Ci sono diete adatte a prevenire malattie degenerative?

postato da Nicoletta Carbone il 31.10.2012
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Anche nel caso di patologie tumorali, al di là delle indicazioni dietetiche immediate che di solito vengono date per le prime settimane successive all’intervento, chi si è ammalato può mettere in atto alcune attenzioni alimentari che aiutano in modo molto documentato il controllo della progressione tumorale. La notizia non è nemmeno tanto nuova, ed è comunque molto buona. Facendo alcuni cambi alimentari, le possibilità di guarigione totale aumentano. Durante la conferenza mondiale su “Alimentazione e cancro” (Londra, novembre 2007), organizzata dalla World Cancer Research Fund, si è arrivati a dire che dal 35 al 50% della mortalità tumorale potrebbe essere evitata mangiando in modo diverso. Quindi i principi più importanti sono quelli di migliorare la qualità degli alimenti (biologico ed integrale), bilanciare correttamente carboidrati e proteine (miscelandoli nello stesso pasto), ridurre il sovrappeso e eliminare o ridurre l’uso di zuccheri a veloce assorbimento (bibite, dolciumi ecc.) aumentando invece il consumo di frutta e verdura fresca e controllando l’uso delle carni preparate (salumi),  potrebbe già essere sufficiente ad azzerare o quasi il rischio di una recidiva tumorale. C’è qualche piccola diversità tra le diete utili per le diverse forme tumorali, ma il concetto di fondo rimane. La stessa dieta che garantisce la forma fisica durante la vita è quella che può aiutare la prevenzione del cancro ed il suo trattamento. Insomma, volersi bene porta dei vantaggi anche sul lungo periodo. Rimane comunque preoccupante che molti medici italiani credano molto più nei farmaci che nelle possibilità a basso costo e scientificamente documentate delle variazioni alimentari per aiutare chi si trova in queste condizioni.

A cura del Dott. Attilio Speciani, specialista in Allergologia e Immunologia clinica

Tre supercibi autunnali per la mente

postato da Nicoletta Carbone il 30.10.2012
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Un modo semplice e alla portata di tutti per aiutare il cervello a lavorare bene è scegliere gli alimenti giusti. Quelli che migliorano la concentrazione e facilitano la lucidità mentale. Eccone tre: buoni, salutari e tipici di questa stagione.

1) Noci. Contengono acidi grassi essenziali omega 3 e vitamina E, indispensabili per il buon funzionamento del sistema nervoso e per la memoria. Provate a mangiarne una manciata a colazione o come spuntino. Al momento dell’acquisto, diffidate però delle noci con guscio troppo chiaro: è il segno di trattamenti chimici sbiancanti.
2) Broccoli. Sono una fonte particolarmente preziosa di vitamina C, fondamentale antiossidante, e di acido folico, che riduce l’omocisteina, un amminoacido coinvolto nei deficit mnemonici. Per preservare il capitale nutritivo di queste verdure, scegliete una cottura breve o comunque poco “aggressiva”, come quella al vapore.
3) Agrumi. Arance, mandarini e mapo sono anch’essi ricchi di vitamina C e di principi attivi antinfiammatori quali i flavonoidi. L’una e gli altri combattono i radicali liberi (particolarmente nocivi per il cervello), rinforzano i vasi sanguigni e favoriscono la circolazione, anche a livello cerebrale. Appena alzati, al posto del solito succo di frutta confezionato, preparatevi una bella spremuta fresca. Senza zucchero, però.

A cura del Dott. Luca Avoledo, Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale

Batteri amici della pelle?

postato da Nicoletta Carbone il 30.10.2012
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Batteri amici della pelle? La parola alla ricerca…

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Ogni stagione è amica del fegato…

postato da Nicoletta Carbone il 29.10.2012
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Basta scegliere i cibi giusti ed equilibrarli saggiamente!

In previsione di una cena al ristorante o un buffet con i colleghi di lavoro, mettiamo a riposo il fegato con un menù sano, appetitoso e nutriente.

Proviamo a cucinare queste semplici ricette:

Sformato di topinambur con ricotta di capra, funghi porcini e nocciole, servito con insalata di radicchio, mela e semi di papavero e accompagnato con un infuso di tarassaco, fiori di malva e succo di melograno.

Ai fornelli!

Per preparare lo sformato occorrono: 800 g di topinambur, 3 scalogni, 350 g di ricotta fresca di capra, 200 g di funghi porcini, 80 g di nocciole tritate, 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva, 2-3 cucchiai di timo, maggiorana ed erba cipollina freschi tritati, 2-3 mestoli di brodo vegetale a basso apporto di grassi e privo di glutammato monosodico.

Rosolate dolcemente in 2 cucchiai di olio gli scalogni tritati, unite i topinambur pelati e tagliati a dadini e i funghi porcini tagliati a pezzetti. Portate a cottura irrorando con il brodo caldo. Lasciate un po’ di fondo di cottura. Dividete i topinambur a metà. Frullate una parte con la ricotta, le erbe aromatiche, 1 cucchiaio di olio e il fondo di cottura. Dovete ottenere una crema morbida e omogenea. Rivestite con carta forno una pirofila e fate un primo strato di topinambur, uno di crema di ricotta di capra, un secondo strato di topinambur e terminate con il secondo strato di crema di ricotta. Livellate la superficie e infornate a 180° C (160°C se ventilato) per 15 minuti circa. Estraete la pirofila dal forno, irrorate con l’olio, cospargete la superficie con le nocciole e rimettete in forno spento per 2-3 minuti. Lasciate intiepidire a temperatura ambiente prima di servire.

Durante la cottura dello sformato, preparate l’insalata. Pulite 250 g di radicchio e tagliatelo a striscioline. Sbucciate 2 piccole mele, eliminate il torsolo e tagliatele in spicchi e poi a fettine. Disponete nel piatto gli ingredienti creando una coreografia, irrorate con 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva (oppure di noci) e insaporite con 1-2 cucchiai di semi di papavero. Lasciate insaporire per 5-10 minuti prima di servire.

Completate il pasto con l’infuso. Portate a ebollizione 600 ml di acqua con 1 cucchiaio di radici di tarassaco. Spegnete il fuoco, versate in una teiera, unite 2 cucchiai di fiori di malva e mescolate. Coprite e lasciate in infusione per 10-15 minuti. Filtrate e versate nelle tazze. Unite il succo di melograno (25-30 ml in ogni tazza) a temperatura ambiente e mescolate. A piacere potete dolcificare con 1 cucchiaino di miele di fiori d’arancio oppure con 1-2 cucchiaini di sciroppo d’acero.

Nota. Le dosi indicate sono per 4 persone. Non è stato aggiunto il sale nelle ricette per farvi apprezzare l’aroma dei topinambur, delle nocciole, del radicchio e dei semi di papavero.

Se desiderate accompagnare questo menù con un bicchiere (mezzo per le donne) di vino rosso, nella preparazione dello sformato eliminate i funghi e aggiungete 200 g di polpa di zucca tagliata a dadini.

A cura della Dott.ssa Paola Reverso, Medico Nutrizionista

Il Sesamo

postato da Nicoletta Carbone il 26.10.2012
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Il sesamo (Sesamum inducum), pianta oleaginosa erbacea originaria dell’India e dell’Africa, grazie alle sue peculiarità nutrizionali recentemente ha destato interesse presso la comunità dei nutrizionisti.
E’ un brillante esempio di biodiversità e le numerose specie producono semi di diversi colori dal nero al marrone al giallo al blu scuro. E’ privo di glutine, pertanto è un’ottima alternativa ai cereali storici (mais e riso) permessi ai celiaci; ha un buon contenuto di acidi grassi poliinsaturi (omega 6 e 9) e lecitina; elevato è anche il valore biologico delle proteine presenti ed infine importanti sono le vitamine, i minerali e le molecole antiossidanti contenute nei suoi semi.

Si tratta di una delle culture più antiche dell’umanità tanto che alcuni archeologi hanno trovato indicazioni del suo uso in cucina nella tomba del faraone Ramses III (si pensa provenisse originariamente dall’Oceania). Sappiamo anche che nella tradizione indù, il sesamo rappresenta l’inizio della vita ed inoltre nell’antica Grecia era conosciuto ed apprezzato, tanto che lo stesso Ippocrate nei suoi scritti spesso ne raccomandava l’uso per le sue proprietà curative.
La capacità di rafforzare il sistema nervoso, di migliorare il metabolismo e di prevenire alcune malattie, tra cui l’arteriosclerosi e l’ipertensione, rallentando l’invecchiamento cellulare, pongono il sesamo in una posizione privilegiata rispetto ad altri semi oleaginosi.

Caratteristiche nutrizionali

I semi di sesamo contengono circa il 52% di lipidi, di cui l’80% sono acidi grassi poliinsaturi (omega 6 e 9), in grado di agire in modo molto efficace nel regolare la colesterolemia. Importante è anche la presenza di lecitina, che svolge numerosi ruoli importanti nel corpo umano. Il sesamo è il seme oleaginoso più ricco di lecitina insieme alla soia.
I semi di sesamo contengono anche circa il 20% di proteine ad elevato valore biologico, in particolare la maggior parte sono costituite da un’elevata percentuale di metionina (uno degli 8 aminoacidi essenziali).

Importante è il contenuto di vitamine. La riboflavina e la tiamina sono le due vitamine del gruppo B maggiormente rappresentate rispetto anche a qualsiasi altro seme oleoso. Esso fornisce inoltre buona quantità di vitamina E (tocoferolo), un antiossidante, ma anche altre vitamine quali B3, B5, B6, K, acido folico, biotina, inositolo e colina.

Tra i minerali peculiari dei semi di sesamo spicca il calcio per il suo elevato quantitativo (alcune varietà superano i 1.100mg contro i 120mg di latte) e per la sua biodisponibilità. Altri minerali importanti sono: magnesio, fosforo, silicio, zinco, rame e boro, potassio, ferro (10,4 mg vs 7,9 mg del fegato), selenio, iodio e cromo.

Altri componenti di sesamo importanti sono gli antiossidanti, appartenenti alla famiglia dei lignani. Tra questi: sesamina, sesamolina, sesamolo, sesaminolo, sesamolinolo e pinoresinolo. Tali composti esercitano un doppio effetto positivo sia sul prodotto ottenuto dal sesamo e cioè l’olio che sull’uomo. Questi danno stabilità agli acidi grassi presenti nel seme, per cui l’olio di sesamo, anche se ricco di acidi grassi poliinsaturi, può essere ampiamente usato in cucina. Inoltre, gli antiossidanti del sesamo, come altri ben noti antiossidanti, hanno positivi effetti anche sull’uomo: rallentano l’invecchiamento cellulare, prolungano la vita delle cellule ed contrastano l’effetto dei radicali liberi.

Completa la ricca composizione di sesamo, qualità della fibra eccellente. Oltre a fibra insolubile, mucillagine sono presenti nel seme, che gli conferisce un lassativo dolce e un significativo effetto protettivo della flora intestinale.

A cura del Dott. Marco Temporin, Medico Chirurgo

STRESS E TENSIONI DELLA BOCCA

postato da Nicoletta Carbone il 25.10.2012
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Come imparare  a  rilassarla?

La bocca spesso diventa il bersaglio di stress e tensioni. Questo è dovuto anche alle valenze psicologiche che il cavo orale presenta: la bocca è, durante la fase orale del bambino, il mezzo attraverso il  quale conosce il mondo, per tutta la vita è la porta di ingresso degli alimenti che ci nutrono e garantiscono la nostra sopravvivenza. Il sorriso è il nostro biglietto di presentazione nel mondo sociale. E’ anche attraverso labbra e lingua che possiamo parlare ed esprimere le nostre idee. Infine la bocca rappresenta ovviamente anche un modo per entrare in intimità con l’altro sesso attraverso il bacio.

E’ comprensibile quindi sempre più spesso la bocca e le sue strutture siano coinvolte nel processo di dissipazione dello stress. Questo avviene attraverso dei comportamenti  particolari detti Parafunzioni, o anche attraverso  quelle che si chiamano abitudini viziate. Ambedue i comportamenti vengono messi in atto in modo inconsapevole dalla persona e hanno come bersaglio la bocca e le strutture che ne fanno parte.

Bisogna ricordare inoltre che questi atteggiamenti viziati  sono  ritenuti responsabili di alterazioni muscolari che a loro volta possono influenzare l’assetto posturale del rachide cervicale,ma anche dell’intera colonna.
Tra le abitudini viziate le più frequenti  ci  sono  la Deglutizione atipica, la Respirazione orale, l’Onicofagia, la morsicatura di labbra guance, oggetti, il succhiamento protratto di ciuccio, dito, lingua.
Tra le parafunzioni prenderemo in  considerazione il bruxismo attivo e il serramento notturno e/o diurno.

Cominciamo ad occuparci delle “parafunzioni” più comuni, e cioè il bruxismo e il serramento. Quest’ ultimo può essere solo notturno o anche presente durante il giorno, peggiorando ovviamente la sintomatologia .
Anche se Il bruxismo o digrignamento attivo è presente fisiologicamente in dentizione mista fino a 4-5 anni, l’eziologia di ambedue le parafunzioni è ormai riconosciuta essere  principalmente di tipo centrale, legata cioè allo stato psico-emotivo del soggetto. Può essere il tentativo di dissipare lo stress accumulato durante il giorno, emozioni “parassite” non elaborate (paura, rabbia, aggressività repressa).

Gli effetti di queste parafunzioni,soprattutto se protratte nel tempo, si manifestano localmente con abrasioni dello smalto e perdita del supporto osseo dando un quadro parodontale tipico del trauma occlusivo, retrazioni gengivali e conseguente ipersensibilità dentinale.
Ma anche effetti muscolari quali dolenzia ai muscoli masticatori, cefalee muscolo tensive, cervicalgie e ripercussioni su tutta la postura possono essere causate da queste parafunzioni.
Sofferenza  all’ATM con dolore all’atto masticatorio e incoordinazione condilo meniscale (click articolare durante la masticazione) può comparire  nei soggetti predisposti e comunque venire favorito da queste abitudini.
Ma allora, cosa possiamo fare per cercare di contrastare gli effetti di queste abitudini?

L’uso di un bite notturno,  ben bilanciato e costruito su misura da un dentista esperto, può essere un aiuto meccanico  ed evitare l’usura dei denti e aiutare il rilassamento muscolare.
Certo è che  ,soprattutto nel caso del serramento anche diurno, la muscolatura  periorale può trarre vantaggi da esercizi di rilassamento e di stretching come qualsiasi altro distretto corporeo.
E allora vi forniamo qui di seguito degli esercizi semplici da utilizzare  come una ginnastica quotidiana per aiutarvi a rilassare labbra e muscoli. Vi raccomando di svolgerli in un momento di tranquillità, prendendovi un po’ di tempo per voi stessi!

A cura della Dott.ssa Veronica Vismara, odontoiatra

Ti amo fatti sentire quando arrivi

postato da Nicoletta Carbone il 24.10.2012
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“Ti amo, fatti sentire quando arrivi…” con queste parole un signore sulla settantina salutava la sua compagna (o moglie). Vive nella casa davanti all’appartamento dove eravamo in vacanza al mare. Nel suo sguardo la dolcezza di chi non dice quelle parole per abitudine ma perché le vive.

Non sono sicuro dell’età di quel signore, non so se la fortunata signora sia la moglie di una vita o la nuova compagna. Non lo so, e non è importante. Sono felici e si amano.

In una delle notti di vacanza mi sono svegliato a bere per il troppo caldo e per il troppo jamon serrano, che avevo mangiato a cena, ho sentito dei rumori. Erano le 3 di notte e venivano da fuori. Erano rumori di una coppia che si amava con passione.

Escludo che fossero della signora salutata la mattina. Era andata via, sembravano di qualcuno più giovane e venivano dall’appartamento del primo piano del nostro palazzo. Grazie al silenzio della notte, alle finestre aperte per il caldo e alla passione dei vicini, si sentivano bene. Erano intensi e ripetuti.

Le due cose mi hanno fatto pensare. Che bello l’amore e che bella la passione!

Ci sono coppie che condividono entrambi queste cose, altre solo una, altre nemmeno una.

Cosa permette ai signori settantenni di essere ancora amorevoli? Cosa porta fuoco al rapporto dei nostri vicini al mare?

Lo sappiamo tutti. Desiderio, amore, compassione, disponibilità… le stesse cose che in modo diverso legano un’amicizia, una partnership di lavoro solida …

Certo bisogna “lavorarci”. All’inizio è tutto automatico e naturale, soprattutto se c’è la chimica che, sicuramente, hanno i nostri vicini. Ma poi, nel tempo, la chimica non basta. Non sempre.

Bisogna continuare a fare quello che si faceva all’inizio. Notare soprattutto le cose belle o che ti piacciono. Creare momenti magici, e bisogna farlo a qualsiasi costo. Partire da presupposti positivi, cioè dare sempre intenzioni buone all’altro. Parlare, condividere e comunicare bene. E per bene dico che a volte è meglio decidere di evitare, e lasciar perdere. E poi dimostrare nei fatti, nelle parole e nei gesti, apprezzamento continuo.

È talmente semplice e banale che tutti lo sappiamo. Farlo però è più difficile. Io a volte faccio fatica. Preso dalla velocità schizzofrenica della vita moderna, mi perdo nelle cose poco importanti. Quali? Tutto è meno importante dell’amore!

Mi sa che seguirò l’esempio dei vicini del mare. Sia quello del signore settantenne, sia quello dei due che abitano al primo piano.

A cura di Claudio Belotti, Coach

L’autunno ed il suo sentimento

postato da Nicoletta Carbone il 23.10.2012
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Secondo la medicina cinese ogni stagione è legato ad un organo ed ad uno specifico movimento di energia. Tutto questo si manifesta in diversi modi compreso una variazione dell’ umore. Così ad esempio la primavera è caratterizzata dalla particolare attività del Fegato (cinese!) e dalla impetuosità. Quest’ultima quando diviene eccessiva si trasforma in nervosismo o collera. L’estate, invece, è il periodo della “espansione” di tutte le energie del corpo; quando queste divengono eccessive compare l’agitazione e l’ansia. L’autunno, la nostra attuale stagione si caratterizza per la “condensazione”, per un atteggiamento un po’ più introverso. Quando questo diviene eccessivo compare la tristezza. Questa è descritta nei classici come il sentimento (eccessivo) tipico che determina un blocco di energia nel torace ed una carenza di energia in periferie. L’astenia (stanchezza) è il conseguente sintomo. Che fare quindi in questa stagione quando ci sentiamo un po più chiusi – tristi e un po’ più stanchi? Accanto a dei punti (di agopuntura specifici) si può ricorrere anche all’alimentazione, alla fitoterapia ed anche ad altre pratiche che hanno una caratteristica comune: “aprono il torace” e facilitano lo scorrimento dell’ energia. Fra gli alimenti i più utili sono quelli piccanti (miglio giallo, cipolla, porro, ravanello, crescione, sedano, pesche, noci, carne di gallina, formaggio di pecora, pepe, paprica, zenzero). Da ricordare, comunque,  che l’ eccesso di sapore ha l’effetto opposto. Quindi nell’ambito della propria alimentazione aggiungere, senza esagerare, un po di piccante. Ma anche il calore in generale e quello degli alimenti in particolare facilità il movimento dell’ energia del corpo. Quindi a differenza del periodo estivo dove venivano privilegiati gli alimenti freddi, in questa stagione meglio quelli cotti e caldi. Poi le piante medicinali nostrane  ricordo l’ ortica, l’eucalipto e l’angelica (sia in tintura madre, che in estratto o tisana). Infine, per riequilibrare l’ organismo l’attività fisica, specie quella di “endurance” come la corsa e la bicicletta.

A cura del Dott. Maurizio Corradin, Medico Chirurgo, Docente di Fitoterapia energetica e agopuntura.

Una mela al giorno…

postato da Nicoletta Carbone il 23.10.2012
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…toglie il medico di torno!

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Impulsività

postato da Nicoletta Carbone il 22.10.2012
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A volte siamo portati ad agire d’impulso senza riflettere, e questa caratteristica presenta due diverse polarità, una utile e una dannosa: talvolta, l’impulsività può consentirci di risolvere una situazione difficile molto rapidamente ed efficacemente; dall’altro, purtroppo più spesso, la mancanza di riflessione e di controllo, collegata al gesto impulsivo e precipitoso, può portare conseguenze negative a breve, medio e lungo termine.

Occorrerebbe quindi allenarci ad una supervisione razionale e ad una qualche forma di controllo degli impulsi, per evitare di trovarci in sistematica difficoltà. I disturbi gravi del controllo degli impulsi, descritti dalla psicopatologia, per fortuna sono rari; nel caso in cui ci accorgessimo di essere affetti da uno di essi, è opportuno consultare immediatamente uno psicoterapeuta, uno psicologo o uno psichiatra. O almeno parlarne al medico di famiglia, fronteggiando la eventuale vergogna. Alcuni fra i disturbi seri del controllo degli impulsi sono i seguenti:
·        il disturbo esplosivo intermittente, nel quale le persone sono incapaci di resistere agli impulsi rabbiosi, con conseguenti gravi atti aggressivi e distruzione della proprietà;
·        la cleptomania, in cui la persona non resiste al desiderio di rubare oggetti di cui non ha bisogno;
·        il gioco d’azzardo patologico, in cui la persona sostanzialmente viene completamente assorbita dal gioco e dal pensiero del gioco;
·        la tricotillomania, in cui la persona si strappa sistematicamente i capelli, con conseguenze negative evidenti;
·        il disturbo borderline di personalità, in cui la disregolazione della rabbia è associata ad una impulsività patologica in almeno due aree, quali: spendere, sesso, abuso di sostanze, guida spericolata, abbuffate.

Più frequentemente, invece, alcune persone sono impulsive in un modo meno grave, talvolta anche “simpatico”, ma ciò nonostante queste persone potrebbero ricevere conseguenze negative dalla loro condotta.
Possiamo provare a fare un semplice esercizio per aumentare la nostra consapevolezza del tipo di impulsività che ci appartiene, chiedendo alle persone che ci conoscono bene (ad esempio: sia quelli che vivono con noi, che quelli che lavorano con noi, perché i due contesti diversi danno spesso luogo a diversi comportamenti) se ritengono che noi siamo impulsivi, in quali settori e rispetto a quali stimoli. Ci accorgeremo che spesso l’impulsività è collegata alla rabbia, alla sessualità, all’ingiustizia (vera o presunta, subita da noi o subita dagli altri), alla difesa del proprio territorio, e a poche altre situazioni. Se le osservazioni che ci faranno gli altri significativi saranno da noi accettate, potremo pian piano imparare ad auto-controllare le nostre reazioni impulsive non gravi, e acquisiremo una migliore e allegra disciplina interiore.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivista e comportamentale, presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale (AIPCOS), Napoli

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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