Il pungitopo: bello sull’albero di Natale, efficace contro gambe gonfie, emorroidi e couperose

postato da Nicoletta Carbone il 21.12.2012
21



Avete fatto scorta di rametti di vischio, agrifoglio e abete per addobbare la casa? Magari qualcuno avrà pensato anche al pungitopo, arbusto dalle bacche rosse con cui costruire vivaci composizioni e dare un tocco di stile alla tavola delle feste. Se però le vostre vene hanno bisogno di un aiuto naturale, riservate le bacche per le decorazioni e ricorrete alle sue radici: contengono principi attivi che fanno del pungitopo o rusco (Ruscus aculeatus) un rimedio naturale tra i più efficaci per mitigare diversi disturbi legati alla cattiva circolazione e all’insufficienza venosa. L’azione di questa pianta è triplice: antinfiammatoria, vasocostrittrice e antiedematosa. Il suo impiego può quindi giovare in caso di gambe gonfie, stanche e pesanti, varici, emorroidi e couperose (la dilatazione dei capillari superficiali che colpisce in genere i lati del viso e le guance). Non è tutto: stimolando anche la diuresi, il pungitopo contrasta la ritenzione idrica e aiuta a tenere sotto controllo la cellulite. Per risultati più rapidi, meglio scegliere capsule da 200-400 milligrammi di estratto secco di radice, da assumere 2-3 volte al giorno.

A cura del Dott. Luca Avoledo,  Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale

Tagliolini di grano tenero integrale con pesto di pistacchi e arancia

postato da Nicoletta Carbone il 20.12.2012
20

Ingredienti

  • g 120 di pistacchi non salati al naturale
  • g 50 di succo d’arancia
  • olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaio di pecorino grattugiato
  • pepe

Preparazione

Nel bicchiere del mixer raccogliete 100 g di pistacchi non salati, 100 g di olio, il succo d’arancia, sale e pepe; frullate fino ad ottenere una crema. Prelevate la crema dal frullatore e amalgamate con un cucchiaio il pecorino grattugiato. Cuocete i tagliolini in abbondante acqua bollente salata per 2/3 minuti, scolateli in una padella antiaderente, unite il pesto e saltateli. Servite completando con il resto dei pistacchi tritati grossolanamente e della scorza d’arancia tagliata a julienne.

A cura di Stefano Polato, chef

Bicarbonato per una pelle più morbida

postato da Nicoletta Carbone il 19.12.2012
19

Il bicarbonato di sodio è un prezioso alleato per la morbidezza della cute. Quando si fa il bagno è sufficiente scioglierne qualche cucchiaio nell’acqua tiepida della vasca, una volta a settimana, e la pelle risulterà più morbida.

A cura del Prof. Antonino Di Pietro, direttore del servizio di dermatologia dell’Ospedale di Inzago.

Diamo senso agli sforzi fatti finora

postato da Nicoletta Carbone il 18.12.2012
18

Mesi di attenzione per mantenere la forma meritano rispetto. I giorni che si avvicinano sono ricchi di insidie per gli altri, ma chi è sportivo e ha mantenuto fede ai propri impegni nei mesi precedenti arriva  ad affrontare le feste con un metabolismo molto attivo e quindi è in grado di consumare perfettamente il surplus di calorie eventualmente introdotto. È bene però mettere in atto qualche accorgimento che aiuterà ad arrivare all’Epifania ancora in perfetta forma, come ad esempio preparare l’uso di alcolici.

I brindisi a stomaco vuoto sono tra gli stimoli più forti all’ingrassamento. Vanno “preparati” in modo semplice, mangiando prima almeno qualche pezzo di verdura cruda e qualche seme oleoso (noci o mandorle vanno benissimo). In questo modo se ne rallenta l’assorbimento e si riduce il possibile danno. L’uso di un pane “alternativo” può aiutare a ridurre il sale introdotto con il cibo. Preparando delle piccole patate bollite (lasciandole con la loro buccia) e tenendole un po’ al dente potremo usarle al posto del pane evitando le abbuffate che i pani spesso stimolano e aiutiamo, grazie al Potassio che contengono, a sgonfiarsi meglio. Se avete fatto sport anche durante l’autunno continuate a farlo anche in questi giorni.

Il metabolismo attivo va mantenuto attivo, in modo da consumare calorie anche dormendo. Come dico a tutti poi, fare una prima colazione ricca continua a dare all’organismo un segnale di ricchezza che lo aiuta a facilitare il consumo di calorie senza accumularle. Da fare anche nei giorni di festa.

A cura del Dott. Attilio Speciani, Specialista in Allergologia e Immunologia clinica

Smettere di fumare in gruppo, ovvero l’unione fa la forza

postato da Nicoletta Carbone il 17.12.2012
17

Il gruppo è uno dei metodi più utilizzati per supportare coloro che vogliono smettere di fumare. Proviamo a capire perché il gruppo può essere così utile nella disassuefazione dal fumo e quali sono le sue caratteristiche.

Il gruppo è in generale una dimensione congeniale all’essere umano: nel lavoro come nel resto della nostra vita il contesto gruppale è una costante sempre presente. Il gruppo infatti offre l’opportunità di diventare consapevoli dei ruoli che abbiamo e degli ostacoli che incontriamo nel rapportarci con gli altri; forse, più di tutto, in gruppo impariamo a non fare della nostra mente un monolite statico, ma un apparato flessibile e aperto grazie alla mediazione e identificazione con altri esseri umani diversi da noi.

Entriamo ora nel merito di cosa significa smettere di fumare in gruppo. È ormai noto che il fumo costituisce una vera e propria dipendenza ma, a differenza di quanto è avvenuto per altre forme di dipendenza, non sempre è riconosciuto quanto lo smettere possa indurre difficoltà psicologiche anche significative. Ed è proprio sugli aspetti psicologici che il gruppo può venire in aiuto: il mettere in comune differenti stili di vita (e “di fumo”) può facilitare attraverso le esperienze degli altri il cambiamento delle proprie opinioni e atteggiamenti, quindi anche il fare passi importanti come smettere di fumare e mantenere questa decisione. Questo soprattutto in virtù dell’opportunità che il gruppo offre di usare la “pressione positiva” dei compagni per incoraggiare i cambiamenti difficili da affrontare: nel gruppo è possibile l’esplorazione di aspetti di sé non conosciuti e la possibilità di riconoscerli e di riappropriarsene, per esempio gli alibi dietro cui spesso ci si nasconde per continuare a fumare, così come la comprensione che non si è soli o unici a sentirsi in difficoltà. Due i principali “requisiti”per una partecipazione fruttuosa al gruppo: il rispetto per le opinioni, le sensazioni e gli atteggiamenti dei compagni e il desiderio di dare il proprio contributo.

Un’altra caratteristica importante è il tempo: i gruppi per la disassuefazione da fumo sono solitamente di breve durata (7-8 incontri), così che si crei la tensione ad ottimizzare il più possibile gli incontri e i partecipanti possano mobilitare delle risorse che in una situazione più “comoda” non sarebbero state messe in campo. D’altra parte l’utilità di questo lavoro si protrae anche oltre il periodo di terapia vera e propria, poiché all’interno del gruppo si creano spontaneamente dei legami duraturi tra i partecipanti che diventano un’importante risorsa  per il supporto a lungo termine e la prevenzione delle ricadute.

Ecco infine una bella sintesi di una partecipante a uno dei nostri gruppi: “Il gruppo mi ha dato tante cose: il senso di appartenenza e condivisione di un progetto, lo scambio di suggerimenti ed esperienze, l’esempio di chi è riuscito a smettere prima di me, la condivisione dei problemi, ma forse, più di tutto, il non sentirmi sola a percorrere questo percorso”.

A cura della Dott.ssa Elena Munarini (Psicologa) e del Dott. Roberto Boffi (Pneumologo), Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

Allume di rocca

postato da Nicoletta Carbone il 14.12.2012
14

Ho sentito dire che c’è in commercio una sorta di pietra dalle proprietà deodoranti. Mi spiega di che si tratta e dove la posso trovare?

Si tratta di allume di rocca, un minerale che contiene sali di allumino, dalle proprietà essenzialmente antiperspiranti. Alcune persone di trovano molto bene usandola, ad altre persone può causare problemi di sensibilizzazione, irritazione o addirittura di franca allergia: è naturale, ma contiene pur sempre alluminio, una sostanza presente nella quasi totalità dei deodoranti antiperspiranti. I deodoranti, infatti, si dividono in “antiodore” – quelli che evitano la trasformazione in “puzza” della sudorazione da parte dei batteri presenti nell’ascella (e particolarmente numerosi soprattutto sui peli, per questo è opportuno depilare la parte se si suda molto), e in “antiperspiranti”, cioè deodoranti in grado di rallentare la produzione stessa del sudore. Gli antiperspiranti, in misura maggiore o minore, contengono quasi costantemente sali di alluminio, il principio attivo della “pietra” di cui parla lei.

A cura della Dott.ssa Riccarda Serri,  Specialista in Dermatologia

Comunicare meglio con le persone significative

postato da Nicoletta Carbone il 13.12.2012
13

Comunicare meglio con le persone significative può essere difficile, anche perché il nostro modo di comunicare può essere disfunzionale in vari modi. Tratteggiamone rapidamente alcuni tipi, con alcuni semplici possibili rimedi:

1)     Comunicazione senza speranza. Alcuni comunicano in maniera poco speranzosa, mostrando e contagiando l’interlocutore con la propria fase depressiva. Rimedio: provare a ricordarci della presenza dell’altro e ad essere affettuosamente auto-critici;

2)     Comunicazione sospettosa. Altri comunicano in modo sospettoso, perché temono l’inganno o il giudizio negativo. Rimedio: non sempre gli altri esistono per danneggiarci, ricordiamoci le eccezioni a questa regola del giudizio negativo che ci sono capitate.

3)     Comunicazione contraddittoria. Altri ancora comunicano in maniera contraddittoria, alternando cooperazione e competizione nella stessa conversazione, e mettendo l’altro in condizione di non sapere cosa e come rispondere. Rimedio: ricordiamoci di integrare i vari aspetti della nostra comunicazione, e se ci sono varie contraddizioni nel problema di cui stiamo discutendo, proviamo noi per primi a metterle insieme unitariamente.

4)     Comunicazione vulnerabile. Tipica dei narcisisti, è centrata sul voler essere lodati e sul non voler essere contraddetti; anche se chi comunica in questo modo utilizza il fascino per ammorbidire la reazione dell’altro, essa è ugualmente difficoltosa. Rimedio: teniamo a mente che l’altro non è uno spettatore inerme che deve applaudirci. Siamo in pari!

5)      Comunicazione impaurita. Tipica delle persone fobiche, mira ad ottenere rassicurazione dall’altro in tutte le situazioni, e non sempre gli altri sono disponibili a darla. Rimedio: eccezionalmente possiamo chiedere rassicurazione a una persona cara. Ma dobbiamo essere disponibili a fare lo stesso, altrimenti saremo respinti, sia pure in modo più meno gentile.

6)     Comunicazione preoccupata. Punta a condividere con l’interlocutore l’eccesso di responsabilità che alcune persone si sentono addosso; ovviamente può dare un carico eccessivo all’interlocutore, che tende a scappare o ad allontanarsi. Rimedio: l’altro non è un contenitore per le nostre preoccupazioni allarmate. Quindi possiamo provare a condividere talvolta la preoccupazione, ma essendo disponibili a fare lo stesso per l’altro in caso di suo bisogno. Inoltre possiamo estendere i temi della comunicazione interpersonale, affinché essa sia piacevole anche per l’altro/a.

7) Comunicazione corporea. E’ caratteristica di quelli che comunicano con il corpo e sul corpo, che quando si incontrano dicono frasi del tipo “sei ingrassata/o” oppure “sei dimagrita/o, e che trasmettono con l’abbigliamento il loro stato d’animo. Rimedio: non tormentiamo il prossimo sul suo peso o sulla sua forma, perché può essere pesante per l’altro/a; magari, per cominciare la conversazione, possiamo limitarci al “come stai?”, ascoltando però con attenzione la risposta. Oppure al: “sono contento di vederti”.

8) Comunicazione sottomessa. Tipica di chi soffre, anche solo temporaneamente, di dipendenza affettiva. In questo caso si cerca di sottomettersi all’altro per avere la sua approvazione. Col risultato che l’altro, se se ne accorge, avverte uno sgradevole senso di solitudine, perché gli sembra di parlare con uno scendiletto, non con un interlocutore. Rimedio: siamo più efficaci se ci ricordiamo di essere tutti uguali, come essere umani, sia in dignità che in valore personale. Ricordiamoci allora che anche il nostro contributo conversativo è importante quanto quello dell’altro.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivista e comportamentale, presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale (AIPCOS), Napoli.

Gambe pesanti. Cosa fare?

postato da Nicoletta Carbone il 12.12.2012
12

Alcuni semplici accorgimenti permettono di alleviare la pesantezza alle gambe. Per prima cosa è importante fare movimento, camminando per almeno mezz’ora al giorno. Quando si fa il bagno occorre evitare l’acqua bollente che provoca vasodilatazione, peggiorando lo stato delle vene. Per stimolare la circolazione si possono sfruttare i getti alternati – caldi e freddi – della doccia. Di notte è utile dormire con le gambe sollevate inserendo un cuscino sotto il materasso.

A cura del Prof. Antonino Di Pietro, Direttore del servizio di dermatologia dell’ospedale di Inzago (MI)

ll Natale è donna

postato da Nicoletta Carbone il 11.12.2012
11


La bellezza del Natale si sposa con quella del femminile. È festa di pace (e le donne fanno meno guerre degli uomini) ed è festa della nascita (e le donne sono sicuramente più esperte). Non entro nella fine discussione sulla pertinenza di un sesso o dell’altro alla cucina (definiamola assolutamente bisex), perché dicendo che la cucina è donna faremmo torto al nugolo di chef (uomini) che stanno cercando di appropriarsi di quest’area.

Il tocco estetico del femminile può comunque aiutare a mantenere le feste in un’area poco pericolosa dal punto di vista dell’ingrassamento. Preparare frutta e verdura fresca, lavata e colorata, da mettere in tavola insieme alle delizie delle feste e giocando con i colori, aiuta tutta la famiglia a mantenere la forma. Si possono ad esempio preparare tazzine di chicchi di melograno, organizzare dei frullati completi di kiwi (non certo i centrifugati che alzano l’indice glicemico), e infine preparare delle tazze di bastoncini di verdura che possono fare compagnia a tutti prima dei pasti e durante il loro svolgimento. Mangiare qualcosa di crudo e vegetale, qualcosa di fresco, prima dei piatti ad alta densità calorica che si usano a Natale, consente di ridurre il carico calorico complessivo dell’intero pasto e riduce il rischio di innescare i processi infiammatori alimentari. Molte donne potrebbero trovarsi con le caviglie più asciutte senza fare sforzi. Usate oli buoni, e non cuoceteli; aggiungeteli ai piatti solo a fine cottura: il vostro sistema ormonale ne trarrà beneficio. Nel preparare la casa ricordate che si può arredare anche la tavola con piccoli contenitori pieni di semi oleosi biologici e non salati. Mangiare mandorle, nocciole o semi di zucca mentre si mangiano cibi ricchi di carboidrati ne modifica l’indice glicemico e li rende meno ingrassanti.

A cura del Dott. Attilio Speciani, Specialista in Allergologia e Immunologia Clinica

6 – Parole… parole… parole

postato da Nicoletta Carbone il 10.12.2012
10

A proposito di voce e di esercizi espressivi – riprendendo il tema della nostra rubrica precedente – un esercizio molto interessante con la voce, che ci permette di mandare in tilt la mente giudicante che ci imprigiona con i suoi pensieri, scaricando emozioni negative e divertendoci, è il Gibberish. Consiste nel pronunciare a voce alta delle parole che in realtà non hanno significato, come se stessimo parlando in una lingua che non conosciamo.

Anche se all’inizio può essere difficile pronunciare i primi suoni o le prime sillabe, quando poi ci si lascia andare le cose fluiscono e siamo in grado di mantenere questo esercizio per almeno cinque-dieci minuti. Basta lasciar andare i suoni in modo casuale, pronunciando sillabe senza senso, e ogni volta vedremo che il risultato sarà diverso: sillabe e suoni vocalici che pronunceremo saranno quelli del momento.

Facendolo per un po’ di minuti, la mente va in tilt: non c’è la possibilità di connettersi a un senso, di legarsi a un significato. In questa assenza di senso la mente pensante e giudicante non riesce a intervenire ed è come se svanisse. Si genera così un buon rilassamento, anche corporeo (lo possiamo fare in piedi, camminando, oppure da seduti).

Meditare con il Gibberish

“Ricorda, il primo passo della meditazione è il Gibberish” diceva Osho, che era un grande maestro della consapevolezza corporea e sapeva bene quanto bisogno avessimo di lavorare sul fisico per lavorare sullo spirito. “Anche un bambino può fare il Gibberish, non occorre alcun addestramento. Già fin quasi dal primo momento sei capace di farlo. Il Gibberish non va imparato, così come la risata non va imparata. Se fai Gibberish, puoi pulire la mente da tutta la polvere che continua ad accumularsi. E quando la mente diventa silenziosa, non c’è altro posto dove andare se non dentro. Non c’è nulla di cui preoccuparsi, puoi andare in profondità quanto vuoi. Non sai il cinese, ma parli cinese, non sai cosa dici ma lo dici con grande enfasi, senza preoccuparti di chi ti sta a sentire. Nessuno ti sta a sentire, puoi dire tutto ciò che vuoi, non offenderai nessuno. Non c’è nessun altro che te… Fallo con totalità, e con grande entusiasmo. Non preoccuparti se è arabo o ebreo o cinese; puoi parlare qualunque lingua che non conosci. Il significato non serve affatto. Per due minuti, dai alla tua esistenza la possibilità di essere priva di significato. Sarà un grande shock per te vedere che in soli due minuti diventi così leggero, così pronto a entrare nel silenzio.”

Osho aveva creato una tecnica di meditazione specifica con il Gibberish. Una breve e divertente meditazione che spesso aveva luogo alla fine di alcuni suoi discorsi. In pochi istanti permette di buttare fuori la tensione mentale e di entrare nel proprio centro di consapevolezza.

Primo stadio: Gibberish
Da seduti, chiudiamo gli occhi e iniziamo a pronunciare suoni senza senso: qualsiasi suono o parola, purché non abbia alcun senso. Parliamo una lingua che non conosciamo! Esprimiamo tutto ciò che dentro di noi ha bisogno di essere espresso. Buttiamo fuori tutto. La mente pensa, sempre, grazie alle parole. Il Gibberish aiuta a rompere questo schema di verbalizzazione continua. Senza reprimere i pensieri, possiamo invece buttarli fuori. Permettiamo che anche il corpo si esprima.

Secondo stadio: Andare dentro

Dopo alcuni minuti di Gibberish, c’è un colpo di tamburo e il Gibberish si ferma. A quel punto la voce di Osho ci guida in uno spazio di silenzio profondo, di quiete e di rilassamento, dicendo, per esempio: “Rimani in silenzio, chiudi gli occhi… Nessun movimento del corpo. Sentiti immobile, come congelato. Vai dentro, sempre più in profondità, come una freccia. Penetra attraverso tutti gli strati e colpisci il centro dell’esistenza”.

Terzo stadio: Letting-go

Un altro colpo di tamburo e, senza cercare di assumere una posizione specifica, lasciamoci cadere “come un sacco di riso”, in modo da trovarci sdraiati sulla schiena, completamente tranquilli e rilassati, mentre veniamo guidati sempre più in profondità nella quiete e nel silenzio.

Quarto stadio: Tornare indietro
Con l’ultimo colpo di tamburo, la voce di Osho ci guida mentre torniamo a una posizione seduta, ricordandoci di portare questo momento di consapevolezza silenziosa con noi nelle attività della nostra vita quotidiana.

A cura di Alessandra Callegari, Counselor, esperta di bioenergetica, formatrice

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


  • Tag Cloud