Gli automatismi sono una buona cosa ma spesso limitano l’arcobaleno della nostra vita

postato da Nicoletta Carbone il 30.01.2015
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Gli Automatismi  si formano quando le azioni sono legate ad una azione ripetuta costantemente  in modo che quando un azione improvvisa accade , si dispone di una sollecita risposta automatica per far fronte al momento. Fin qui tutto bene.

Alcuni esempi:
Quando ti svegli  avvii, la macchina del caffè (abitudine).
Quando si arriva a lavoro, si controlla la posta (abitudine).
Quando si è stressati, si mangia cibo spazzatura (abitudine).

Queste abitudini automatiche  sono un bene, ma non sempre, spesso sono un vivere inconsapevole per moti momenti della nostra giornata.
Come hanno  fatto a formarsi originariamente queste abitudini ?
Attraverso la ripetizione costante nel corso degli anni.
Hanno iniziato a formarsi  con azioni eseguite molto consapevolmente in un primo momento. Il primo giorno di scuola se lo ricordano quasi tutti, prima erano un’abitudine, e poi  poco a poco sono diventate più automatiche e meno consapevoli, Automatismi inconsapevoli.
C’è un ciclo di feedback che ci ha aiutato ripetere l’abitudine per un buon periodo di tempo sino a trasformarla in automatismo inconsapevole.
Ad esempio, se siamo  stressati e mangiamo cibo spazzatura, otteniamo piacere per la trasgressione di mangiare cibo spazzatura che però piace, e questa trasgressione alleggerisce quindi lo stress. Mangiare cibo sano nei momenti di tensione e stress, non sortisce l’effetto perché per molte persone il  cibo sano pensano che sia noioso, blando, o sgradevole (feedback negativo), e quando si mangia invece cibo malsano, ti diverte di più (feedback positivo). Con il ripetersi dello stress e quindi dell’abitudine a mangiare cibo spazzatura, creiamo nella mente l’automatismo e se ci arrabbiamo, corriamo a mangiare una tavoletta intera di cioccolato, o bere troppa birra, o rompere un po’ di piatti, o insultare le persone (trasgressione). Ogni persona ha il suo condizionamento che abbassa momentaneamente lo stress, ma non sempre è una cosa buona. Esempio quando si è nervosi stressati si tende a stare più a lungo in internet perdendoci inutilmente per ore e ore nel nulla in automatico,  oppure trattiamo più duramente le persone, e siamo  meno compassionevoli e amorevoli, questi sono automatismi che con un po’ di consapevolezza possiamo eliminare sostituendoli con più positivi.
Per fortuna, siamo in grado di invertire il ciclo di feedback del nostro agire.
Creiamo risposte positive per le nuove abitudini che si desidera formare.
Dobbiamo creare in noi il pensiero consapevole che prima di reagire quando sento che sto arrivando al limite, e mi sento nervoso, mi fermo un minuto e se posso creo un abitudine  di rottura dell’automatismo, per esempio, mi impongo di andare subito a bere un bicchiere di acqua, o di fermarmi e fare tre respiri profondi, o di pensare che il cuore si oscura e invecchiamo precocemente. Non importa se le persone attorno a voi in questi momenti vi vedranno un po’ strane, coinvolgete responsabilizzatele dicendo loro che siete nel cambiamento di consapevolezza Mindfull e che anche loro a cascata ne avranno beneficio.
Se facciamo la somma di tutti gli automatismi che mettiamo in atto durante la giornata ci accorgiamo che del nostro libero e consapevole decidere rimane ben poco, allora dobbiamo iniziare a riprendere consapevolmente in mano la nostra vita e “Vivere il nostro tempo anziché lasciarsi vivere dal tempo” come dice un detto zen.

A cura di Tetsugen Serra, Maestro Zen

Bagno e doccia come trattamento di bellezza

postato da Nicoletta Carbone il 28.01.2015
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Con qualche piccolo trucco, il bagno e la doccia possono trasformarsi in un vero trattamento di bellezza. Basta non usare l’acqua troppo calda, alternare l’acqua tiepida a quella fredda sotto la doccia, passare sul corpo una spazzola da bagno o aggiungere nell’acqua della vasca lavanda secca, facilmente reperibile in commercio. Per evitare irritazioni e arrossamenti, occorre poi asciugarsi sempre con molta cura. E’ infine necessario stendere sempre sul corpo una crema idratante.

A cura del Dott. Antonino Di Pietro, dermatologo plastico di Milano, presidente Isplad

Le barriere alla felicità

postato da Nicoletta Carbone il 23.01.2015
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Si parla tanto di felicità, l’ho fatto anche io nel mio ultimo libro, proprio nel titolo.
Però, se ci pensi, la felicità è un concetto/emozione molto soggettiva. Per ognuno è una cosa diversa che cambia persino nell’arco della vita.
Una cosa è certa, i blocchi, cioè le barriere che ci separano dalla nostra felicità, sono molto simili, a tutte le età. Certo siamo tutti unici e irripetibili, quindi diversi, però io vedo tante similitudini ovunque vado nel mondo.
Per barriere non intendo cose esterne come soldi, un partner e così via… Intendo le risorse interne, così care a chi come me fa PNL. Tutto nasce da dentro, da chi sei, come sostengo nel mio primo libro edito da Sperling “la vita come TU la vuoi”.
Lo dimostra il fatto che, ci sono persone che sembrano aver tutto ma sono infelici, e altre che sembrano avere poco ma hanno la felicità.
Per renderla semplice parlerò di 5 barriere. Te le elenco così possiamo vedere se sei d’accordo con me.
1. Mancanza di autostima (auto-rispetto, auto-valorizzazione o come vuoi chiamarla tu).
Come puoi essere felice se non ti piaci? Nancy Cooklin nel suo libro appena uscito (intitolato “crea TE stessa”), parla di essere “encantada de conocerte”. Parla del passaggio che ha fatto tempo fa, durante il quale, ha deciso di essere bella e di piacersi. Come?
Prendendo responsabilità di sé stessa e smettendo di credere alle bugie/giudizi altrui. Per capire meglio leggi il suo libro, è scritto per le donne ma anche noi maschietti possiamo imparare qualcosa.
2. A causa del primo fattore, si cerca continuamente l’approvazione altrui. Si cambia per piacere perdendo se stessi.
L’unico modo per essere felice è essere chi sei. Certo, dobbiamo convivere con gli altri, ma un conto è essere educati un altro è interpretare parti che non ci piacciono. Gli altri hanno sempre aspettative e richieste su come devi essere ma, come dice Joel Olsteen, meglio deludere le aspettative degli altri che ti vorrebbero diverso piuttosto che deludere quelle di Dio che ti ha fatto come sei.
3. Mancanza di una direzione per la propria vita.
È un concetto base nel modo di pensare del Dr. Bandler, co-fondatore della PNL, che io condivido. Gli obiettivi sono importanti ma possono cambiare e non sempre danno la felicità.
Meglio dare una direzione alla tua vita, ti porterà lontano, molto più lontano di dove puoi immaginare. Decidi quale è la tua stella polare e seguila. Ti aiuterà a superare i momenti difficili, a essere allineato con te stesso; ti porterà lontano e soprattutto dove vuoi andare tu.
4. Mancanza di scopo, il mio cavallo di battaglia!
Lo scopo è il perché fai quello che fai, che secondo me è alla base di tutto.
Lo scopo ti dà forza, motivazione e un senso. Troppi coach pensano solo agli obiettivi e/o alla visione. Alcuni non sanno nemmeno cosa sia uno scopo!
Lo stesso vale per le aziende. Perché fai quello che fai? Al servizio di chi/cosa vivi, lavori, ti impegni?
Chi ha risposte a questa domanda vive meglio, qualsiasi sia la situazione in cui vive.
5. Mancanza di priorità.
In una vita sempre più complessa non hai tempo per tutto, sempre. Devi scegliere cosa lasciar fuori. Se ti manca autostima, se cerchi sempre l’approvazione, se non hai direzione e soprattutto ti manca uno scopo, sarai sempre alla mercé della situazione, delle priorità altrui, delle cose che accadono.
E nel frattempo la tua vita passerà…
Chi ha queste cose ben chiare ha una vita di qualità, ecco perché è felice.
Non dico nulla di nuovo, è scritto in tutti i testi sacri. I filosofi lo dicono da sempre, sono concetti quasi ovvi.
E per questo spesso dimenticati.

A cura di Claudio Belotti, Coach

Niente TV prima di dormire!

postato da Nicoletta Carbone il 21.01.2015
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Si potrebbe scambiare per l’avvertimento tipico del genitore, ma non lo è. “Niente TV prima di dormire” è il monito lanciato da un gruppo di scienziati dell’Università della Pennsylvania, in America.

Sembra, infatti, che guardare la televisione prima di andare a letto non favorisca il riposo notturno, soprattutto se già si soffre di disturbi del sonno.

Gli scienziati americani sono giunti a questa conclusione a seguito di una lunga indagine che, nel corso di tre anni, ha monitorato le abitudini quotidiane di un campione composto da 21 mila soggetti con età superiore a 15 anni. I risultati hanno mostrato che abbandonarsi a questo passatempo, nelle due ore che precedono il coricarsi, significa allungare quasi del 50% il tempo impiegato per cadere tra le braccia di Morfeo.

I ricercatori affermano che le immagini televisive, stimolando la retina dell’occhio, inibiscono il rilassamento e attivano l’ipotalamo, una delle aree del cervello dedicata alla regolazione del ciclo sonno-veglia.

Ma non è tutto; tra i dispositivi che disturbano il riposo notturno, al pari della TV, si segnalano anche telefonini, tablet e computer.

Cosa fare? Andiamo a letto un po’ prima e ripensiamo a ciò che abbiamo fatto durante il giorno. Il tempo dell’addormentamento è un tempo di raccolta e di intimità, in cui devono restare fuori i pensieri negativi e riferiti agli impegni futuri, ma deve consentirci di riappropriarci della giornata trascorsa e lasciarci scivolare dolcemente nel sonno.

A cura di Giuseppe Alfredo Iannoccari, Presidente Assomensana

Le piante per l’ansia e l’inquietudine

postato da Nicoletta Carbone il 19.01.2015
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Quando gli impegni sono tanti e si ha la sensazione di non riuscire ad arrivare a tutto è facile che l’agitazione prenda il sopravvento, disturbando il sonno, dando origine a somatizzazioni, insomma rovinando la qualità della vita, ancor più in chi per natura è già un po’ ansioso. Per ritrovare la calma e la serenità sono d’aiuto tre specifici fitoterapici, che possono essere assunti anche insieme.
1. Ashwagandha (Withania somnifera) o ginseng indiano. L’Ayurveda, l’antica medicina dell’India, ci regala questo rimedio particolarmente efficace per contrastare l’ansia, ridurre il nervosismo e nel contempo migliorare la vitalità se la stanchezza si fa sentire dopo tanti mesi di lavoro e di carichi familiari. Si prendono un paio di capsule di estratto secco di  radice di ashwagandha una o due volte al giorno.
2. Biancospino (Crataegus monogyna).Quando l’irrequietezza si riverbera anche sul cuore e  altera persino i valori della pressione sanguigna il biancospino è la soluzione naturale ideale. Per calmare le palpitazioni e armonizzare i valori di “minima” e “massima” si assumono 30 gocce di macerato glicerico (o gemmoderivato) di biancospino con due dita d’acqua a stomaco vuoto tre volte al dì, tenendo il liquido in bocca un minuto prima di deglutire.
3. Valeriana (Valeriana officinalis). E’ il fitoterapico da tenere a portata di mano se la frenesia con cui si vive di giorno ostacola il riposo durante la notte. Grazie a suoi principi attivi quali gli acidi valerenici quest’erba esercita un’azione sedativa e ipnoinducente, ma senza gli effetti indesiderati di tanti sonniferi. L’unico neo della valeriana è il sapore, decisamente poco gradevole. Alla tisana di radici di valeriana, comunque utile, si possono quindi preferire le capsule di estratto secco. Se ne assumono una o due un’ora prima di coricarsi.

A cura del Dott. Luca Avoledo, naturopata

Fare psicoterapia è anche parlare d’amore

postato da Nicoletta Carbone il 15.01.2015
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Il Daily Lab di Nicoletta Carbone per Radio 24-Il Sole 24 ore è un’idea geniale. Da marzo 2011 suggerisce e diffonde mille modi per prendersi cura fisica e psichica di sé, con un pacato e sereno invito quotidiano o quasi. E sottolinea che il benessere personale non riguarda soltanto il rapporto con il corpo e con la salute, fattori certamente fondamentali, ma anche gli aspetti psicologici e i significati della vita di ciascuno, con gli inevitabili cambiamenti nel corso degli anni.

Di che cosa parlano la persone nella loro psicoterapia? Parlano anche e talvolta soprattutto d’amore. Amore romantico, amore passionale, amore genitoriale, amore filiale, amore fraterno, amore amicale, amore tradito, amore per il lavoro, amore per la musica, amore per la giustizia, amore e talvolta disamore per la vita. Tutte le forme d’amore trovano spazio nel dialogo clinico della psicoterapia. Tuttavia rendersi conto di quali sono i nostri amori, di quale gerarchia di valori effettivamente adoperiamo, di quale ordine di importanza assumono in realtà i nostri sentimenti e delle trasformazioni che nel tempo sperimentiamo rispetto all’amore, non è sempre così facile, né automatico.

Ad esempio, quanto la società contemporanea influenza la nostra capacità di amare, con le sue parole d’ordine di flessibilità, rischio e mobilità che tendono a suscitare insicurezza globale? Quanto replichiamo inconsapevolmente i meccanismi di legame affettivo che abbiamo appreso nella nostra famiglia di origine, malgrado magari ne abbiamo valutato in passato l’incongruità e l’inefficacia in alcuni aspetti? Quale felicità possiamo ricercare, quando a volte viviamo in automatico ripetendo quotidianamente una routine che non ci consente di capire né di svoltare quando è il momento? E magari ce ne accorgiamo troppo tardi. Come è, per il nostro o la nostra partner, stare insieme a noi? Quanto siamo pesanti, inadeguati, egocentrici, insensibili e incapaci di reale empatia, senza accorgercene? Oppure a volte ce ne accorgiamo pure, ci dispiacciamo, ma non sappiamo come agire? Quanto siamo stati influenzati da eventi traumatici che non riusciamo ad elaborare né a superare? Come possiamo ripristinare una capacità di amare che dovrebbe essere psicobiologica, visto che è un valore fondamentale per la sopravvivenza della specie umana?

Stavolta non suggerisco strategie, né mezzi per migliorare la nostra condizione psicologica e affettiva: mi limito a proporre una pausa di consapevolezza e un momento di riflessione, invitando i lettori ad utilizzare con attenzione questo strumento del Daily Lab come fattore di crescita personale e come fucina di progetti per la felicità, che non può trascurare le News per la Salute nel più ampio senso possibile, come recita il sottotitolo del Daily Lab. E dare l’informazione che lo studio dello psicoterapeuta è uno dei luoghi deputati a poter parlare d’amore liberamente, ad un interlocutore competente, può essere una notizia significativa per qualcuno, che magari ancora poteva credere che la psicoterapia fosse il luogo in cui parlare solo di depressione, di fobie, di ossessioni, di disturbi del comportamento alimentare e di altri sintomi psicopatologici. Certo, si parla anche di problemi mentali, ma i sintomi psicologici a volte sono solo un mezzo per poter parlare d’amore e di sentimenti, per chiarirsi le idee e per ristrutturare un modo di vivere che renda finalmente ragione delle nostre emozioni profonde.

Per continuare a riflettere insieme su questo argomento, sta per uscire un nuovo volume che sarà in libreria a fine gennaio: a cura di Francesco Aquilar, Parlare d’amore. Psicologia e psicoterapia cognitiva delle relazioni intime, Edizioni Franco Angeli, Milano.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Napoli, presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale (AIPCOS)

Igiene: quando e come iniziare a pulire i denti

postato da Nicoletta Carbone il 13.01.2015
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Cosa fare per evitare l’insorgere di carie e per evitare che i denti crescano storti
Al più presto iniziare a coinvolgere il bambino nell’igiene orale, come gioco prima e come manovra responsabile dai 3 anni. La salute dei decidui consente una permuta corretta, dal momento che il dente da latte è l’unico organo del corpo che si riassorbe (la radice) quando sta bene, non quando è in sofferenza (al contrario per es dei muscoli…). Per le carie attenzione ai cibi e alle bevande cariogene, ai dolci assunti fuori dal controllo dei genitori, alle bevande dolci sorseggiate a lungo o di frequente, alla famigerata camomilla dolce della notte…
Il fluoro: funziona, ma serve? La fluoroapatite che si forma al posto dell’idrossiapatite dello smalto è più resistente all’aggressione degli acidi prodotti dai batteri cariogeni e introdotti con le bevande (bibite) , ma in un contesto familiare di buona salute orale e buona igiene alimentare e domiciliare, la prevalenza della carie è molto bassa anche senza fluoro, presente comunque in acque e dentifrici, gomme da masticare ecc….
Per evitare che crescano storti, fatte salve le anomalie congenite, via il ciuccio al più presto per non deformare il palato e spostare i denti davanti, niente buco largo alla tettarella del biberon (ciucciare è un utile esercizio, meglio se un po’ faticoso), non si succhia il dito ( evidenti deformazioni allo scheletro facciale) nè oggetti…

A cura di Alessandro Nanussi, Odontostomatologo

Novità dagli Stati Uniti: la prevenzione non serve più?

postato da Nicoletta Carbone il 09.01.2015
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Il titolo è una provocazione, ovvio. Una volta di più è utile intendersi e parlare di prevenzione avendone piena conoscenza. Un articolo uscito di recente sulla rivista “Science” sta creando molto rumore per le sue implicazioni sulla prevenzione dei tumori: sembra che la maggioranza dei tumori abbia origine da mutazioni delle cellule non riconducibile a cause specifiche.
Secondo Cristian Tomasetti e Bert Vogestein di Baltimora la maggioranza dei tumori si svilupperebbe in modo casuale per quella che è definita “bad luck” – sfortuna – nelle cellule che hanno l’esigenza di duplicarsi spesso. Stile di vita e difetti genetici ereditari avrebbero un ruolo minoritario nello sviluppo dei tumori, ne riguarderebbero alcuni e non tutti. In termini pratici: non capiamo perché le cellule vadano incontro a mutazione, sappiamo che accade con maggiore probabilità ai tessuti che si riproducono più velocemente e intensamente ma non è stato possibile scovare un nesso di causa-effetto in tutti i tumori tra la malattia e fattori a noi noti.
Su trentuno tipi di tumori presi in considerazione dai ricercatori solo nove sembrano avere una certa spiegazione in base a fattori genetici ereditari o stile di vita, il resto accade per caso.
Tra questi nove la cui causa è stata ricondotta allo stile di vita c’è il tumore polmonare nei fumatori e ci sono tumori da virus, come quello del fegato in seguito a infezione da virus dell’epatite C o quello del distretto testa-collo da Papillomavirus 16, e la familiarità ha un ruolo in alcune forme di tumori dell’intestino. Insomma, lo studio non dice che a priori le malattie tumorali nascano per caso e alcuni fattori di rischio siano da smentire: fumo, radiazioni, esposizione al sole, alcuni virus, tendenza ereditaria, forse il consumo di carne rossa (in alcuni casi specifici) contano. Il punto è che nel computo totale non possiamo affermare che tutti i tumori derivino da cause note che possono essere oggetto di prevenzione.
Che la maggioranza dei tumori non abbia una causa identificabile si sa, e nessuna informazione sullo stile di vita (alimentazione, esercizio fisico eccetera) è stata in grado di modificare in modo totale questa verità. Lo stile di vita aiuta ma non è una protezione a priori nei confronti delle malattie tumorali. Allora non serve a niente fare prevenzione? Certo che serve! Mangiare bene, fare esercizio fisico e comportarsi in modo sano non riguarda solo il cancro! Lo stile di vita “sano” ha un impatto sulla salute globale, non esistono solo i tumori; se parliamo di tumori, poi, alcuni studi hanno comunque dimostrato che un certo regime alimentare sia in grado di ridurre il rischio (consumo di vegetali). Dobbiamo essere coscienti che ridurre non significa azzerare: troppo spesso ci aspettiamo che uno stile di vita sano sia una specie di salvacondotto per la longevità sana.
Un altro genere di prevenzione, detto “secondario” perché non evita lo sviluppo della malattia ma la scopre ai suoi esordi, è molto utile anche secondo i due ricercatori della Johns Hopkins: la diagnosi precoce si conferma l’arma attuale per ridurre il rischio di morte per tumore. Se non possiamo evitare la “bad luck” possiamo scovare i tumori appena nascono, potenziando le probabilità di guarire.

A cura del Prof. Alberto Luini, Direttore della divisione di senologia allo IEO

“Vittime dell’attrazione”

postato da Nicoletta Carbone il 07.01.2015
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Mi piace: LO VOGLIO!
Chi non ha mai pensato o pronunciato questa frase?
Di qualsiasi natura l’oggetto del desiderio, tutti – nessuno escluso – siamo stati e siamo VITTIME DELL’ ATTRAZIONE!
Vi chiederete….. “cosa ha che fare l’attrazione con il trucco?”
Riflettete: perché scegliete un ombretto avorio piuttosto che rosa?
Siate oneste: quasi certamente non perché, dopo un accurato studio, avete scoperto si intoni perfettamente con il colore della vostra pelle – esaltandola- ma semplicemente perche vi… ATTRAE!
Perché adottate sulla palpebra una riga “spudorata” quando il buon senso suggerirebbe ombreggiature delicate? Oppure perché – al contrario – aborrate tutto ciò riguardi il trucco quando un correttore ed un fard risolverebbero il problema di un incarnato spento e “malaticcio”?
Per attrazione…….solo PER ATTRAZIONE!!
Siamo attratti da cibo, vestiti, persone……
Non sempre però l’attrazione è garanzia di buon risultato…..
Il pollo al curry non e ‘ il pasto più adeguato a chi non tollera le spezie…..
Per i vestiti basta guardarsi intorno e scoprire l’effetto dell’attrazione per uno stile inadeguato…
Che dire poi dell’attrazione per le persone “sbagliate”?…..potremmo impantanarci in dibattiti e conferenze……
Chiaro il concetto?
Bisognerebbe imparare a guardarci con gli occhi degli altri perché i nostri hanno un filtro che altera e rende la nostra immagine diversa da quella che è realmente!
A tal proposito un suggerimento da darvi ce l’ho: FOTOGRAFATEVI!
Se la persona che vedete nella foto non coincide con quella che pensate essere qualcosa non ha funzionato e, per favore, non rifugiatevi nel “non sono fotogenica” o “è la luce sbagliata”…Quasi sempre quello che una foto rivela è quello che agli altri arriva di noi:
CRUDELE MA…..VERO!!!
Un correttore esageratamente chiaro, un’ improbabile nuance di fondotinta, un rossetto spudoratamente sgargiante……. Non basta esserne attratte per far sì che siano adeguati!
Fate un’attenta e obiettiva analisi e cercate – per quanto possibile- di rimuovere ciò che, sulla foto “rivelatrice”, ricorda il fastidioso stridere del gessetto sulla lavagna!
E’ una strada lunga, difficile e a volte leggermente “dolorosa”….ma cominciate almeno a provarci!
Soltanto quando l’ESTERIORE sarà l’”estensione” dell’INTERIORE sarete perfette… NONOSTANTE LE IMPERFEZIONI!

A cura di Luigi Sutera, Consulente di Immagine

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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