Le nuove tendenze di terapia: la Home-Therapy

postato da Nicoletta Carbone il 26.02.2015
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E’ partita dagli Stati Uniti ma finalmente si sta diffondendo anche in Italia la Home-Therapy, cioè la possibilità di utilizzare vari strumenti terapeutici direttamente a casa,  ovviamente sotto stretto controllo medico. Qualche mese fa il Sole 24 ore aveva analizzato questa nuova tendenza, che permette di effettuare una cura efficace, nella propria casa, risparmiando tempo e soldi. Nel campo della cura della pelle e dei capelli sono disponibili alcuni strumenti specifici che permettono di effettuare una terapia domiciliare per le principali malattie cutanee (dall’acne a varie forme di dermatite, dall’alopecia androgenetica alle forme più gravi come l’alopecia areata e quella cicatriziale, all’invecchiamento cutaneo) con strumenti come la dermoforesi o la terapia fotodinamica, o la cura con creme medicinali o cosmetiche fatte fare “su misura” a seconda delle necessità di ognuno.
La dermoforesi è una tecnica che sviluppa un campo elettrico attraverso gli strati della pelle, permettendo la penetrazione di qualsiasi principio attivo (medicinale o cosmetico) ad alte concentrazioni e in tempi velocissimi: per esempio la cura dell’alopecia androgenetica o dell’acne richiede applicazioni giornaliere (a volte addirittura due volte al giorno) di lozioni o di creme che ungono i capelli o irritano la pelle, per almeno tre mesi. Con la terapia domiciliare con dermoforesi bastano 5 applicazioni a giorni alterni, risolvendo il tutto in 10 giorni, senza rischi di effetti collaterali (le sostanze rimangono solo nella pelle) o fastidi estetici.
La terapia fotodinamica serve per curare l’acne, diverse forme di dermatite (atopica, da contatto, seborroica), o i sintomi dell’invecchiamento cutaneo, abbinando l’applicazione di principi attivi poi attivati da sedute di “luce” con specifiche lunghezze d’onda.
Il tutto ovviamente con il controllo del medico che la prescrive, nella propria casa, negli orari più comodi. Il costo spesso è più basso delle stesse terapie fatte in ambulatorio.
Una nuova tendenza terapeutica decisamente utile.
A cura di Fabio Rinaldi, Specialista in Dermatologia

Mangiar sano con le spezie

postato da Nicoletta Carbone il 23.02.2015
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Quando si decide di seguire un regime alimentare più sano, forse una delle difficoltà maggiori è quella di abituarsi a sapori nuovi che una corretta nutrizione richiede. Mangiar sano, infatti, significa anche regolare la quantità di condimenti, soprattutto sale e zucchero, con cui siamo soliti insaporire gli alimenti. Quindi, per molti sana alimentazione è sinonimo di totale assenza di gusto.
Eppure c’è un modo molto semplice per preparare piatti sani senza rinunciare al sapore: usare le spezie, degli alimenti che contengono diverse proprietà benefiche e che, allo stesso tempo, permettono di insaporire le pietanze al posto del sale e dello zucchero.
Una delle spezie cui sono riconosciute maggiori qualità è di sicuro la curcuma, la spezia che conferisce al curry il suo caratteristico colore giallo. Contiene una particolare sostanza, la curcumina, nota per essere un potente antinfiammatorio e per le sue proprietà antiossidanti. Una ricerca australiana, inoltre, avrebbe dimostrato gli effetti benefici della curcumina anche sulle capacità cognitive. Questa sostanza aiuterebbe, infatti, a ridurre il senso di stanchezza, migliorare l’attenzione, la memoria e perfino l’umore. Per favorire l’assorbimento della curcumina è sempre bene associare la curcuma con il pepe nero.
Chi ama il piccante, sarà felice di sapere che il peperoncino di Cayenna contiene una particolare sostanza, la capsaicina, che favorisce l’abbassamento del livello di colesterolo-LDL e della pressione arteriosa. La capsaicina possiede anche proprietà analgesiche che sono molto utili in caso di artrite e dolori articolari. La capsaicina è stata oggetto anche di uno studio statunitense che avrebbe dimostrato come questa sostanza possa aiutare la prevenzione del tumore al colon-retto.
Dal salato al dolce. La cannella è un valido sostituto dello zucchero, per esempio nelle macedonie di frutta. Le qualità aromatiche della cannella si associano alla sua capacità di regolarizzare la glicemia, cioè la concentrazione di zuccheri nel sangue.
Tutte queste spezie, possono essere usate anche come integratori alimentari proprio per beneficiare appieno delle loro proprietà.

A cura di Filippo Ongaro, medico

Processi mentali per tenere la stabilità

postato da Nicoletta Carbone il 18.02.2015
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Il dott David Di Salvo neuroscienziato americano, afferma che il cervello metta in atto diversi processi per avere sempre queste 10 cose. Non tutti concordano con lui.
1. Certezze
Il nostro cervello ama la stabilità. L’incertezza costituisce una minaccia: man mano che aumenta, si attiva l’amigdala (risposta alla minaccia) e diminuisce l’attività dello striato ventrale (risposta di ricompensa). Per il cervello è una condizione di malessere.
2. Chiusura cognitiva
La ricerca di certezze può portarci a diventare intransigenti, ad assumere una posizione e a tenerla anche se arrivano prove che confutano le nostre credenze. Gli psicologi la definiscono “chiusura cognitiva”: ma secondo uno studio di un team di psicologi tedeschi e italiani, gli individui meno sensibili al bisogno di chiusura cognitiva riescono a risolvere i problemi meglio della loro controparte.
3. Schemi
La mente ama gli schemi ricorrenti (esempio: lo schema dell’estate a base di mare, caldo, vacanze). E quando a uno schema manca un elemento, tendiamo a mettercelo noi, come spesso accade nelle illusioni ottiche.
4. Controllo o illusione?
Abbiamo anche la tendenza a credere di aver il controllo su tutta una serie di cose che in realtà ci sfuggono, come per esempio l’uscita di numeri favorevoli al casinò o alla lotteria, fino a credere di avere una strategia efficace che ci farà vincere. Per gli psicologi non è che illusione del controllo. (BIAS)
5. Occasioni
Il cervello si è evoluto prendendo decisioni nel mondo reale, cercando di prevedere minacce e ricompense immediate. Risultato: abbiamo una certa difficoltà a vederci proiettati nel futuro. Quando questo aspetto si somma al desiderio di una ricompensa immediata non è sempre un bene: possiamo cadere nelle trappole dei venditori che ci propongono occasioni “da prendere al volo”.
6. La testa tra le nuvole
Il mind wandering, ovvero trascorrere le ore di veglia con la testa tra le nuvole, secondo DiSalvo riguarderebbe il 30/50% di noi. Ma il cervello è in grado di assimilare informazioni anche in modalità automatica, e persino di risolvere problemi. Si tratta di una importante funzione adattativa (che però non va assecondata troppo).
7. Identità
Abbiamo a disposizione delle identità secondarie, distinte da quella che occupa la maggior parte delle ore di veglia. Questo spiega per esempio il successo dei giochi di simulazione (online e offline).
8. Surrogati
Alcune ricerche condotte dall’Università di Buffalo, negli Usa, hanno analizzato l’ipotesi secondo la quale spesso usiamo le tecnologie (tv, internet ecc.) per provare un sentimento di appartenenza che la vita reale non riesce sempre a soddisfare. Una sorta di “vaccino digitale”. Dai risultati di un esperimento, gli studiosi di Buffalo hanno compreso che un programma televisivo di nostro gradimento può funzionare persino come protezione dal crollo dell’autostima e dal sentimento di abbandono che seguono la fine di una relazione.
9. Bisogni emotivi
Secondo lo psicologo John Cacioppo, la solitudine non dipende dal numero di persone che abbiamo intorno, ma dall’incapacità di ottenere dagli altri ciò di cui abbiamo bisogno emotivamente. Ecco perché ricorriamo a personaggi virtuali per l’appagamento dei nostri bisogni. E più ci affidiamo a loro, più il nostro cervello li ritiene “rilevanti”, sebbene non siano reali (o non abbiamo con loro rapporti nella realtà). «Siamo animali guidati dal bisogno e cerchiamo la via meno ardua per ottenere ciò che ci serve», scrive DiSalvo, «in qualunque forma ci si presenti, e l’immersione nella dimensione digitale ci fornisce la via più agevole che (droghe a parte) sia mai stata inventata.»
10. Chi disprezza…
Uno studio pubblicato nel 2012 sulla rivista Psychological Science ha dimostrato che se il desiderio di qualcosa (o qualcuno) viene frustrato, inizieremo a provare emozioni negative verso di esso. Il che non significa un rifiuto: piuttosto cercheremo di ottenere la cosa (o la persona) desiderata anche se non ci interessa più. Secondo DiSalvo «è un’esperienza che tutti conosciamo bene: se desideriamo una cosa ma non riusciamo a ottenerla, allora la vogliamo».
A cura di Claudio Belotti, Coach

San Valentino, festa di Cuore & Mente

postato da Nicoletta Carbone il 16.02.2015
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In occasione della Festa più glamour dell’anno, Assomensana desidera lanciare un messaggio a tutti gli innamorati, riguardante la coppia più inossidabile che c’è: cuore e mente. Prendetevi cura dell’uno attraverso l’altra, e viceversa! Il legame tra i due protagonisti della vita umana è innegabile e indissolubile, anche perché, secondo le ultime ricerche scientifiche, mente e cuore si influenzano a vicenda, tanto che se uno dei due sta male, anche l’altro ne risente.
Un cuore in salute garantisce condizioni cognitive migliori e una mente sempre brillante mantiene “più elastico” il meccanismo cardiovascolare. Diventa perciò importante occuparsi di entrambi, contemporaneamente e il più presto possibile. E chi festeggia San Valentino ha una marcia in più: ”Quando si è innamorati di qualcuno attiviamo sia il cuore sia la mente. Si vede la vita con occhiali “rosa” e l’ottimismo dato dall’amore predispone alla longevità fisica e intellettiva”. Per la salute di cuore e mente, bisogna: nel primo caso, condurre uno stile di vita corretto, rispettando le regole fissate dai cardiologi, e, nel secondo, seguire l’apposito fitness mentale, ideato da Assomensana, che prolunga lo stato di grazia proprio dell’innamoramento.
Un grande studio dell’Università dell’Illinois, finanziato dai National Institutes of Health e condotto su 5.100 adulti, ha dimostrato che, rispetto ai pessimisti, chi vede “roseo” ha il doppio delle possibilità di avere un cuore sano. Non a caso gli ottimisti manifestano livelli di glicemia e di colesterolemia migliori, fanno più attività fisica, fumano meno e conservano una bella linea».
Ma per mantenere in forma cervello e cuore è necessario occuparsi della salute cardiovascolare secondo i “Life’s Simple 7” proposti dall’AHA-American Heart Association: «I sette passi sono: Non fumare; Avere una sana alimentazione; Fare una moderata attività fisica; Mantenere un corretto indice di massa corporea; Mantenere valori normali di pressione arteriosa; Avere livelli ideali di colesterolo e mantenere valori regolari di glicemia. Gli studiosi hanno visto che i soggetti con un cuore non in salute presentano una probabilità di manifestare deficit della memoria doppia rispetto a chi si prende “a cuore” con uno stile di vita adeguato. Le abilità cognitive maggiormente colpite risultavano essere la memoria e l’apprendimento».
E allora, mettiamo la testa a beneficio del cuore e … buon San Valentino!

A cura di Giuseppe Alfredo  Iannoccari, Assomensana

I sentimenti nella stanza dello psicoterapeuta

postato da Nicoletta Carbone il 11.02.2015
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E’ come se non ci fosse più tempo per i sentimenti veri. Da un lato, per un disfunzionale eccesso di pudore,  preferendo alcune persone andarsi a nascondere dietro i luoghi comuni, magari anche per la legittima paura di essere giudicati negativamente, se si fosse sinceri. Dall’altro lato, per il timore di essere esclusi, o considerati noiosi, o di essere totalmente inascoltati, sia pure con un’apparente educata e finta attenzione dell’interlocutore, che potrebbe nascondere una umiliante e nascosta strafottenza esagerata.
Ecco che allora la stanza dello psicoterapeuta diventa uno dei luoghi deputati al parlare di sentimenti veri.. finalmente ne posso parlare con qualcuno che mi ascolta, che sta attento, che mi risponde con sincerità e competenza, che si ricorda di quel che gli ho detto prima..
Ma quali sono i sentimenti di cui le persone parlano nella stanza dello psicoterapeuta?
Innanzi tutto, parlano d’amore: amore romantico e passionale prevalentemente; poi amore verso i genitori e verso i figli; ma anche amore per gli amici, amore verso il lavoro, amore per il successo, il fascino, talvolta il potere, comunque per l’auto-realizzazione in qualsiasi modo intesa. Tuttavia le persone che amo e quelle da cui vorrei essere amato restano spesso il tema principale delle conversazioni terapeutiche. Nel passato, nel presente e nei progetti, speranze e preoccupazioni per il futuro. Tuttavia, per parlare efficacemente di sentimenti, intanto occorre sapere alcune cose sulla società nella quale ci muoviamo, con il suo caos delle relazioni amorose. Poi, occorre conoscere quali sono i valori che animano le persone, e in quale gerarchia i valori sono posti nella mente e nel cuore di ognuno di noi. E a questo punto occorre fare i conti con la nostra storia individuale e con le conclusioni che, a torto o a ragione, consapevoli o inconsapevoli, abbiamo tratto dalle esperienze passate.
Mentre invece, per migliorare i sentimenti positivi e rimpicciolire quelli negativi occorrono diverse competenze. A volte proviamo troppi sentimenti negativi perché non sappiamo bene come comportarci, come valutare gli episodi che sono per noi significativi, come interagire con le altre persone rispettando noi stessi ma anche loro. Possiamo essere troppo egocentrici, oppure troppo sottomessi, oppure troppo narcisisti a vuoto, oppure troppo rabbiosi nelle interazioni, senza accorgercene, e se non ce ne accorgiamo non interpretiamo adeguatamente quel che succede e non possiamo rimediare ai nostri errori involontari.
Un incremento delle competenze: cognitive, emotive, comportamentali, interpersonali e sociali; con un corrispondente aumento della consapevolezza e un’efficace dose di auto-critica compassionevole: né troppa, né troppo poca. Questo è uno dei risultati di una psicoterapia ben strutturata, che migliora le capacità di amare e di entrare in relazione soddisfacente con un discreto numero di persone. Elaborando adeguatamente i traumi e le esperienze negative del passato e imparando a riconoscere, esprimere adeguatamente e modulare le emozioni. Emozioni che rappresentano gli strumenti di bordo della persona, e che ci aiutano, se ben utilizzate, a stabilire dove vogliamo andare e con chi vogliamo andare nei 100 anni che abbiamo a disposizione.
Riprendiamoci quindi il tempo necessario per parlare di sentimenti e di emozioni e cerchiamo di capire come siamo fatti e che effetto facciamo sugli altri che per noi sono importanti. E impariamo a costruire le relazioni d’amore in un modo più efficace e piacevole. Anche a questo serve la psicoterapia.
Un libro appena pubblicato per saperne di più: a cura di Francesco Aquilar, Parlare d’amore. Psicologia e psicoterapia cognitiva delle relazioni intime, Edizioni Franco Angeli, Milano.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Napoli, presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale (AIPCOS)

Cellulite e alimentazione

postato da Nicoletta Carbone il 09.02.2015
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L’alimentazione può incidere in modo significativo sull’insorgenza della cellulite. Responsabile della pelle a buccia d’arancia non è tanto un tipo di alimento quanto il modo in cui il cibo viene preparato. Responsabili della cellulite sarebbero infatti i cosiddetti ‘Ages’, advanced glycation end products, sostanze tossiche che si formano  dalla manipolazione degli alimenti  e dalla tecnologia di produzione industriale, oltre che ad alcuni metodi di cottura casalinga. Se ne è discusso a Roma, in occasione del 34esimo congresso nazionale della Società nazionale di Medicina Estetica. Questi  composti molecolari aggressivi agiscono sui recettori delle membrane cellulari dei fibroblasti, le cellule della pelle, sul collagene e sugli adipociti alterando il tessuto connettivo, il sistema venoso, arterioso e linfatico.

A cura del Dott. Marco Temporin, Medico Nutrizionista, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva presso il C.M.S.R VENETO MEDICA di Altavilla Vicentina

Dentista normale o specializzato per bambini

postato da Nicoletta Carbone il 05.02.2015
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Anche se è utile una specializzazione specifica, ogni dentista deve conoscere la pedodonzia di base, anche se alcuni approfondimenti richiedono dei corsi specifici. Di certo il contesto deve essere adeguato e tranquillizzante, valuti il genitore se un ambito dedicato sia troppo ” giocoso” dato che alcune terapie sono comunque sgradevoli, conta soprattutto il buon carattere dei sanitari
- quali sono i problemi sui quali bisogna intervenire tempestivamente e quando si può invece temporeggiare
La problematica ortodontica si valuta in genere verso i 5 anni, ormai spesso il bambino viene valutato anche dal punto di vista posturale e pediatrico, anche presso strutture pubbliche (ad es il policlinico di Monza e l’univ mi-bicocca, dove esiste un centro odonto-pediatrico di cui faccio parte).
- apparecchio, quale, quando e perché
quale? quello giusto secondo l’età e il problema, sempre meglio affrontare la diagnosi precocemente (5/7 anni) per intercettare le anomalie con apparecchi cranio-ortopedici, a volte mobili, che mettono a posto il rapporto fra le basi ossee dei mascellari superiori e inferiori e possono evitare il successivo ricorso alla più impegnativa e costosa ortodonzia fissa.

A cura di Alessandro Nanussi, odontostomatologo

La leggerezza dell’ essere….truccate bene

postato da Nicoletta Carbone il 03.02.2015
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Ho sempre identificato il termine “leggerezza” con un concetto di benessere, mai di superficialità.
Leggerezza, di conseguenza , per me vuol dire sempre e soltanto valore aggiunto.
Se preferite sentirvi dire “COME STAI BENE” piuttosto che “COME TI SEI TRUCCATA OGGI?” (ma nonostante ciò la leggerezza rimane latitante e inafferrabile) le semplici indicazioni che leggerete di seguito forse potranno aiutarvi a rimuovere sbagliate abitudini ed a scoprire che truccarvi facilmente e consapevolmente è più facile di quanto pensiate!
- Utilizzate il fondotinta solo se necessario e se lo fate scegliete texture naturali e “leggere” (Il fondotinta serve ad uniformare l’incarnato: non e’ “stucco” che “riempie” le rughe, anzi tende a sottolinearle).
- Applicatelo con un pennello in setole sintetiche anziché con una spugna in lattice. La spugna rilascia una quantità maggiore di prodotto e, di conseguenza, “segna” di più; il pennello invece tende a “diluire” il prodotto garantendo un risultato naturale e “leggero”.
- Scegliete ciprie in polvere libera: sono quasi trasparenti e, rispetto alle compatte, non alterano il colore della pelle e non “stratificano”. Aggiungono semplicemente “tenuta”: resterete in ordine molto più a lungo ma…. con “leggerezza”.
- Se usate una matita, per sottolineare lo sguardo, sfumatela con un pennello in martora: il tratto risulterà più morbido e “leggero” e la sfumatura renderà meno visibili eventuali errori ed imperfezioni.
- Applicate gli ombretti, soprattutto quelli scuri, piuttosto che con le dita o con i classici applicatori in spugna, utilizzando un pennello in martora: le sfumature risulteranno vellutate e “leggere”.
- Non lasciatevi sedurre da mascara che promettono l’ effetto “ciglia finte”: non otterrete ciò che ammirate sulla modella (che – a proposito – nove volte su dieci HA le ciglia finte).
Prediligete scovoli (spazzolini) piccoli che probabilmente vi invogliano e vi ispirano meno ma non “impastano”: sono gli alleati più utili per non creare antiestetici accumuli di prodotto! Finalmente vanterete ciglia intense e protagoniste ma…. “leggere”!
- Per le guance e gli zigomi optate per tonalità discrete e naturali:
aggiungete poco prodotto per volta fino ad ottenere l’intensità desiderata. Fondamentale è, però, applicare “blush” o terre sulla pelle perfettamente asciutta: “spolverare” quindi prima – SEMPRE – un velo di cipria trasparente.
I lineamenti risulteranno così sottolineati in modo fresco, naturale e…. “leggero”.
- “Avvolgete” le labbra con rossetti anche colorati, se preferite, ma “trasparenti”: facili da utilizzare anche dalle meno esperte, aggiungono “benessere” (non solo visivo ma anche “sensoriale” per la loro natura morbida che ricorda quasi un balsamo) senza creare “spessori”.
Eviterete grossolane ed imbarazzanti sbavature e guadagnerete in vivacità e “leggerezza”.
Ricordate inoltre che:
Le quantità minime sono più gestibili
Le quantità minime riducono gli errori
Le quantità minime non “appesantiscono”
Le quantità minime garantiscono ” leggerezza”
Spero di non essere stato…..pesante!

A cura di Luigi Sutera, Consulente di immagine

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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