzarci.

Perché non pianificare un graduale percorso di allenamento che ci porti a percepire almeno la fotocopia sbiadita della soddisfazione che dovevano provare i nostri antenati quando riuscivano a portare a compimento una ricca caccia dopo un lungo inseguimento?

A cura di Michele Romano, Fisioterapista Isico

Socializzazione e abitudine a vivere in un mondo pieno di stimoli diversi: gli strumenti per diventare un cane equilibrato

postato da Nicoletta Carbone il 18.05.2015
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Esiste un periodo nella vita del cucciolo che va dalle prime tre settimane ai tre mesi di vita durante il quale le esperienze fatte contribuiscono in maniera fondamentale a formare il carattere dell’animale.

Se durante questo periodo il cucciolo viene in contatto con tanti stimoli diversi si abituerà non solo a quegli stimoli ma soprattutto ai cambiamenti e alle novità, che come ben sappiamo possono essere infiniti.

Un cane abituato a diversi tipi di persone ( uomini, donne, bambini di ogni età, anziani che si muovono usando il bastone…) e di animali ( altri cani di razze diverse, gatti, altri animali domestici…) fin dalle prime settimane di vita sarà più socievole, non reagirà spaventandosi, eccitandosi o mostrandosi aggressivo quando viene portato in passeggiata o a casa di amici o in qualsiasi posto frequentato da persone diverse rispetto ai membri della famiglia. Si adatterà bene ai cambiamenti nella famiglia stessa, come per esempio la nascita di un bambino o l’arrivo di un ospite.

Allo stesso modo se il cucciolo si abitua a diversi tipi di rumori e di ambienti ( traffico, rumori casalinghi…) sarà più rilassato e gestibile in ogni situazione.

Il periodo sensibile è prezioso perché bastano poche esposizioni per accrescere le capacità di adattamento. Un cane, come una persona, può imparare e abituarsi a cose nuove per tutta la vita, ma questo processo è molto più lento e difficoltoso se durante i primi mesi è rimasto isolato o non ha ricevuto sufficienti stimolazioni. Moltissimi problemi di eccessivo timore, timidezza e aggressività derivano dalla scarsa stimolazione durante il periodo sensibile. I cuccioli vanno portati a spasso in luoghi diversi, a giocare con altri cani, a vedere e sentire bambini che giocano. Occorre metterli in contatto con la maggior parte di stimoli possibili: è il modo migliore per prevenire problemi futuri. Naturalmente siate graduali e non traumatizzateli, ma dovete essere coscienti che questo è il modo migliore per proteggerli per il resto della vita.

A cura di Lorella Notari, veterinaria

ESSERE SPECIALI… Semplicemente!

postato da Nicoletta Carbone il 13.05.2015
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Da ragazzo credevo che apparire, sentirsi, essere SPECIALI significasse apparire, sentirsi, essere DIVERSI.
Con gli anni ho scoperto che, al contrario, per essere speciali basta SEMPLICEMENTE essere se stessi!
Sembra facile ma in realtà è una delle imprese più complesse e difficoltose da mettere in pratica. I modelli che stimolano e soddisfano la nostra fantasia quasi mai coincidono con quel che siamo realmente, di conseguenza il conflitto che ne scaturisce crea disagio e frustrazione.
Passiamo gran parte dei nostri anni ad “adattare” alla nostra vita, cercando di renderli “su misura”, ABITI (di qualsiasi natura) scegliendoli spesso -ahinoi- tra i meno adeguati.
Uno spreco enorme di energie che, se direzionate nella giusta direzione, ci aiuterebbero a  raggiungere molto più velocemente (e sicuramente con minor fatica) quel benessere “psico-fisico” tanto agognato.
Tanti anni fa una mia saggia interlocutrice mi disse “Luigi, la più grande delle fortune non è nascere belli ma volersi bene”.
Devo esser sincero: non capii immediatamente il vero significato delle sue parole: probabilmente ero troppo giovane. Poi, non so come e quando, accadde quel che auguro a tutti: ho imparato a “volermi bene” con i miei “difetti” fisici e caratteriali, i miei “limiti” estetici e sentimentali e…improvvisamente compresi!
Nessuno è perfetto, eppure SIAMO TUTTI COSI’ SPECIALI!
Basta non diventare la brutta copia di un modello scelto solo perché “ci piace”.
Donne belle e “mediterranee” aspirano ad “un’immagine” partendo da una foto di Nicole Kidman… Bellezze “algide” sognano una pelle ambrata come quella della Campbell.
Da uno stimolo subdolo e forviante come questo, che risultati potranno mai ottenere?
Non dovremmo mai “snaturalizzare” quel che siamo: la nostra forza è nella nostra VERA natura! Se non siete arroganti non sforzatevi di diventarlo ma esaltate la vostra dolcezza….. Se siete caparbie e determinate non travestitevi da “agnellini”…
Di qualsiasi “pasta” siam fatti assecondiamo e, ancor meglio, stimoliamo la nostra predisposizione: e’ una pietra preziosa dal valore inestimabile!!!!
Siete “piccole”? conta la proporzione non l’altezza: non sarete mai “giunoniche” e allora?
Il vostro mito è Audrey Hepburn ma non siete né minute né eleganti?
Probabilmente, però, avete un seno prosperoso e sexy o un sorriso coinvolgente o chissà quale altra ricchezza che non pensate neanche di possedere e che invece potrà diventare la chiave del vostro “successo”!
Sentirsi bene nel proprio “involucro” (passatemi il termine) è determinante!
Vi siete mai chiesti perché uomini e donne belli, corteggiati, ricchi, famosi denunciano grosse difficoltà interiori?
La bellezza non è perfezione, la bellezza è principalmente uno stato d’animo che se riusciamo noi per primi a percepire si manifesterà palesemente agli occhi degli altri. Solo quando, però, “NOI” ci renderemo conto di esserlo, lo saremo davvero SPECIALI
…SEMPLICEMENTE!

A cura di Luigi Sutera, Consulente di immagine

Meditazione DNA ed invecchiamento

postato da Nicoletta Carbone il 11.05.2015
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Meditare per una vita in salute e più longeva

I nostri pensieri e la meditazione possono influenzare lo stato di salute del DNA e la velocità con cui invecchiamo. Ad affermarlo è un premio Nobel per la medicina, Elisabeth Blackburn che insieme alla psicologa clinica Elissa Epel ed altri ricercatori hanno studiato cosa succede nel corpo di chi fa meditazione di cui i monaci zen sono grandi esperti.

La Blackburn aveva vinto il Nobel per la scoperta della telomerasi, un enzima che protegge il DNA dall’invecchiamento attraverso i telomeri, una sorta di “cappucci protettivi” posizionati alle estremità dei cromosomi.

Col passare degli anni ed il susseguirsi delle moltiplicazioni cellulari il DNA va incontro a progressivi deterioramenti e questo è una delle cause dell’invecchiamento del corpo. Sono proprio i telomeri ad evitare la perdita di informazioni durante la duplicazione dei cromosomi. Col tempo però anche loro si deteriorano e così sfuggono al controllo alcuni errori nella duplicazione del DNA.

Ecco l’interessante scoperta della Blackburn e della Epel:

nelle persone abituate a meditare l’attività della telomerasi è significativamente più alta.

Si potrebbe dedurre, ma le ricercatrici vanno giustamente ancora caute, che nelle persone abituate a praticare la meditazione i processi di protezione dall’invecchiamento sono molto più attivi.

Sono ormai numerosi gli studi scientifici che dimostrano come la meditazione abbia numerosi effetti sul nostro corpo e sulla nostra vita in generale:  dalla pressione alta allo stress, dalla depressione ad un maggiore vitalità e chiarezza di emozioni e sentimenti fino all’aumento della vista o della materia grigia nel cervello.

Questi benefici non sono fuori dalla nostra portata. Spesso si tende a credere che la meditazione sia possibile solo in luoghi tranquilli immersi nel verde o solo se liberi dagli impegni del lavoro e dalla stanchezza, ma se già siamo tranquilli e in silenzio armonioso a che serve la meditazione?

Invece quello che anche lo zen e la Mindfulzen la pratica zen di consapevolezza propongono è una nuova visione della meditazione un nuovo modo di meditare proprio sulle basi della psicologia cognitivista e delle ultime ricerche scientifiche: ogni momento della nostra giornata possiamo trasformarlo in meditazione con tutti i suoi benefici, perché meditare per il nostro cervello, per la nostra mente e il nostro corpo non è necessariamente stare immobili in silenzio, anche se questa è l’immagine che tutti abbiamo della meditazione.

Il Fulcro della meditazione è la consapevolezza che ci porta nel momento Qui e Ora eliminando conflitti con lo stress tra quello che siamo e quello che vorremmo essere  e mettendo il corpo e la mente in un atteggiamento di tranquilla presenza mentale.

A cura di Tetsugen Serra, Maestro Zen

Lezioni da una ciclovia

postato da Nicoletta Carbone il 06.05.2015
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Per tenermi un po’ in forma, quando posso, vado a fare un giro in bici. Mi piace la ciclovia della valle Seriana, una strada bianca che affianca il fiume. Non è difficile ed è vicina. Ogni volta che vado, cerco di andare un po’ di più verso monte, prima di girare per tornare perché voglio aver fatto anche solo qualche centinaia di metro in più. Chiariamoci, faccio pochi chilometri, ma per me va bene.

Così ho fatto anche oggi. Ad un certo punto, sono arrivato a un’interruzione perché stanno facendo sei lavori. Per continuare ho dovuto fare un pezzo sul provinciale, con auto e camion, cosa che mi piace davvero poco.
La ciclovia spesso si separa, puoi decidere di fare il lato destro o sinistro del fiume e spesso puoi cambiare sponda grazie ai ponti, ma senza andare mai sulla strada normale.

Così nel ritorno, per evitare di dover rifare il provinciale, sono stato sull’altra sponda. Purtroppo fino a un’altra chiusura. Cioè anche in quella sponda c’era un’interruzione che mi ha obbligato a tornare sulla strada che volevo evitare.
Per tornare indietro ho persino dovuto rifare un pezzo con una bella salita, un po’ troppo impegnativa per le mie gambe. Poi un altro tratto di strada normale, con i relativi camion e auto, la cosa non mi piaceva.
Inoltre, in tutto il percorso altri ciclisti, spesso più vecchi di me ma più in forma, mi superavano, ero frustrato.
Sulla strada cercavo un modo per rientrare sulla ciclovia. Ogni viuzza che prendevo era a fondo chiuso e mi obbligava a tornare indietro. Certo, se fossi rimasto sulla strada, sarei arrivato prima, respirando un po’ di smog e non potendo sentire la mia musica (per strada spegno l’iPod).

Alla fine, dopo diversi tentativi falliti, sono riuscito a tornare sulla bella ciclovia e ho rimesso la mia musica. In realtà non l’ho mai tolta, ha sempre suonato nella mia testa.
Mentre pedalavo, pensavo alla metafora di questa esperienza, che come quella sul ghiacciaio o quella del surf di cui ho scritto, mi ha insegnato qualcosa (c’è n’è una anche sulle Dolomiti).
Come nella vita, le ciclovie, cioè le strade che prendi, hanno interruzioni. Certo puoi tornare indietro, oppure devi prendere una strada diversa, magari che non vuoi prendere perché piena di camion, auto, smog e altro.
Durante tutto il tragitto, verrai superato. A volte da persone più vecchie o apparentemente meno in forma. Chissà perché, forse sei stanco, hai la bici pesante e vecchia… non importa. Tu continua a pedalare, ascolta la tua musica e vai al tuo ritmo. Non sai perché loro vanno più veloce e non dovrebbe interessarti troppo. Focalizzati su di te.
Quando perdi la strada, forse perché era interrotta, farai fatica a ritrovarla. Certo, se rimani su quella conosciuta, ma meno bella e troppo scontata, sei sicuro.
Se prendi stradine nuove, spesso troverai fondi chiusi e dovrai tornare, facendo fatica e gestendo la delusione. Però, come per me oggi, forse troverai una spiaggetta che non conoscevi.

Fare cose nuove è difficile, faticoso e spaventoso, ma l’alternativa è stare sulla strada dove ci sono tutti e respirare lo smog del loro tubo di scappamento.

Alla fine, io oggi grazie a questa deviazione, ho fatto più chilometri, che era il mio obiettivo. Succede spesso nella vita.
Tu parti con un piano che dovrebbe portarti a raggiungere il tuo obiettivo, poi qualcuno o qualcosa ti cambia il piano. Ci rimani male, fai un po’ di casino, lavori un po’ di più e alla fine raggiungi il tuo risultato in modo migliore, rispetto al tuo piano originale.
Solo che te ne accorgi dopo.
Ascolta la tua musica, vai alla tua velocità, continua a pedalare, e tieni a mente la direzione dove stai andando.
Arriverai, probabilmente anche in un posto migliore. Nel frattempo, tra un fondo chiuso e l’altro, scoprirai qualche spiaggetta per la prossima gita.
Buona pedalata.

A cura di Claudio Belotti, coach

Ricordi di gioventù

postato da Nicoletta Carbone il 04.05.2015
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Ricordo perfettamente fatti di quando ero giovane e dimentico cosa ho mangiato ieri”. “Il primo amore non si scorda mai!” “Ah. le canzoni di una volta, quelle si che erano speciali!” Quante volte abbiamo detto o sentito queste affermazioni?
Ebbene, una ricerca condotta dal Montreal Neurological Istitute (Canada) ha trovato le ragioni che spiegano queste convinzioni.
Sappiamo che la corteccia frontale, responsabile tra l’altro anche del ragionamento critico e dell’inibizione, si sviluppa tra i 12 e i 20 anni. Nel frattempo, i centri sottocorticali dedicati ad elaborare le sensazioni e il piacere sono in pieno sviluppo.
Questa crescita “non sincronizzata” permette a tutto ciò che facciamo durante l’adolescenza di non venire completamente filtrato dal raziocinio, e pertanto le esperienze che viviamo si imprimono nella memoria “allo stato puro”. Mentre negli anni a venire si diventa più critici e si vede il mondo con gli occhi della ragione, attenuandone i connotati emotivi.
Ne consegue che le memorie della gioventù restano più vivide e assumono una coloritura emozionale.
Ecco perché risentire le canzoni della gioventù ci dona quel pizzico di piacere, e anche di nostalgia, dei bei tempi passati.

A cura di Alfredo Iannoccari, Assomensana

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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