Casco e capelli

postato da Nicoletta Carbone il 19.03.2015
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Per evitare che lo sfregamento del casco produca effetti negativi sulla nostra capigliatura, determinando una possibile caduta, può essere utile indossare un sottocasco calzamaglia in seta che impedirà il contatto diretto della calotta del casco con i capelli. In questo modo si potranno evitare anche le eventuali allergie causate dal contatto dell’imbottitura e rivestimento interno in fibre sintetiche con la cute del cuoio capelluto. Tali dermatiti sono le responsabili di fastidiosi pruriti ed eccessi di forfora in molti motociclisti.

A cura di Antonino Di Pietro, dermatologo plastico di Milano, presidente Isplad

I denti del giudizio

postato da Nicoletta Carbone il 16.03.2015
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I denti del giudizio sono di fatto i nostri “denti di scorta”, e la loro comparsa in bocca avviene in età adulta per compensare le abrasioni degli altri denti o la loro perdita. Dal momento che oggi manteniamo una dentatura integra per molti decenni , gli “ottavi” (i dentisti li chiamano così) spesso non trovano sufficiente spazio per erompere. Rimangono quindi semisommersi nella gengiva, o inclinati in posizione difficile da detergere e con la possibilità che si determinino carie, compressione dei tessuti molli (pericolosa soprattutto se associate al fumo e al consumo di superalcolici) e precontatti dentali.  A meno che i denti del giudizio non siano perfettamente allineati nell’arcata, situazione non frequente, conviene quindi considerarne l’estrazione, tenendo presente che proprio a causa della loro conformazione e posizione possono richiedere un approccio chirurgico indaginoso.
ancora:
Statisticamente il 100% dei denti del giudizio, se malposizionati, nel corso della vita del paziente darà origine ad un problema, che può essere di moderata entità o, in certi casi, anche grave.
Gli “ottavi” ben allineati, in assenza di una tasca gengivale dietro gli inferiori e in presenza di un’ottima igiene orale, possono rimanere al loro posto per tutta la vita. Se però la mucosa della guancia viene “pizzicata” fra i denti e si irrita o diventa spessa e biancastra, allora di nuovo è indicata l’estrazione, specialmente se il paziente assume alcoolici o fuma (rischio precancerosi). Quindi ci sono molte buone ragioni per estrarli, ma essendo un intervento invasivo e non privo di complicanze, bisogna essere certi che sia davvero necessario, cioè non sempre!
Il fatto che i denti del giudizio non diano fastidio, non implica necessariamente che vada tutto bene: daranno fastidio nel momento meno opportuno!
In aggiunta, direi che la prima cosa da fare è chiedere un parere al dentista che, probabilmente, chiederà di eseguire una radiografia panoramica: è un esame con il quale si possono vedere , oltre ai denti, anche le basi ossee in cui sono inseriti, compresi i denti del giudizio ancora inclusi, cioè nascosti sotto la gengiva. A seconda dello spazio che ha a disposizione il dente nell’arcata, per erompere, e della complessità dell’eventuale estrazione, valuteranno insieme la scelta più adatta per il paziente, ma no c’è una regola valida per tutti.
Infine, i denti del giudizio possono spuntare ad ogni età, cominciando dall’età adulta (sono i denti “di scorta”), ma possono comparire anche in età avanzata, magari dopo che si sono persi i denti accanto, se questi ultimi ne ostacolavano l’eruzione.
Negli adolescenti si possono estrarre quando sono ancora in germe e non hanno le radici, con un piccolo intervento in anestesia locale, invasivo, ma meno di quanto sarebbe l’estrazione di un dente incluso completo di radici.

A cura di Alessandro Nanussi, odontostomatologo

Sopracciglia: che passione!

postato da Nicoletta Carbone il 11.03.2015
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Le “tendenze” condizionano (spesso con risultati imbarazzanti) la linea e lo spessore delle sopracciglia.
E’ un errore che costerà caro a chi, per essere alla moda, sceglierà di seguirla
senza tener conto di “adeguatezza e proporzione” perché, una volta depilate (se deciderete di farle ricrescere) le sopracciglia non ritroveranno più la linea originaria, spesso bella e sottovaluta!
Quindi ATTENZIONE perché le sopracciglia sono un elemento fondamentale per l’armonia del volto e perché sottolineano lo sguardo e definiscono l’ occhio.
Di seguito piccoli consigli che spero contribuiranno ad evitare gli errori più frequenti:
- sopracciglia sottili se avete la fronte bassa: danno “leggerezza ed apertura” al viso ed allo sguardo.
- sopracciglia folte per chi ha la fronte molto spaziosa ed occhi particolarmente grandi e/o sporgenti: riequilibrano le proporzioni.
- sopracciglia corte per mettere in risalto occhi piccoli e visi scarni e minuti.
- sopracciglia lontane dal naso addolciscono e “riproporzionano”, allontanandoli, occhi vicini.
- sopracciglia vicine al naso per ridurre un’ evidente distanza degli occhi e sottolineare lo sguardo.
Eventuali “correzioni” vanno fatte in maniera naturale e mirata e con gli attrezzi giusti.
Per “riempire” vuoti o “ricostruire” zone inesistenti utilizzate una matita per sopracciglia dalla mina mediamente dura (resisterà più a lungo) e tortora, ovviamente di un’intensità il più possibile simile alle vostre sopracciglia.
A tal proposito, non scegliete la tonalità della matita provandola sulla mano: le nuances delle matite per sopracciglia sono poco “seducenti” quindi potreste scartare quella giusta per sceglierne una gradevole in scrittura ma sbagliata in resa: provatela direttamente sulle sopracciglia!
Alle più brave suggerisco di utilizzare, al posto della matita, “cere” e “polveri” che ormai facilmente si trovano in commercio ma, pur essendo molto accattivanti, queste richiedono una manualità ed una predisposizione maggiore: fate attenzione!
Per “domare” sopracciglia ribelli utilizzate specifici fissatori. Sono “gel” che si applicano con l’apposito scovolo quasi sempre in dotazione. Fatelo con un movimento “lento”, seguendo e “accompagnando” la naturale direzione dei peli.
Otterrete così sopracciglia ordinate ed in “piega” tutto il giorno.

A cura di Luigi Sutera, Consulente di immagine

Diete iperproteiche: luci ed ombre

postato da Nicoletta Carbone il 09.03.2015
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Nel giugno 2012 il British Medical Journal ha pubblicato un interessante editoriale sugli effetti delle diete iperproteiche a breve e lungo termine. Di seguito sono riassunti i punti centrali dell’editoriale. Gli studi sugli effetti a breve termine delle diete iperproteiche hanno evidenziato la loro capacità di determinare una riduzione dei livelli plasmatici di trigliceridi, di emoglobina glicata, di concentrazione di insulina così come la riduzione della pressione sanguigna sistolica. Tali effetti determinano a loro volta un miglioramento in condizioni quali il diabete di tipo 2 e la steatosi epatica non alcolica.
Sugli effetti a lungo termine il dibattito è molto acceso in relazione al fatto che studi prospettici mostrano un’associazione di tali diete con una maggior mortalità per malattie cardiovascolari.
Nello specifico uno studio prospettico svedese (Lagiou P et al,BMJ 2012;344:E4026) ha analizzato l’associazione tra l’aderenza a una dieta iperproteica e l’incidenza di malattie cardiovascolari in una coorte di 43.396 donne magre seguite per circa quindici anni. Tale studio ha mostrato che una maggior aderenza a una dieta iperproteica è correlata a una maggior incidenza di malattie cardiovascolari indipendentemente dai comuni fattori di rischio.

A cura del Dott. Marco Temporin, Medico Nutrizionista, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva presso il C.M.S.R VENETO MEDICA di Altavilla Vicentina

Abituiamoci ad usare bene la testa

postato da Nicoletta Carbone il 05.03.2015
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Una dei pericoli che spesso viene paventato per la perdita precoce della salute e della funzionalità del collo è la nefasta attitudine di tenere troppo spesso la testa piegata in avanti.

Il concetto è giusto.

Il nemico più frequente della colonna vertebrale è  il mantenimento  di posizioni tendenzialmente fisse per lunghi periodi di tempo. Non bisogna sottovalutare che questi problemi sono ancora di più evidenti quando le posizioni mantenute, per tempi troppo prolungati, non sono adeguate alla forma delle articolazioni eccessivamente stressate da questa costanza d’appoggio.

Per il collo, per esempio, la forma delle vertebre e delle articolazioni che costituiscono la colonna  cervicale  prevedono la loro corretta sovrapposizione con la formazione di una naturale curva a concavità posteriore; quella che viene definita lordosi cervicale.

A livello del collo, però, succede molto spesso che questa condizione non viene mantenuta, proprio  per l’atteggiamento posturale che utilizziamo e che troppo spesso richiede la necessità di tenere la testa piegata in avanti a causa delle nostre attività quotidiane.

In questa posizione, la fisiologica curva si inverte e la colonna cervicale si presenta con una curva inversa a quella fisiologica.

Negli ultimi anni, quando l’utilizzo degli strumenti elettronici come computer, telefonini e tablet è diventato sempre più comune, si è cominciato a identificare, fra le controindicazioni legate al loro indiscutibile abuso, anche l’accentuazione del problema appena descritto.

Sono stati compiuti anche studi che hanno quantificato le disfunzioni legate ad un uso eccessivamente frequente dei tipici strumenti di comunicazione moderni. E’ stato calcolato, per esempio,  che se si tiene piegata la testa avanti di circa 60°, la tipica posizione che usiamo per mandare un sms o per giocare con il tablet,  sulla nostra testa gravano 27 Kg. Lo stesso peso medio si un bambino di 8 anni.

Se si legge acriticamente il dato l’impressione è che dovremmo al più presto bandire questi strumenti diabolici, per evitare di trasformarci in inconsapevoli muli da soma, a rischio costante di  creare incoscientemente problemi al nostro collo.

In realtà,  se si osserva la realtà che ci circonda e si fa mente locale alle condizioni ambientali anche dei nostri progenitori ci accorgiamo che tenere la testa piegata in avanti è una necessità praticamente inevitabile a causa della nostra caratteristica di specie che utilizza le mani per quasi tutte le normali attività. Sia quando lavoriamo, che quando ci rilassiamo non manteniamo, per lo più, la testa dritta.

Una volta usavamo la penna, oggi quasi sempre le tastiere ma la situazione è cambiata sostanzialmente poco.

Cosa potremmo fare?

Un suggerimento è quello di  praticare regolarmente qualche semplice esercizio che consenta di invertire la tendenza e aiuti le vertebre del collo a  ritrovare un appoggio differente e di corretta distribuzione del carico.

Come?

Poggiare le mani nell’incavo del collo, esercitare una piccola pressione in avanti, mentre estendiamo la testa e guardiamo verso l’alto. Da ripetere 12 volte.

A cura di Michele Romano, Fisioterapista Isico

Meditazione di consapevolezza per i nostri figli

postato da Nicoletta Carbone il 02.03.2015
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La pratica della consapevolezza e meditazione non si rivolge esclusivamente agli adulti che ricercano l’essenza della vita o che devono recuperare l’armonia da una vita stressata.  Se pensiamo al bambino  come a una piccola creatura spensierata in un mondo privo di stress, allora le parole meditazione e consapevolezza servono  a ben poco. Ma, a pensarci bene, non è proprio così. I bambini di oggi portano dentro di sé ansie e frustrazioni del contesto in cui crescono.

La meditazione nei bambini  ha   come finalità quella di ricercare uno spazio interiore  senza i   stress e conflitti che già da piccoli si hanno e che iniziano a sedimentarsi e da adulti diverranno cronici. Chiudere  fuori dalla mente la frenesia e l’agitazione dei tempi moderni, lo stress dei mille impegni che i genitori programmano per il….bene dei propri figli.

La meditazione consapevole per bambini dunque rappresenta una pratica educativa per quei piccoli soggetti che sperimentano l’alienazione e la difficoltà di una realtà frammentata, come il vivere nelle classi multietniche che se da una parte è una profonda ricchezza culturale e aiuta il bambino ad aprire la mente, dall’altra è uno stress perché va contro ai modelli che il bambino sino a quel momento ha appreso.

Questo interesse per i giovanissimi viene mutuato dalla psicologia infantile e dalle tecniche educative. Un apprendimento utile, come quello della conoscenza di sé, è infatti più facile se sperimentato fin da piccoli.

DAL GIOCO ALLA MEDITAZIONE

Si possono escogitare per i bambini delle forme di meditazione specifiche per le loro esigenze differenziandosi in parte da quella degli adulti. Quindi anche la  meditazione dovrà essere attiva

Molte sono  le  forme di meditazione per bambini, che sperimentano l’uso del corpo, mediante la respirazione, lo Yoga per bambini è una di queste meditazioni corporee, ma in casa senza essere insegnanti di meditazione possiamo far fare meditazione ai nostri figli in mille modi che forse oggi consideravamo solo giochi o semplici svaghi.  Dipende come sempre dalla  consapevolezza con cui facciamo noi e facciamo fare ai bambini le cose.

Recuperare giochi come modellare l’argilla o semplicemente il vecchio Das, certamente che l bambino tende a giocare con i videogiochi, ma sta nella vostra fantasia inventare un videogioco con la plastilina, o con il cartone e carta da ritagliare, l’attenzione manuale, la fantasia e creatività che metterà in atto il bambino, scaricherà la sua tensione, e svilupperà endorfine del piacere più che nei videogiochi. Far disegnare un bambino costruendo assieme a lui una storia, non riempiendo degli schemi già disegnati, costruite storie partendo dai video giochi, fateli uscire dal piccolo schermo e interfacciateli disegnandoli e colorandoli e ritagliandoli e facendoli andare per tutta la casa, magari anche portandoli a scuola.

Tutte queste sono tecniche molto semplici mediante le quali il bambino sperimenta la calma della mente meditativa attraverso il gioco. La sostanza dell’atto meditativo, nel bambino come nell’adulto, è rappresentata dal gesto dell’abbandono: ogni pensiero, ogni emozione, ogni sensazione, prima vissute con conflitto con la realtà come spesso tra i videogiochi e il presente reale,  verranno abbandonate  perché saranno parte della realtà creata dal bambino stesso e non solo della fantasia. Non si inducono pensieri particolari nella meditazione giocosa con i bambini, ne si vuole controllare  le emozioni  o le sensazioni, ma si cerca di condurre la consapevolezza su ciò che si sta vivendo nel presente il presente prende forma dalla fantasia, dalla creatività e dalle mani del bambino stesso.

I BENEFICI

La meditazione consapevole aiuta i bambini a mantenere e  sviluppare l’attenzione qui e ora, a non disperdere quelle potenzialità energetiche che tutti i bambini hanno ma che con il passare del tempo vengono assorbite da mille cose inutili che la disperdono, in sostanza mantenere aperto nel bambino la consapevolezza di cosa lui vera-mente vuole per  evitare di volere quello che gli altri gli dicono di volere.

I bambini sono frenetici, si sa. Questo perché vengono strattonati da una tempesta di pensieri e stimoli e reagiscono fisicamente con agitazione proprio per scaricare tutta questa tempesta di pensieri, ed emozioni.

Educare un bambino vuol dire soprattutto evitare che si allontani dal proprio centro, che non soffochi tutte le potenzialità che tutti avevamo da piccoli.

Tutti o quasi i videogiochi vanno bene e possono avere la loro funzione educatrice, ma non dimentichiamo che l’uomo è mente corpo e coscienza e tutto va nutrito niente soffocato aiutare il bambino a coltivare la propria emotività e la propria spiritualità lo aiterà a rimanere aperto e consapevole. Nulla va perduto e, una volta adulti, ciò che siamo riusciti a mantenere sarà la nostra ricchezza.

Io gioco ancora,

per non perdermi nella mia  crescita,
Io gioco ancora,
senza motivi certi,solo per il piacere di farlo
solo per il piacere di vivere

Io gioco ancora,                                                                                                                                                         per poter correre ancora,avere dei sogni e ridere di niente,

Io gioco ancora,
senza età ne vincoli,senza sicurezze solo istinti
gioco per non crescere troppo e perdere la purezza
(Consapevolmente zen)

A cura di  Tetsugen Serra, Maestro Zen

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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