Lo stretching delle gambe e delle braccia per dire addio allo stress e ritrovare benessere

postato da Nicoletta Carbone il 28.02.2013
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Ci mettiamo sdraiati sulla schiena, con le gambe un po’ divaricate e le braccia dietro alla testa aperte a V tra di loro, in modo da creare una sorta di X con il corpo e i quattro arti.

Faremo un progressivo stiramento/allungamento dei quattro arti, in armonia con la respirazione, in una modalità lenta, mirata e consapevole.

Cominceremo con degli allungamenti singoli, arto per arto, per poi fare degli allungamenti complessivi. Nella fase di allungamento inspiriamo, cerchiamo di trattenere l’inspirazione per qualche secondo restando in apnea, espandendo il tronco dall’addome al torace, e poi lasceremo andare l’arto, liberandolo dall’allungamento, nella fase di espirazione.

1) Cominciamo con l’allungamento degli arti superiori.

a) Partiamo con il braccio destro: lo allunghiamo indietro, con il palmo della mano rivolto verso l’alto, inspirando dal naso; tratteniamo il respiro per qualche secondo, cercando di allungarci ancora un po’ di più e sentendo che in questo movimento coinvolgiamo tutta la muscolatura anche del tronco fino al bacino; poi lasciamo andare, espirando dalla bocca e facendo uscire, eventualmente, anche un nostro suono.

b) Dopo qualche secondo passiamo al braccio sinistro. Facciamo esattamente quello che abbiamo fatto con il braccio destro.

2) Aspettiamo qualche secondo, respirando in modo rilassato, poi passiamo agli arti inferiori.

a) Cominciamo con la gamba sinistra: per allungarla puntiamo il piede verso il basso (allungando così la muscolatura anteriore), mentre inspiriamo dal naso. Tratteniamo il respiro per qualche secondo, cercando di allungarci ancora un po’ di più e sentendo che in questo movimento coinvolgiamo tutta la muscolatura della gamba e della coscia fino al bacino; poi lasciamo andare, espirando dalla bocca e facendo uscire, eventualmente, anche un nostro suono.

b) Dopo qualche secondo passiamo alla gamba destra. Rifacciamo esattamente quello che abbiamo fatto con l’altra gamba.

3) Aspettiamo qualche secondo, respirando in modo rilassato, e torniamo agli arti superiori.

Allunghiamo le due braccia insieme. Inspiriamo sempre gonfiando l’addome e coinvolgendo tutto il tronco, allunghiamo bene le braccia indietro, tratteniamo il respiro per qualche secondo sentendo che l’allungamento coinvolge tutto il tronco fino al bacino, poi lasciamo andare le braccia espirando dalla bocca e facendo uscire il nostro suono.

4) Aspettiamo qualche secondo, respirando in modo rilassato, e passiamo agli arti inferiori.

Allunghiamo le due gambe insieme. Inspiriamo sempre gonfiando l’addome e coinvolgendo tutto il tronco, allunghiamo bene le gambe, ma questa lo facciamo puntando i piedi a martello (ovvero puntando il piede verso l’alto), allungando così la muscolatura posteriore). Tratteniamo il respiro per qualche secondo sentendo che l’allungamento coinvolge le gambe fino al bacino e all’addome, poi lasciamo andare le gambe, espirando dalla bocca e facendo uscire il nostro suono.

5) Aspettiamo qualche secondo, respirando in modo rilassato, e passiamo agli allungamenti laterali.

a) Cominciamo con il lato destro del corpo: allunghiamo contemporaneamente il braccio destro all’indietro e la gamba destra puntando in giù il piede. Inspiriamo gonfiando l’addome e poi espandendo il torace coinvolgendo tutto il tronco, tratteniamo il respiro per qualche secondo sentendo che l’allungamento coinvolge tutta la metà destra del corpo, poi lasciamo andare il braccio e la gamba, espirando dalla bocca e facendo uscire il nostro suono.

b) Aspettiamo qualche secondo, respirando in modo rilassato, e cambiamo lato, passando al lato sinistro del corpo: allunghiamo contemporaneamente il braccio sinistro all’indietro e la gamba sinistra puntando in giù il piede. Facciamo quello che abbiamo fatto con l’altro lato del corpo.

6) Aspettiamo qualche secondo, respirando in modo rilassato, e passiamo agli allungamenti in diagonale.

a) Cominciamo con l’allungare contemporaneamente il braccio sinistro all’indietro e la gamba destra mettendo il piede a martello (ovvero puntando il piede verso l’alto). Inspiriamo gonfiando l’addome e poi espandiamo il torace coinvolgendo tutto il tronco. Tratteniamo il respiro per qualche secondo sentendo che l’allungamento coinvolge praticamente tutto il corpo, poi lasciamo andare il braccio e la gamba, espirando dalla bocca e facendo uscire il nostro suono.

b) Facciamo qualche secondo di pausa in cui respiriamo in modo rilassato, e cambiamo diagonale.

Passiamo ad allungare contemporaneamente il braccio destro all’indietro e la gamba sinistra puntando in giù il piede. Facciamo quello che abbiamo fatto con l’altra diagonale.

7) Aspettiamo qualche secondo, respirando in modo rilassato, e concludiamo con un allungamento di tutti e quattro gli arti insieme.

Allunghiamo contemporaneamente le due braccia all’indietro e le due gambe puntando i piedi verso il basso. Inspiriamo gonfiando l’addome e poi espandiamo il torace, coinvolgendo tutto il tronco. Tratteniamo il respiro per qualche secondo sentendo che l’allungamento coinvolge tutto il corpo estendendosi dalla testa ai piedi, poi lasciamo andare braccia e gambe, espirando dalla bocca e facendo uscire il nostro suono.

8) E infine ci riposiamo, respirando in modo rilassato e posizionando le braccia lungo il corpo. Sempre a occhi chiusi, ci dedichiamo qualche minuto di relax e di ascolto/osservazione, per sentire come stiamo, cosa è successo nel corpo, quali sensazioni ed emozioni sono eventualmente merse.

Questo esercizio è un buon modo per allungare tutto il corpo facendo uno stretching progressivo, sempre accompagnato dal respiro. Lo possiamo fare in qualsiasi momento della giornata, e in particolare dopo una situazione di stress pesante, quando sentiamo che abbiamo bisogno di distenderci.

***

Una variante/aggiunta può essere, dopo il punto 4):

4b) Aspettiamo qualche secondo, respirando in modo rilassato, e torniamo agli arti superiori.

Allunghiamo le due braccia insieme intrecciando le dita delle mani fra loro e voltando i palmi verso l’alto. Inspiriamo sempre gonfiando l’addome e coinvolgendo tutto il tronco, allunghiamo bene le braccia indietro, tratteniamo il respiro per qualche secondo sentendo che l’allungamento coinvolge tutto il tronco fino al bacino, poi lasciamo andare le braccia espirando dalla bocca e facendo uscire il nostro suono.

Riprendiamo dal punto 5).

A cura di Alessandra Callegari, Counselor, esperta di  bioenergetica e formatrice

Dormire fra due guanciali. Si, ma quale scegliere?

postato da Nicoletta Carbone il 27.02.2013
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Così come per il materasso, anche la scelta del guanciale più adatto rappresenta un’opportunità per migliorare decisamente la qualità del sonno e per incidere sui disturbi dolorosi della colonna cervicale.

La scelta di un cuscino adatto e quindi di uno strumento che aiuti a mantenere una posizione migliore della testa durante la posizione sdraiata sembra avere notevole influenza sulla qualità del sonno e sul sollievo di un dolore cervicale presente.

Questo deriva dal fatto che la colonna cervicale, grazie alla sua posizione, non soffre per i sovraccarichi. Dovendo sopportare solo il peso della testa, stimato mediamente intorno ai 4 chili, in assenza di patologie specifiche o di disturbi legati al naturale invecchiamento, la parte cervicale della colonna riesce a gestire senza grossi problemi i compiti di sostegno e di movimento che gli sono affidati. I disturbi ai quali questa struttura va incontro sono per lo più legati alle posizioni mantenute per lungo tempo e, se si esclude l’ampio intervallo dedicato al lavoro, la posizione sdraiata che usiamo per riposare è quella che viene mantenuta ininterrottamente per più tempo nel corso di una giornata.

Ma esiste un cuscino “migliore”?

Su questo argomento sono stati effettuati una serie di studi utilizzando gruppi di soggetti che hanno usato per periodi regolari cuscini di forme e consistenze diverse.

I risultati sembrano indicare che i partecipanti alle ricerche abbiano complessivamente preferito supporti non molto alti e non troppo duri.

Per quel che riguarda l’altezza, in effetti, escluse particolari condizioni di salute che obbligano a tenere la testa molto sollevata, è ragionevole credere che sia più comodo poter poggiare la testa su qualcosa che aiuti a conservare l’allineamento con il resto della colonna vertebrale piuttosto che su uno spessore alto che obblighi il collo in una posizione di flessione innaturale.

Anche per la consistenza le scelte sono confluite su materiali morbidi e deformabili e questo probabilmente perché per il cuscino l’abitudine gioca un ruolo fondamentale. Pensando che ci sono persone che non si spostano se non portandosi dietro il cuscino personale è facile immaginare che i guanciali maggiormente deformabili e quindi “personalizzabili” incontrino i favori maggiori.

Bocciatura parziale, invece, per i cuscini cilindrici che sembrano ridurre la qualità del sonno, con buona pace dei cugini francesi e dei loro eleganti ma poco comodi “traversin”.

A cura del Dott. Michele Romano, fisioterapista e Direttore Tecnico di Isico.

Nei rossi sul decolleté. Come comportarsi?

postato da Nicoletta Carbone il 26.02.2013
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I nei rossi che costellano progressivamente il decolleté non sono formazioni pericolose, ma innocui angiomi rubino. Si tratta di piccole formazioni vascolari di natura benigna. Per maggiore tranquillità è comunque consigliabile rivolgersi a uno specialista dermatologo. Se si desidera eliminare questi puntini rossi per motivi estetici, è possibile farlo grazie alla tecnologia laser.

A cura del Prof. Antonino Di Pietro, Direttore del servizio di dermatologia dell’Ospedale di Inzago (MI)

Cacciucco d’inverno

postato da Nicoletta Carbone il 25.02.2013
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Una delle strategie per abituarsi ad utilizzare meno sale in cucina è quello di sfruttare la naturale sapidità degli alimenti. In questa ricetta userò i liquidi di cottura delle cozze e delle vongole per preparare un “Cacciucco” senza utilizzare il sale, ma aggiungerò semplicemente delle erbe aromatiche al pesce rigorosamente di stagione.

Cacciucco d’inverno
100 g di calamari tagliati ad anelli
100 g di cozze
200 g. di vongole
200 g di cicale di mare
100 g di mazzancolle
200 g di pesce di stagione da minestra, in inverno sono ottime le triglie 250 g di pomodori pelati 20 g olio extravergine di oliva Mezzo bicchiere di vino bianco aglio, cipolla, peperoncino, sedano, salvia pane integrale abbrustolito Aneto.
Mettere un filo d’olio abbondante in un tegame con due spicchi di aglio, la salvia ed il peperoncino. Lasciare imbiondire l’aglio e aggiungere le cozze e le vongole, quindi il vino bianco e lasciar aprire i molluschi. Una volta aperti prelevare le cozze e le vongole e continuare utilizzando il sugo ottenuto per cuocere i calamari, unire i pomodori pelati. Aggiungere i pesci (triglie) da minestra sfilettati e 400 ml d’acqua. Lasciare sobbollire per 10 minuti circa. Aggiungere le cozze, le vongole precedentemente aperte, le cicale di mare e le mazzancolle. Basteranno dieci minuti di cottura, aggiungere l’aneto e servire con dei crostini di pane integrale.

A cura di Stefano Polato, Chef

Le “smorfie” antistress

postato da Nicoletta Carbone il 15.02.2013
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Per molti di noi la vita professionale è legata a una sorta di sedentarietà forzata: spesso dobbiamo restare fermi, seduti di fronte a un computer, per ore e ore, in condizioni di pressoché totale immobilità. In queste condizioni è importante prendersi degli spazi, anche di pochi minuti, per dare al nostro corpo la possibilità di rimettersi in moto e far fluire l’energia, perché altrimenti arriviamo a sera e facciamo davvero fatica non solo a sciogliere le tensioni muscolari, ma anche a godere del nostro tempo libero e della nostra vita di relazione.

Abbiamo già visto che molleggiarsi attivamente anche solo per un minuto è già un buon modo per attivare l’energia e sciogliere un po’ di tensioni. Ma quando muoviamo il corpo per rilassarlo, spesso ci dimentichiamo della testa e soprattutto del viso. In realtà può essere una fonte di grande benessere attivare la circolazione muovendo la muscolatura facciale. Come? Facendo le smorfie.  Forse all’inizio ci sembrerà strano e sarà difficile farlo perché ci sentiremo un po’ ridicoli. Ma se ci lasciamo andare ci possiamo riuscire.

È importante agire sul distretto inferiore del viso, e in particolare sulla mandibola, permettendoci di aprire il più possibile la bocca. Dopo averlo fatto per un minuto o due, chiudiamo gli occhi e ci ascoltiamo, sentiremo che tutta la pelle e la muscolatura del viso sono più vive e la circolazione del sangue è attivata. Sentiremo una sorta di formicolio sulla pelle, che può essere molto piacevole. Volendo, possiamo rifarlo lasciare uscire i nostri suoni, possibilmente lasciando anche uscire la lingua e muovendola.

Facciamo questo esercizio tutti i giorni: è un buon modo per mantenere il viso più rilassato, più disteso, meno teso e rigido. Anche gli occhi risulteranno più energetici e brillanti. E può essere un’occasione per prendersi un po’ in giro e divertirsi.

Possiamo provare a farlo, tra l’altro, quando siamo in automobile: forse non proprio in mezzo alla città o davanti al semaforo (qualcuno potrebbe vederci… e la cosa potrebbe risultare imbarazzante), ma se siamo su delle strade secondarie, fuori città, in tangenziale o in autostrada, proviamo. E vediamo l’effetto che fa.

A cura di Alessandra Callegari, Counselor, esperta di bioenergetica, formatrice

Psicologia dell’Amore nel giorno di San Valentino

postato da Nicoletta Carbone il 14.02.2013
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Per molte persone il giorno di San Valentino è particolarmente impegnativo: per chi ha una storia d’amore a cui tiene, si tratta di saltare a pié pari le difficoltà e di costruire un contesto amorevole e se possibile “indimenticabile”, e non è facile! Per chi non ha una storia d’amore, e vorrebbe averla, si tratta di gestire la tristezza per la solitudine affettiva, oppure il rimpianto per una relazione perduta o deteriorata. Tutto il sistema delle aspettative di ciascuno è messo a dura prova, ed è inevitabile per molte persone fare comunque un bilancio della propria storia romantica, affettiva e sessuale, e cercare di gestire con attenzione una giornata comunque particolare.

Proviamo allora a dare qualche piccolo suggerimento, per godersi San Valentino: sia se c’è una relazione d’amore bella e soddisfacente, sia se non c’è e al momento siamo single,  sia se siamo in una storia d’amore impantanata.

1)     NIENTE ASPETTATIVE OBBLIGATE. Se la storia d’amore c’è, proviamo a goderci il tempo insieme, piuttosto che pensare al regalo stupefacente da fare o aspettarci stupidamente che l’altro/a abbia capito che regalo vorremmo. Il regalo principale da farsi è il tempo da spendere insieme con uno stato d’animo allegro, godendoci la relazione specifica proprio con l’altra persona!

2)     PUNTIAMO AL GIOCO-PIACERE NELLA RELAZIONE. Non preoccupiamoci nemmeno di offrire una prestazione sessuale indimenticabile, solo perché è il 14 febbraio. La relazione personale è complessa e multideterminata, e a volte le preoccupazioni di “rendimento” non fanno altro che problematizzare una situazione che magari potrebbe essere goduta molto di più in rilassamento.

3)     NON AFFLIGGIAMO L’ALTRO/A. Se possibile, evitiamo di fare pianti greci perché la nostra vita non è come vorremmo, o soprattutto non accusiamo l’altro/a delle sue manchevolezze proprio oggi. Oggi decidiamo di abbassare la guardia e di essere tolleranti e speranzosi.

4)     SE LA STORIA E’ IMPANTANATA, potremmo provare a proporre una giornata di tregua, con l’accordo di vestirci bene (come ad un primo appuntamento) e di evitare i temi conflittuali per 24 ore. Forse potrebbe essere una pausa della conflittualità che ci farà bene comunque.

5)     SE SIAMO SINGLE, invece, proviamo a vedere i vantaggi dell’esserci liberati dal peso di una relazione che era pesante per certi aspetti (altrimenti non si sarebbe interrotta) e godiamoci la sensazione di libertà: dai regali, dalle cerimonie, dalle discussioni a volte inevitabili se siamo in coppia.

6)     SE RIMPIANGIAMO UN AMORE PASSATO,  diamoci un taglio! Proviamo a decidere che il 14 febbraio può essere il giorno adatto per voltare pagina, e che migliorando le nostre risorse potremo ottenere una relazione romantica migliore nel prossimo futuro!

7)     SE SIAMO CONTENTI DELLA PERSONA CON CUI STIAMO INSIEME, diciamoglielo senza mezze misure, ringraziamolo/a per la sua presenza nella nostra vita, ricordiamoci di come l’altra persona è veramente, e non proponiamogli attività che a lei o a lui non  piacerebbero. Cerchiamo di sintonizzarci sulla sua mente, e godiamoci un lungo sorriso insieme!

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivista, autore di “Psicoterapia dell’amore e del sesso” (Edizioni Franco Angeli).

Il miele batte le mani secche

postato da Nicoletta Carbone il 13.02.2013
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Avete le mani sempre secche, magari arrossate e con chiazzette di dermatite? Oltre a ricordarvi di usare sempre, ma proprio sempre, i guanti dermatologici di cotone più guanti di lattice sopra quando fate i mestieri, o tagliate la verdura, provate a lavarle con il … Miele.

Sarete stupiti/e dai risultati.

A cura della Dott.ssa Riccarda Serri, Specialista in Dermatologia

L’echinacea

postato da Nicoletta Carbone il 12.02.2013
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Secondo una recente ricerca, il consumo quotidiano di rimedi a base di echinacea potrebbe contribuire ad evitare il comune raffreddore.

L’Echinacea è un genere di pianta erbacea perenne della famiglia delle Asteraceae, originarie del Nord America, dalle cui radici si ottengono estratti per la cura delle malattie da raffreddamento. Esistono diverse specie di echinacea, tra quelle importanti dal punto di vista fitoterapico c’è l’Echinacea purpurea.

Diversi studi precedenti hanno suggerito che, l’echinacea, è in grado di ridurre la gravità e la durata del raffreddore, ma, ad oggi, vi sono solo elementi di prova molto limitata che suggeriscono un reale beneficio nella prevenzione della malattia.

Lo studio clinico, condotto da ricercatori inglesi e pubblicato sull’Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, ha indagato sui rischi ed i benefici dell’estratto di Echinacea purpurea nella prevenzione del comune raffreddore.

I ricercatori, guidati dal Professor Ronald Eccles, della Cardiff University (Gran Bretagna), hanno condotto uno studio clinico multicentrico, in doppio cieco, randomizzato e controllato con placebo, su 717 partecipanti sani di entrambi i sessi. I pazienti sono stati divisi a caso ed hanno ricevuto o 25 gocce di un estratto di Echinacea purpurea coltivata (95% pianta 5% radici) o un placebo (acqua), per tre volte al giorno durante quattro mesi.

I risultati hanno mostrato che tre dosi giornaliere del rimedio a base di echinacea assunte per quattro mesi riducevano la probabilità di sviluppare le malattie da raffreddamento, oltre a ridurre la durata della malattia in media del 26%. Sorprendentemente, l’estratto ha mostrato maggiore efficacia nelle infezioni ricorrenti, cioè nelle persone con un sistema immunitario più debole, riducendo gli episodi ricorrenti di raffreddore del 60%.

Un’altra conclusione molto importante di questo recente studio è che, anche dopo l’utilizzo di Echinacea per 4 mesi, non si sono verificati eventi avversi con Echinacea rispetto al placebo e la tollerabilità si è rivelata decisamente buona.

I ricercatori spiegano: “Il trattamento profilattico con Echinacea per oltre 4 mesi sembra essere utile per molti motivi. Nel complesso, questo studio clinico ha suggerito che il trattamento a lungo termine con Echinacea purpurea per più di 4 mesi può essere consigliato”.

A cura del Dott. Marco Temporin, Medico Chirurgo.

Mix di erbe aromatiche

postato da Nicoletta Carbone il 11.02.2013
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Un’alternativa al sale come condimento per insalate o altri piatti che prevedono la salatura a fine cottura, può essere un mix di erbe aromatiche da conservare in un barattolo pronto all’uso. Durante il periodo invernale possiamo sfruttare la grande varietà di erbe essiccate, molto facili da reperire.

Ingredienti:
Due cucchiai di origano essiccato
Un cucchiaio di rosmarino essiccato
Due cucchiai di aglio in polvere
Due cucchiaini di timo secco
Un cucchiaino di cipolla in polvere
Un cucchiaino di aneto
Due cucchiai di semi di sesamo leggermente tostati

Preparazione:
Mettere gli ingredienti in un frullatore e tritare bene il tutto finché il composto non ha raggiunto lo stato di povere.

A cura di Stefano Polato, Chef

Per un seno più tonico

postato da Nicoletta Carbone il 08.02.2013
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Il seno non ha una propria muscolatura di conseguenza, per sostenerlo, è necessario irrobustire i pettorali e rendere la pelle del decolleté elastica. Per farlo è molto utile eseguire degli esercizi di ginnastica specifici, ma anche un’alimentazione adeguata può essere d’aiuto. Occorre mangiare frutta, verdura, legumi e cereali, cibi ricchi di vitamine e minerali. Bisogna inoltre evitare gli sbalzi di peso, principali responsabili di smagliature e perdite di tono.

A cura di Antonino Di Pietro, Direttore del Servizio di Dermatologia dell’Ospedale di Inzago (Mi)

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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