Obiettivi

postato da Nicoletta Carbone il 30.12.2011
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“Impegno e coraggio non sono sufficienti se mancano obbiettivi e ragioni chiari”
John F. Kennedy

Una ricerca fatta tempo fa dimostrò che solo il 3% della popolazione definisce i propri obiettivi in modo sistematico. Questa piccolissima parte scrive ciò che vuole ottenere su un pezzo di carta e grazie a questo semplice gesto ottiene molto di più del resto del mondo. Stabilire un obiettivo significa diventare consapevoli e la consapevolezza è il primo passo verso l’eccellenza. Come possiamo crescere o cambiare qualcosa se non sappiamo dove siamo. Infatti definire un obiettivo significa stabilire una meta e nello stesso tempo definire dove sei.
Cosa vuoi veramente?
Questa è la domanda più importante. L’obiettivo è cosa vuoi, uno stato desiderato, qualcosa che ora non hai o non c’è. Il primo passo per ottenere un obiettivo, trasformandolo in risultato, è di definirlo in modo corretto.
Quali sono le tue motivazioni (cioè i motivi per i quali vuoi raggiungere l’obiettivo)?
Anche questa è una domanda importante. Definire un obiettivo è diverso da pensare a cosa ti piacerebbe, significa fare un lavoro preciso che darà risultati concreti. Definendo l’obiettivo saprai dove sei e dove vuoi essere. La differenza è il percorso. Con questa consapevolezza diventi protagonista, prendi il controllo. Se non sai cosa vuoi invece sei alla mercé di tutti coloro hanno degli obiettivi per te: cosa dovresti fare, non fare, comprare, votare eccetera. Crescere, progredire significa incominciare il viaggio dal dove sei al dove vuoi essere. Pensare per obiettivi è l’opposto che pesare per problemi. Chi pensa per problemi si focalizza su ciò che non va, cosa c’è di sbagliato e solitamente ha una bella lista di scuse e ragioni de perché non farà nulla per crescere. È arrivato il momento di rispondere ad alcune domande che ti aiuteranno ad aprire la mente verso nuovi obiettivi.

Rispondi a queste domande con tutta onestà, se così farai aumenterai notevolmente la tua consapevolezza. Senza dubbio sarai più motivato ad agire e soprattutto avrai più energie per fare ciò che è necessario per trasformare i tuoi obiettivi in risultati. Ci sono nove domande per definire un obiettivo in modo sistematico ma prima di rispondere a questa nove domande rispondi a queste altre, ti aiuteranno ad aprire i tuoi orizzonti. Ovviamente devi rispondere per iscritto.
- Se avessi la lampada di Aladino a tua disposizione, quali sono i tre desideri che chiederesti al genio?
- Se avessi uno stile di vita perfetto come lo descriveresti?
- Se potessi creare il tuo calendario perfetto come lo faresti, quanti e quali giorni di lavoro, di ferie, di formazione?
- Come cambierebbe la tua vita se ricevessi 1 milione di euro esentasse in contanti? Qual è la prima cosa che faresti?
- Quali sono le cose che ti piace più fare sul lavoro? In cosa sei più bravo? Cosa ti rende più felice nel lavoro?
- Se ti dicessero che hai solo sei mesi di vita come passeresti questo periodo di tempo? Cosa faresti? Quali soddisfazioni ti toglieresti?
- Qual è la cosa che faresti se sapessi di non poter fallire? Se ti fosse assicurato il successo in una sola cosa, grande o piccola, a breve termine o lungo termine, cosa sceglieresti?

Prendi tutto il tempo che serve per rispondere queste domande. Vai in un posto tranquillo dove nessuno ti può disturbare e divertiti!

“Se lo puoi sognare lo puoi creare, ricorda tutto è incominciato con un topolino”
Walt Disney

Goal setting
Ci sono nove domande per definire un obiettivo in modo sistematico e corretto. Le nove domande poste in questo ordine ti permetteranno di definire al meglio l’obiettivo di stabilire la strategie e avere tutto ciò che serve sotto il tuo controllo. Anche in questo caso è necessario rispondere per iscritto.

Cosa voglio?
L’obiettivo deve essere espresso in positivo. Quindi cosa voglio e non cosa non voglio. La negazione è un’invenzione linguistica, pensare a cosa non vuoi farà in modo che il tuo cervello utilizzi le sue risorse in modo da creare quello che non vuoi perché non percepisce la negazione.
Come saprò di averlo ottenuto?
Qual è l’unità di misura? Se si tratta di soldi è semplice è una cifra. Ma se si tratta di altro come saprai di averlo raggiunto. Fai la dieta per perdere peso o misure? È completamente diverso. Come misurerai i progressi, come saprai se stai facendo bene o no? Se il tuo obiettivo è migliorare la relazione con il mio partner come misurerai il risultato? Decidi ora. È importante sia stabilire come saprai se ti stai avvicinando all’obiettivo sia come saprai di averlo raggiunto.
Dove, quando e con chi?
Dove vuoi raggiungere l’obiettivo, in che luogo geografico, o in che area? Ci potrebbero essere posti o aree (personali o nella tua azienda) dove non vuoi questo risultato. Potresti decidere di volere di comprare una casa ma solo in determinati quartieri della città, oppure di aumentare le vendite ma solo in una regione.
Quando vuoi raggiunger l’obiettivo?
Definisci un tempo entro il quale vuoi che questo obiettivo diventi un risultato, se non lo fai sarà solo un sogno.
Con chi vuoi raggiungere l’obiettivo?
Ci potrebbero essere persone che non vuoi coinvolgere o meglio ancora altre con le quali vuoi condividere questo, definisci ora questi aspetti importanti.
Che risorse hai?
Fai una lista di tutele risorse che hai. Puoi suddividerle in cinque categorie se vuoi, alcune sono più importanti di altre a seconda dell’obiettivo:
- Oggetti materiali: computer, libri, edifici, audiocorsi ecc.
- Persone: amici, colleghi, parenti…
- Mentori: persone che hanno già raggiunto un obiettivo simile, esperti del settore, coach.
- Qualità personali: che qualità personali hai già, quali puoi sviluppare? Quali corsi devi frequentare?
- Denaro: ne hai abbastanza, devi chiederne in prestito?
E’ sotto il tuo controllo?
Puoi controllare le azioni e le conseguenze di esse? Puoi essere indipendente e fare tutto da solo? Se hai bisogno di aiuto come puoi influenzare la qualità del loro operato? Come puoi motivare gli altri a fare del oro meglio?
Quali saranno le conseguenze?
In PNL (Programmazione Neuro-Linguistica) c’è il concetto di ecologia. Per ecologia si intende il rispetto e il mantenimento delle risorse, dell’intergità, dell’individuo nel suo insieme, dell’ambiente e così via. Se per esempio smettiamo di fumare ma mangiamo 10 pacchetti di caramelle al giorno il cambiamento non è ecologico per l’individuo lo è solo per il gestore del bar che vende le caramelle. Per assicurasi che l’obiettivo sia ecologico, cioè che il suo raggiungimento non danneggi nulla chiedi a te stesso:
- Quanto tempo ci metterò a raggiungerlo? È troppo?
- Chi avrà effetto delle azioni necessarie e cosa cambierà nella sua vita al raggiungimento dell’obiettivo?
- A cosa dovrò rinunciare per ottenere questo risultato?
- Cosa c’è di buono nella situazione attuale? Cosa voglio mantenere?
- Cos’altro potrebbe accadere durante il percorso e dopo aver raggiunto il risultato? Quali sono le possibili conseguenze indesiderate al raggiungimento del risultato (questa è una domanda che re Mida non si pose).
L’obiettivo è in linea e migliora chi sono?
È una domande importante da fare sia a livello personale che aziendale. Se l’obiettivo non è in linea con i tuoi valori o l’identità (cioè la percezione di te stesso) c’è qualcosa che non va. L’errore più grosso di alcuni individui o di alcune aziende è di voler fare qualcosa nel quale non si identificano.
Qual è la sequenza di azioni da fare?
Come si mangia un elefante? Un pezzo per volta! Assicurati di spezzettare il processo il passi. Quali sono gli obiettivi intermedi? Qual è la sequenza di cose da fare? Qual è il primo passo? Una volta definito il piano d’azione incomincia subito. Dai energia al tuo progetto, fai qualcosa adesso. Prima incominci e prima arriverai, la vita è come una coda per il buffet prima di metti in fila e prima mangi. Assicurati di metterti in coda e vedrai che prima o poi arrivi.

A cura di Claudio Belotti, Coach

Le spezie a Natale, anche per la salute

postato da Nicoletta Carbone il 29.12.2011
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L’atmosfera natalizia sta prendendo un po’ tutti, muovendosi dalle strade alle tavole . C’è un vento ricco di profumi invernali che pervade anche le case e le cucine con tutta la gioia possibile. Si possono proporre ricette curiose che possono addolcire i pasti (e soprattutto le prime colazioni) di questi giorni. È l’occasione per fare uso di alcune spezie preziose come lo zenzero con la sua azione di miglioramento sulla digestione e con la sua attività antinfiammatoria. Quindi utile in caso di nausea ed anche in caso di cefalee e dolori articolari. Come la cannella. Ottima nei dolci e nei biscotti, sia per il suo gusto sia per la sua azione potente che questa spezia può indurre sulla regolazione della glicemia, agendo come ipoglicemizzante e riducendo l’assorbimento di zuccheri a livello intestinale. Il modo più bello per unire il gusto alla salute.

A cura del Dott. Attilio Speciani, specialista in Allergologia e Immunologia clinica

Psicologia e regole dell’amicizia

postato da Nicoletta Carbone il 28.12.2011
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Molto interesse è stato suscitato da uno scritto precedente intitolato “Amicizia” e dalla trasmissione di Essere e Benessere dedicata a questo tema. Per questo, proverò a riprendere e ad aggiornare le 17 regole dell’amicizia descritte alcuni anni fa dagli psicologi Argyle e Henderson:
1) Aiuto volontario in caso di bisogno:  ciò significa essere attenti ai bisogni dell’altro e intervenire volontariamente per dare una mano, senza aspettare la richiesta esplicita, e senza farlo pesare;
2)  Rispetto della privacy dell’amico: questo vuol dire non invadere la vita privata dell’altro, non presentarsi sistematicamente inaspettati a casa sua, non curiosare se non invitati nella sua esistenza;
3)  Conservare per sé le confidenze ricevute: soprattutto in epoca di social network, invece, può capitare che il candidato amico trovi esposti su Internet i suoi segreti e le sue problematiche. Ovviamente si ritrarrà dall’amicizia;
4)  Sincerità e fiducia reciproca: bisogna stare attenti a questa regola, perché spesso le persone pretendono la sincerità dall’altro, ma si trovano delle pretestuose giustificazioni morali per non offrirla loro;
5)  Sostituire l’amico come se fosse lui in sua assenza: questo vuol dire essere capaci di immedesimarsi nei suoi modi di vedere e fare lo sforzo di impegnarsi con attenzione ad agire come lui agirebbe (non come se fossimo noi ad agire);
6)  Non criticare l’amico in pubblico: nemmeno per “farsi belli” davanti all’uditorio del momento, nemmeno se ci scappa proprio la battuta cattiva. Questo è un esempio di competenza emotiva e relazionale;
7)  Mostrare supporto emotivo: il che vuol dire non solo volergli bene in privato, ma anche esprimere visibilmente la disposizione positiva nei suoi confronti. Anche per questo, occorre stare attenti al momento in cui mostrare questa solidarietà;
8)  Guardarlo negli occhi durante la conversazione: anche questa è un’espressione di attenzione che va modulata dando a lui o a lei, però, la possibilità di abbassare lo sguardo se racconta cose di cui si vergogna o si imbarazza;
9) Sforzarsi di renderlo felice quando si sta in sua compagnia: ancora una volta attenzione e comprensione della mente altrui. Poiché siamo diversi, dobbiamo ricordarci come è fatto il nostro amico o la nostra amica, e tenere presenti le sue preferenze (non solo le nostre);
10) Non essere gelosi né critici nei confronti delle altre relazioni dell’altro: possiamo controllare l’espressione della gelosia, ma non direttamente l’emozione. Tuttavia dipende da noi tacere sulle critiche che ci verrebbe spontaneo fare, a meno di richieste precise;
11) Essere tolleranti nei confronti degli altri amici dell’amico/a: per quanto a volte alcune frequentazioni dell’amico/a possano sembrarci pericolose, occorre enorme delicatezza e rispetto nel far notare queste eventuali caratteristiche, e tolleranza nei confronti della libertà di azione dell’amico: mai conculcarla;
12) Condividere le notizie dei successi reciproci: molte persone, sbagliando, utilizzano l’amico solo come contenitore delle disgrazie. E si guardano bene sia dal comunicargli i propri successi (per paura dell’invidia, o per una errata paura di ferirlo) che dall’ascoltare con attenzione partecipata i successi dell’altro/a;
13)  Chiedere le sue opinioni personali: non soltanto su quello che riguarda la nostra vita personale o la persona di cui siamo innamorati e in difficoltà, ma su tutte le questioni considerate rilevanti da noi e/o da lui/lei. Questa è compartecipazione cognitiva necessaria per lo sviluppo affettivo della relazione di amicizia.
14) Non sgridare l’amico o l’amica. Questo è un punto fondamentale. Alcuni, specie quelli educati sui principi della cosiddetta “pedagogia nera”, sono convinti che se si ama una persona occorre sgridarla sistematicamente. Ironia e maieutica sono più efficaci nell’eventuale correzione!
15) Scherzare e giocare insieme: il che è il contrario di quelli che si trasmettono l’un l’altro la depressione lamentandosi reciprocamente perché il mondo non è come vorremmo che fosse. Anche in questo caso umorismo rispettoso e scherzi neutri, non sarcasmo (che è dannosissimo);
16) Cercare di ricambiare debiti, favori e complimenti. Attenzione, ancora una volta, all’altro e a quel che succede nella relazione e nella vita di entrambi. Debiti di gratitudine, di attenzione, di accudimento vanno ricambiati appena possibile, e per etica (non per “spirituale commercio”);
17) Aprirsi sui propri sentimenti o problemi: l’amicizia è reciproca, l’apertura personale è reciproca. Non posso pretendere che l’altro/a si metta a nudo mentre io resto abbottonato fino in gola. Se è problematico per una persona aprirsi, almeno lo deve dichiarare, e sforzarsi gradualmente di superare questo limite, se vuole mantenere l’amicizia.

 A cura del Dott. Francesco Aquilar,  Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

Ricordare ciò che facciamo, senza alcun dubbio!

postato da Nicoletta Carbone il 27.12.2011
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A volte capita di avere il dubbio se abbiamo chiuso a chiave la porta di casa, la luce di una stanza, la finestra della camera ecc. Questi dubbi, nella maggior parte dei casi, alla verifica dei fatti risultano infondati. Tuttavia, sollecitano fastidio perché prendiamo atto che “non ci siamo fidati” delle nostre azioni e che la memoria non è stata efficiente. Se però facciamo mente locale a cosa stavamo pensando mentre facevamo quelle azioni, ci rendiamo conto che stavamo pensando ad altro e non eravamo concentrati su quelle azioni, eseguite in modo automatico. L’automatismo bypassa i circuiti cerebrali della memoria e così capita che non rimane alcuna traccia di quanto è stato fatto. È quindi inutile prendersela con la memoria, che in questi casi è innocente. E allora, cosa fare? Pur consapevoli che le nostre giornate sono sempre piene di impegni e dobbiamo continuamente pensare a come organizzarli, il motto da seguire per non perdere tempo è:
“Vado piano perché ho fretta”.
Così, quando siamo in procinto, ad esempio, di chiudere la porta di casa, fermiamoci un attimo e prendiamo consapevolezza di quanto stiamo facendo. Anzi, ancora meglio, monitoriamo le nostre azioni come se fossimo dei registi di noi stessi e commentandole a bassa voce: “inserisco la chiave nella toppa e la giro 1,2,3 volte. Ora la porta è chiusa”. Altrettanto possiamo fare col gas, le finestre ecc. Bastano 3 secondi per evitare di perdere 10 minuti o avere l’assillo del dubbio. Ottimo guadagno, vero?

A cura del Dott. Giuseppe Alfredo Iannoccari, Presidente Assomensana

Perdita di capelli e lavaggio

postato da Nicoletta Carbone il 26.12.2011
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Per contrastare la perdita dei capelli, durante il lavaggio non bisogna mai usare shampoo troppo aggressivi (cioè troppo schiumogeni). È molto utile, poi, massaggiare per cinque minuti il cuoio capelluto effettuando dei lievi movimenti circolari, operazione che permette di riattivare la circolazione con un conseguente rinforzo della capigliatura.

A cura del Prof. Antonino Di Pietro, Direttore del Servizio di Dermatologia dell’Ospedale di Inzago (Mi)

Sentimenti ed emozioni tra Natale e Capodanno: fattori negativi e positivi

postato da Nicoletta Carbone il 23.12.2011
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Le feste di Natale non solo rappresentano un periodo di festività della famiglia, e di grande gioia per alcune persone, ma comportano per molti anche una serie di problemi e di conflitti tipici di questo periodo dell’anno. Intanto, per certe persone nel periodo natalizio vengono al pettine con maggior forza i nodi irrisolti: problemi di coppia e senso di inutilità/fallimento della relazione di partnership; difficoltà dei figli rispetto ai genitori, con la sensazione dei ragazzi di non essere compresi dal sistema familiare, dal quale possono sentirsi esclusi o non conosciuti per niente malgrado le apparenze. Inoltre, coloro che non dispongono di una famiglia “soddisfacente” hanno il problema di sentire maggiormente questa solitudine, e di doversi organizzare con amici eventualmente disponibili, mantenendo comunque una sensazione di essere fuori posto. Le persone che soffrono di disturbi alimentari psicogeni risentono maggiormente di questo periodo, con la continua tentazione a stramangiare e la paura di perdere il controllo sul proprio comportamento alimentare. Ancora, tra San Silvestro e Capodanno molte persone tendono a fare un bilancio nefasto della propria vita: è passato tanto tempo e non ho raggiunto i miei obiettivi, mi sento fuori posto sul piano lavorativo, sono insoddisfatto della vita romantica, già ero in crisi personale, ci mancava solo la crisi economica e così via.
Possiamo provare a modulare queste emozioni negative, e a non lasciarci travolgere né dalle considerazioni pessimistiche né da una falso buonumore in pubblico (che di solito si accompagna ad un tremendo malumore in privato). Intanto, possiamo concepire le vacanze di Natale come il periodo degli affetti e compensare con la riconoscenza (emozione fondamentale per la temperanza dei sentimenti dolorosi) i pensieri che a volte ci attanagliano. A chi vogliamo bene? Proviamo a dirglielo esplicitamente. Non serve il messaggio circolare impersonale o l’ennesima e-mail fredda e generica: potremmo scrivere loro un biglietto a penna, che sa più di cuore, se non riusciamo ad incontrarli. O meglio dirglielo di persona: sei importante per me. Se godiamo della presenza di una famiglia, possiamo focalizzare l’attenzione sugli aspetti positivi di ciascuno, trascurando deliberatamente per un po’ gli aspetti negativi che magari ci vengono in mente, e passando sopra ai difetti per due settimane di “tregua”. Se non abbiamo una famiglia armonica a disposizione, e ci capita di stare da soli, non facciamone una tragedia: sono giorni come gli altri, e come gli altri passeranno e potremo riprendere una quotidianità normale. Ancora, non fidiamoci dei bilanci negativi della notte di Capodanno: in realtà lo sviluppo personale è un continuum e non disprezziamo quel che di buono abbiamo fatto finora. C’è sempre tempo comunque per migliorare.
In definitiva, conviene trattare noi stessi con la stessa gentilezza con la quale tratteremmo una persona cara, senza rimbambirci nel falso divertimento forzato e offrendo alle persone che ci piacciono un saluto di benvenuto, un commento che possa dare nutrimento emotivo, un sorriso di conforto (anche se siamo stanchi e scoraggiati) ed un contatto di rassicurazione: come in un antico proverbio scandinavo: possiamo fare sette volte di più di quello che riteniamo il massimo per noi, e 500 volte di più di quello che nostra madre ritiene o riteneva il massimo per noi.

A cura del Dott. Francesco Aquilar, psicologo e psicoterapeuta cognitivista e comportamentale, presidente dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva e Sociale (AIPCOS), Napoli.

E se ci fosse anche lo stress natalizio…

postato da Nicoletta Carbone il 22.12.2011
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Può capitare! In tal caso ricordiamoci di respirare. Il respiro è il migliore amico dell’uomo, dunque approfittiamone. Sdraiati su un tappeto, comodamente, ad occhi chiusi, con la gambe piegate e divaricate e le braccia abbandonate lungo il corpo: prima di tutto, osserviamo il nostro respiro spontaneo, quello che avviene puntualmente durante il sonno grazie all’intelligenza del nostro corpo. Osserveremo che il respiro tende immediatamente a un ritmo più lento e molto rilassante. Diamogli tempo per continuare ad esprimersi così e poi interveniamo personalmente a gestirlo secondo uno schema assai efficace. Si inspira lentamente, lungamente con il naso, si trattiene per qualche istante a polmoni pieni e poi si espira lentissimamente con la bocca socchiusa come se volessimo pronunciare la “U”. Continuare così per almeno 10 minuti. Saremo sicuramente più rilassati e avremo modo anche di fare qualche riflessione sull’origine dello stress.

A cura di Lisetta Landoni, Presidente Accademia di Kriya Yoga

Modella, utilizza

postato da Nicoletta Carbone il 21.12.2011
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Quasi tutto ciò che otteniamo è il risultato delle nostre abitudini. Un azione fine a se stessa non cambia la nostra vita. Quello che facciamo continuamente sì. Quali sono le abitudini che già hai che danno risultati straordinari? Quali, invece, frenano il tuo cammino verso la piena soddisfazione? È semplice le persone di successo hanno abitudini che incrementano la qualità della loro vita. Le persone che “falliscono” hanno abitudini diverse, molto diverse. Fortunatamente le abitudini si possono imparare e disimparare. Un abitudine è automatica, una cosa che facciamo ripetutamente senza nemmeno pensarci. Noi nel tempo formiamo le nostre abitudini e poi loro formano noi. Il segreto per trasformare gli obiettivi che definirai in risultati è quindi di fare attenzione alle tue abitudini: eliminare quelle non utili, mantenere quelle funzionali e crearne di ancora più utili.
Per incominciare qualcosa di nuovo ci vuole solo un po’ di volontà e disciplina. Tutto ciò che nuovo all’inizio sembra difficile ma poi diventa facile.  Una scorciatoia verso i risultati è di utilizzare quello che altri hanno già fatto. Il mondo è pieno di esempi viventi di persone che hanno raggiunto i loro obiettivi. Loro sono i maestri migliori da cui imparare qualcosa. Oltre ad imparare da gli altri puoi anche attingere risorse in modo del tutto etico e legale.

Ci sono molte risorse altrui che puoi usare:
- La conoscenza. Puoi risparmiarti ore, giorni e anni se utilizzi l’esperienza altrui. Se vuoi fare qualcosa vai da chi l’ha già fatto in passato e chiedi come ha fatto. Perché re-inventare la ruota se qualcuno che l’ha fatto prima di te può spiegarti come si fa?
- Energia e lavoro. Ci sono molte persone disposte a condividere il tuo progetto. Queste persone vogliono lavorare e sono disposte a farlo gratuitamente se il progetto le ispira. Se impareranno qualcosa durante il percorso saranno ricompensati dall’esperienza. Chi può fare questo per te? Cosa impareranno facendolo? Cosa hai da offrire?
- Errori. Impara da chi l’ha fatto male prima di rifarlo. Molti successi nascono da “fallimenti” precedenti. È molto utile risparmiarsi la fatica fatta da altri e andare subito al successo.
- Idee. Molte persone hanno idee che non mettono in pratica. Ascolta, leggi, fai tutto ciò che ti è possibile per ampliare la tua realtà. Frequenta persone intelligenti che hanno idee, non solo ti offriranno le loro ma saranno di stimolo per te.
- Contatti. Ogni persona che tu conosci, conosce qualcuno che conosce qualcuno che ha quello che cerchi. Quando devi fare qualcosa, o hai bisogno chiedi a te stesso: “chi conosco che mi può aiutare?”.

A cura di Claudio Belotti, Coach

Scegliete un Natale in salute

postato da Nicoletta Carbone il 20.12.2011
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Le vacanze di Natale si avvicinano e con esse il solito annuale rischio di rimetterci la salute. Ma è proprio impossibile associare il piacere delle feste a delle scelte sane? E’ sempre necessario ritrovarsi dopo le vacanze con dei chili di troppo che rendono l’inizio dell’anno una strada tutta in salita? La risposta è no! Con qualche piccolo accorgimento possiamo goderci il Natale e pensare allo stesso tempo alla nostra salute.
Partiamo dai regali. Scegliamo dei regali che promuovano la salute come uno strumento per fare le centrifughe che permetterà a tutta la famiglia di aumentare l’introito di frutta e di verdura. Oppure una pentola per cucinare al vapore esaltando così le proprietà nutrizionali dei cibi. O ancora un attrezzo per fare ginnastica in casa, un’iscrizione ad un corso di cucina sana o un libro che ci insegni come mangiare correttamente o come rilassarci. Insomma scegliamo dei regali utili e salutari per noi e per i nostri cari.
Non prolunghiamo all’infinito le abbuffate. Cerchiamo di concentrarle nei giorni più importanti come la vigilia, il giorno di Natale e capodanno. Il resto delle feste mangiamo regolarmente o anzi approfittiamone per mangiare meglio visto che abbiamo più tempo a disposizione per cercare gli alimenti giusti e divertirci a prepararli in cucina. Se abbiamo ancora un’irresistibile voglia di dolci, piuttosto che esagerare con i prodotti industriali, concediamoci dei fichi secchi, dei datteri o delle uvette, vere e proprie leccornie naturali.
A proposito di tempo a disposizione, usiamolo per fare più sport, per giocare con i nostri figli, per riprendere qualche hobby abbandonato per il troppo lavoro. Usiamo le vacanze per fare ciò che ci piace di più e per stare in movimento con il corpo e con lo spirito.
Le vacanze sono anche il momento per recuperare il sonno perduto, spegnendo la sveglia e concedendoci magari anche un riposino di 30 minuti dopo pranzo. Questo permetterà al nostro cervello di recuperare dalla fatica accumulata.
Un grande contributo a rinsaldare i rapporti con il coniuge e a ricaricare corpo, mente e spirito lo dà il sesso. Approfittiamo allora del maggior tempo da passare assieme per riaccendere il fuoco nella nostra relazione di coppia.
Per partire bene con l’anno nuovo approfittiamo subito dei giorni fino alla befana per riprendere a mangiare bene facendo magari una settimana di detossificazione con un’alimentazione ricca di verdure, legumi, zuppe e minestroni e abbandonando dolci e dolcetti vari.
Infine cerchiamo di ricaricare anche la nostra psiche con un pò di positività tenendo presente che anche in tempi di crisi, dipende solo da noi vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. E’ utile per questo pensare un pò più spesso alla gente che ha meno di noi e a come dare il nostro contributo per un mondo migliore.

A cura del Dott. Filippo Ongaro, Vice-Presidente Associazione Medici Italiani Anti-Aging

Quando la pressione inizia a salire

postato da Nicoletta Carbone il 19.12.2011
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In molti soggetti giovani l’aumento di pressione è sicuramente un segnale di squilibrio. In genere è indispensabile escludere le possibili situazioni cliniche che portano all’aumento di pressione, ma quando non ne vengono individuate una delle condizioni che più frequentemente determinano l’innalzamento della pressione arteriosa è il quantitativo di sale introdotto quotidianamente con l’alimentazione. Questo trattiene quell’acqua che va a incrementare il volume di sangue in circolo, costringendo il cuore a pompare con maggior forza. Non basta però smettere di salare i cibi: è indispensabile controllare tutti gli alimenti ricchi di sale come i prodotti da forno, i salumi, i formaggi, i biscotti, il dado da brodo ecc. Il limite giornaliero di sale che non si dovrebbe superare è di 3 grammi al giorno e tanto per fare un esempio 100 grammi di prosciutto crudo ne contengono da soli 5 grammi, mentre 100 grammi di pane ne contengono da 1 a 4 grammi. Non è difficile comprendere quanto significative siano le quantità di sale assunte mangiando un bel panino al prosciutto. Al posto del pane si possono usare dei cereali, delle fette di riso, delle patate bollite, una maggiore quantità di pasta o di riso. Al posto dei prosciutti si può usare del roastbeef, un petto di pollo, una fetta di salmone. Al posto del formaggio grattugiato si possono usare delle mandorle sbriciolate sopra la pasta. Le possibili sostituzioni non sono quindi così difficili da utilizzare. Tra gli integratori, il magnesio aiuta comunque a contrastare l’eccesso di sodio e può quindi essere utile per bilanciarne l’eccesso.

A cura del Dott. Attilio Speciani, Specialista in Allergologia e Immunologia clinica

  • Un esperto per amico




    Attilio Speciani


    Specialista in Allergologia e immunologia clinica

     

    www.eurosalus.com





    Prof. Alberto Luini


    Direttore della divisione di senologia dello IEO






    Tetsugen Serra


    Maestro Zen - Fondatore della Mindfulzen: la Via di Consapevolezza

     

    www.mindfulzen.it

     

    www.monasterozen.it





    Prof. Antonino Di Pietro


    Direttore del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale di Inzago (MI)

     

    www.antoninodipietro.it





    Dott. Francesco Aquilar


    Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivista e Comportamentale

     

    www.aipcos.org





    Claudio Belotti


    Coach

     

    www.claudiobelotti.it





    Luigi Sutera


    Consulente d'immagine






    Giuseppe Alfredo Iannoccari, Ph.D.


    Presidente Assomensana

     

    www.assomensana.it





    Alessandra Rigoni


    Medico Chirurgo specialista in odontoiatria e ortodonzia a Milano






    Dott. Luca Avoledo


    Naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

     

    www.lucaavoledo.it

     

    www.studiodinaturopatia.it





    Dott. Fabio Rinaldi


    Specialista in dermatologia e venerologia, Presidente della Fondazione IHRF in Milano.

     

    www.studiorinaldi.com





    Prof. Alessandro Nanussi


    Responsabile del Centro di Gnato-posturologia e dolore cranio-faciale, Osp. S. Gerardo, Clinica Universitaria della Milano-Bicocca. Past president della Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport.

     

    www.studiodentisticonanussicoraini.it





    Prof. Marco Temporin


    Medico Chirurgo. Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

     

    www.marcotemporin.it





    Daniele Belloni


    Insegnante di yoga, scrittore e giornalista

     

    www.spazioshanti.org





    Mauro Castiglioni


    Farmacista Cosmetologo esperto in preparazioni Galeniche. Consigliere all'Ordine dei Farmacisti di Milano. Consigliere Nazionale SI.F.A.P. (Società Italiana Farmacista Preparatori






    Andrea Fratter


    Ricercatore, Cosmetologo ed esperto di Nutraceutica
    Docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica, SIME di Roma e presso il Corso di Perfezionamento in Farmacia e Farmacologia Cliniche dell’Università di Padova






    Dott.ssa Adele Sparavigna


    Dermatologa a Milano e Monza
    Direttore ricerche cliniche Istituto Derming

     

    www.adelesparavigna.it





    Raffaella Cicogna


    Body&Mind Coach

     

    www.raffaellacicogna.com





    Carlo Cazzaniga


    Artigiano - Artista

     

    https://cutcarlocazzaniga.net/
    artigianeide.wordpress.com





    Ines Seletti


    Presidente Ass. Adas Fidas Parma - Consigliera Ass. Fidas Nazionale con delega alla comunicazione e alle nuove tecnologie - Consigliera Ass. Futura Parma

     

    www.fidas.it

     

    www.adasfidasparma.it


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